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pubblicato il 25 maggio 2009

Fiat o Magna, chi conquisterà Opel?

La decisione è vicina. Angela Merkel appoggia Fiat e ieri incontra in segreto Magna

Fiat o Magna, chi conquisterà Opel?

Lunedì 25 maggio 2009. Inizia oggi la settimana più importante per il futuro di Opel, che entro la fine del mese non apparterrà più a General Motors con la conseguente ridistribuzione degli equilibri all'interno dell'industria automobilistica. La decisione su chi ne otterrà il controllo sarà presa da Detroit, ma Berlino giocherà un ruolo molto significativo perché dovrà probabilmente mettere a disposizione garanzie finanziarie per miliardi di euro. Anche se per oggi non è attesa alcuna svolta conclusiva, il cancelliere tedesco, Angela Merkel, incontrerà di nuovo i membri dell'esecutivo per valutare le offerte presentate dalla holding industriale quotata in Belgio RHJ International, dal colosso austro-canadese Magna e dall'italiana Fiat.

E proprio la competizione tra queste ultime due concorrenti è sempre più accesa. Negli ultimi giorni, entrambe hanno migliorato la propria offerta e sulla stampa - specie su quella tedesca - le indiscrezioni su di loro si susseguono ad una velocità impressionante. Il quotidiano Bild scrive oggi che Angela Merkel ed il ministro dell'Economia, Karl-Theodor zu Guttenberg, si sono incontrati segretamente ieri pomeriggio con il management di Magna per discutere delle garanzie dei posti di lavoro e della restituzione dei prestiti promessi dal governo a chi salveràOpel, che al momento occupa in Germania circa 25mila persone.

Lo stesso quotidiano continua a sostenere che l'offerente preferito dal governo tedesco - così come dal governatore cristiano-democratico dell'Assia, Roland Koch - è ancora la Magna, il cui piano prevede il taglio di 2.850 posti di lavoro negli stabilimenti Opel in Germania e la richiesta di garanzie governative per 4,5 miliardi di euro. Cifre che i giudicanti starebbero confrontando con quelle degli altri competitors. Giovedì scorso lo stesso Bild aveva annunciato che il conto più salato era stato presentato dall'Italia, che proponeva il maggior numero di esuberi in Europa e il più alto livello di garanzie pubbliche sul debito rispetto alle proposte degli altri due concorrenti.

Affermazioni che il Lingotto ha smentito il giorno dopo con un comunicato ufficiale: "Da tempo stanno circolando notizie errate che indicano in 18.000 il numero degli esuberi in Germania, nel caso in cui l'offerta Fiat per la Opel fosse accolta - si legge nella nota - Si tratta di una informazione totalmente falsa. In realtà il piano Fiat prevede che la riduzione degli organici, distribuita in tutta Europa e in maniera progressiva nel tempo, sarà complessivamente inferiore a 10.000. L'impatto in Germania sarà quindi relativamente più basso di questa cifra".

Il Gruppo Fiat ha dunque rilanciato su Opel insistendo soprattutto sul mantenimento degli stabilimenti in Germania e sul numero degli esuberi che potrebbero essere al massimo 2 mila, eppure la sua strada continua ad essere in salita, nonostante fino a domenica poteva contare - secondo la stampa estera - sull'appoggio della cancelliera. Domani Sergio Marchionne sarà di nuovo a Berlino per incontrare Guttenberg e illustrargli la nuova offerta della Fiat. Secondo le indiscrezioni della Frankfurter Allgemeinen Zeitung (Faz), il piano italiano non prevederebbe alcuna modifica degli impianti del Lingotto in Italia e in Polonia e chiederebbe garanzie pubbliche sul debito per sei miliardi di euro (un miliardo di euro in meno rispetto alla proposta precedente) che verrebbero ripagate entro quattro anni. L'offerta di Marchionne, che apporterebbe al nuovo Gruppo tutta la divisione auto del Lingotto eccetto la Ferrari e la Maserati, parlerebbe inoltre di un Ebitda di 2,5 miliardi di euro e di sinergie per cinque miliardi di euro fino al 2015.

Una proposta che secondo il Bild non basterebbe a Fiat per scavalcare Magna perché nel caso in cui il colosso austro-canadese non fosse disposto a fare altre concessioni, la seconda opzione del governo tedesco sarebbe addirittura quella di un'insolvenza controllata. Un'ipotesi su cui però l'esecutivo sembrerebbe essersi spaccato. Se infatti per il ministro dell'Economia tedesco, Karl Theodor zu Guttenberg, nessuna delle offerte giunte finora per Opel è soddisfacente e "un'insolvenza regolata sarebbe chiaramente la soluzione migliore, anch'essa potrebbe aprire delle possibilità per il futuro", per il ministro degli Esteri, Frank Walter Steinmeier, è meglio se "tutti" la smettessero "con le chiacchiere su un'insolvenza di Opel".

Una scelta comunque, secondo il Financial Times Deutschlend, verrà presa entro giovedì e per il presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, sarà "imparziale". In un'intervista alla CNN il premier ha infatti detto di essere certo che il governo tedesco esaminerà le varie offerte in modo oggettivo e che verrà scelta quella migliore. "Certamente escludo che possano esservi motivazioni di antipatia nei confronti di un'azienda piuttosto che un'altra - ha spiegato - Penso che faranno quello che a loro sembrerà più giusto per la Opel. Non ho parlato con la Merkel, non voglio interferire, ma la conosco e so che si comporterà così".

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Tag: Mercato , Fiat


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