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Mercato

pubblicato il 15 maggio 2009

Chrysler taglia i concessionari negli USA

Auburn Hills ha proposto la cancellazione del 25% della propria rete

Chrysler taglia i concessionari negli USA

La rete Chrysler (con i marchi Chrysler, Dodge e Jeep) negli Stati Uniti sarà ridotta da 3.181 a 2.392 concessionari, pari a una diminuzione del 25% dei punti vendita e del 14% dei volumi. È quanto proposto con una mozione dalla Casa di Auburn Hills al giudice fallimentare, Arthur J. Gonzales, che l'ha approvata. Saranno dunque 2.392 i concessionari che dovrebbero continuare con la nuova compagnia, quella che dovrebbe fuoriuscire dal Chapter 11 e vedere l'ingresso al 20% di Fiat la quale non vede l'ora di sfruttare la rete americana per lanciare i suoi prodotti al di là dell'Atlantico. Questa è la parte buona.

La parte cattiva è che questa "azione dolorosa" - come l'ha definita il vice presidente, Jim Press - che sarà operativa dal 9 giugno, significherà la cancellazione di 40mila lavoratori sparsi per tutto il paese poiché il numero medio per ogni concessionaria è di 50 addetti. Non solo: il NADA (North American Dealer Association, l'associazione dei concessionari americani) stima che ogni concessionario rappresenta per il proprio territorio in media il 20% in valore dei volumi di vendita al dettaglio, un fatturato di 2,59 milioni di dollari e un contributo di 13 milioni di dollari all'anno in termini di servizi, acquisti e tasse. Un danno non da poco quindi per l'economia diffusa e per le casse dello stato federale e gli enti locali.

Questo processo non ha alcun effetto o conseguenza fuori dei confini americani poiché il Chapter 11 si applica solo negli Stati Uniti. In Messico, Canada ed Europa la parola d'ordine è dunque "business as usual", anche in Italia dove la rete è composta da 48 concessionari, dunque adeguatamente dimensionata. Quanto a dimensioni invece fa impressione vedere la rete americana ridotta in meno di 20 gironi di un quarto, un processo tuttavia inevitabile e iniziato già da tempo visto che nel 2001 i concessionari Chrysler erano circa 4.100 e a metà negli anni '60 addirittura 6.500. E i margini ci sono ancora visto che, secondo quanto dichiarato dalla stessa Chrysler, al 30 aprile il 90% delle vendite è stato generato dal 50% della rete.

Buone notizie invece per la parte finanziaria. Il giudice Gonzales ha infatti approvato anche un'altra mozione di Chrysler per l'affidamento dei servizi finanziari (sia per il credito al consumo sia per le attività commerciali) a GMAC Financial Services, la società posseduta al 49% da General Motors e al 51% da Cerberus, il fondo privato di investimento che si appresta a lasciare la proprietà di Chrysler per tornare a fare quello che sa fare: denaro con il denaro.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , Chrysler


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