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pubblicato il 26 maggio 2009

Ssangyong: approvato il piano di salvataggio

Il marchio coreano evita la bancarotta e procede con la C200

Ssangyong: approvato il piano di salvataggio

Un tribunale sudcoreano ha dato il via libera al piano di salvataggio del marchio Ssangyong scongiurando quello che sembrava un inevitabile fallimento. La corte ha confermato un recente parere favorevole di Samil PricewaterhouseCoopers che, dopo una valutazione degli asset societari, era giunto alla conclusione che il valore di questi supera di molto quello di liquidazione. Ha quindi richiesto all'azienda, per il prossimo settembre, di presentare un piano di ristrutturazione, che , in realtà, è già in atto e comprende, tra le altre misure straordinarie, una nuova linea di modello (la C200, che andrà in produzione verso la fine dell'anno) e la riduzione della forza lavoro impiegata di oltre un terzo.

La situazione fortemente negativa per Ssangyong si era venuta a creare qualche mese fa in concomitanza con l'ingresso nella spirale della crisi economica che ha portato a livello globale un calo della domanda e un aumento dei prezzi delle materie prime, dell'energia e del petrolio. Lo scorso febbraio il marchio è entrato in amministrazione controllata congelando, di fatto, la sua situazione economica similmente a quanto accade con il Chapter 11 americano: l'azienda viene temporaneamente protetta dai creditori e riceve un po' di tempo per mettere in atto una nuova strategia di risollevamento delle proprie sorti.

Parte integrante del piano di salvataggio sarà la Ssangyong C200, un nuovo compact urban vehicle apparso per la prima volta in forma di prototipo al Salone di Parigi 2008 e recentemente presentato a Seoul e Barcellona. Basata su un nuovo telaio monoscocca e disegnata in Europa, la C200 entrerà in produzione verso la fine dell'anno e proporrà una vasta gamma di opzioni: trazione anteriore o integrale, motori benzina, Turbodiesel o Turbodiesel ibrido.

Autore: Alvise-Marco Seno

Tag: Mercato , produzione , lavoro


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