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pubblicato il 26 maggio 2009

Fiat-Opel: "E' una lotteria"

Così Marchionne dopo l'incontro con la Merkel. Magna migliora l'offerta

Fiat-Opel: "E' una lotteria"

L'Accordo tra Fiat e Opel? "E' una lotteria". Così lo ha definito l'amministratore delegato Sergio Marchionne subito dopo aver incontrato questa mattina la cancelliera Angela Merkel. "I colloqui sono stati molto costruttivi", ha commentato il manager italiano, sottolineando che "il Governo tedesco è seriamente impegnato in questo processo". Ma la strada è ancora in salita per Fiat. Anche se oggi Corrado Passera, ad di Intesa San Paolo (la banca consulente del Lingotto con Unicredit e Goldman Sachs), ha garantito "un supporto finanziario al progetto" del Lingotto, la Magna - sua principale antagonista - è pronta a migliorare ulteriormente la propria offerta.

Il colosso austro-canadese, come riportato dal Frankfurter Allgemeine Zeitung, entro domani concluderà la trattativa con i sindacati per modificare il piano di esuberi per le fabbriche tedesche. Non più i 2.500 licenziamenti (di cui 2.200 solo a Bochum) che Juergen Ruettgers, governatore del Nord Reno-Vestfalia, aveva giudicato "inaccettabili", ma piuttosto una riduzione degli esuberi attraverso il trasferimento della produzione della Astra da Anversa a Bochum, anche se questo comporterebbe la chiusura dell'impianto di Anversa.

Convincere Ruettgers rafforzerebbe l'attuale vantaggio di Magna, che già conta sull'appoggio dei governatori di Assia e Renania-Palatinato, dove si trovano gli impianti di Ruesselsheim e Kaiserslautern. Dal canto suo Fiat procede spedita. "Non dirò niente - ha sottolineato Marchionne - Sono qua per fare un tentativo serio e concludere l'operazione. Se riuscirà, bene. Se no prendo l'aereo e me ne torno a casa", in Italia, dove oggi il Lingotto ha comunicato ai sindacati una nuova tranche di cassa integrazione a Mirafiori. Seicento addetti della linea di assemblaggio della Multipla non lavoreranno per due settimane dal 22 giugno al 5 luglio, dodici addetti della Abarth sospensioni dal 22 giugno al 2 agosto e altri quaranta dipendenti della Abarth resteranno a casa ogni venerdì di luglio oltre alle giornate del 25 e 26 giugno.

Ferma, almeno per oggi, anche la produzione della Grande Punto, che non può proseguire perchè ieri sera i lavoratori della fabbrica della Ergom, che produce i componenti, hanno indetto uno sciopero per protestare contro la decisione di licenziare 25 operai che da tempo lavoravano nella fabbrica per sostituirli con altrettanti provenienti da Pomigliano D'Arco (Napoli).

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