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pubblicato il 15 maggio 2009

Tutti i creditori di Chrysler

Ecco la lista dei "Big 50". Mancano però Bob Lutz e il contribuente americano

Tutti i creditori di Chrysler

La bancarotta con amministrazione controllata (il Chapter 11) di Chrysler si deve ai creditori, almeno a quelli che hanno rifiutato l'accordo proposto dall'amministrazione del presidente Barack Obama. Ma chi sono i creditori? Vi proponiamo la lista dei primi cinquanta (vedere sotto), in ordine di somma reclamata presso il giudice fallimentare Arthur J. Gonzales, che contiene nomi più o meno noti.

Manca però il nome del più famoso di tutti: Robert A. Lutz, per gli amici Bob. Proprio lui: l'ex vice presidente di General Motors che a febbraio aveva già annunciato il suo addio alla compagnia per la fine del 2009 e che, tra il 1986 e il 1998, ha condotto la Chrysler. Cosa mai dovrà ancora la Casa di Auburn Hills al nonno dell'automobile americana? Non certo il rimborso per la dentiera, gli occhiali da vista o medicinali per disfunzioni erettili, commentano malevoli dall'altra parte dell'Atlantico ricordando che la trattativa con Fiat ha portato i lavoratori, a seguito dell'accordo con il sindacato UAW, a perdere queste indennità per trarre risparmi sul costo del lavoro.

In realtà, Lutz non ha ancora inoltrato la propria richiesta al tribunale, ma si sa per certo che i suoi legali sono già al lavoro e, seppure scoperti, non hanno voluto rivelare nulla sull'azione che il loro famoso cliente ha chiesto di fare, ma si pensa che sia proprio il nuovo accordo della UAW il motivo del contendere ed è evidente che, visti gli stipendi milionari dei manager di quel livello, Lutz si sia visto tagliare di milioni di dollari quelle indennità che il suo contratto pensionistico con la Chrysler prevedeva prima del fallimento. Se anche il pane quotidiano non può essere il suo problema, il buon Bob non deve passare giorni tranquilli pensando che anche GM potrebbe fare la stessa fine tagliando un altro robusto ramo del florido albero che pensava di aver blindato per la vecchiaia. Sembra anche che Lutz abbia provveduto nei giorni scorsi a liquidare le sue quote azionarie. "Non vi siete ancora sbarazzati di me" era titolo del suo ultimo post sul blog di GM nei giorni dell'annuncio del suo abbandono, ma lui intanto si sarebbe sbarazzato delle proprie stock option nella paura di veder trasformarsi anche loro in carta straccia. E, se tutto va come sembra, davvero sentiremo parlare ancora di lui e la classifica dei top 50 creditors è destinata a vedere una hot entry tra i primi.

Scorrendo la lista, c'è da sorridere non solo perché Chrysler deve cifre importanti, ma perché le deve indirettamente anche a concorrenti. L'esempio più ironico è costituito dai 32,1 dollari dovuti a Comau, azienda specializzata in automazione delle catene di montaggio controllata dalla Fiat che si appresta a prendere il controllo della Casa di Auburn Hills. Quello che si trova un ammanco maggiore (70,3 milioni) è la Ohio Module Mfg, una società dal nome sconosciuto, ma controllata dalla Hyundai Mobis, a sua volta controllata dall'omonimo Gruppo coreano che possiede anche Kia. Costruiva i moduli per il telaio della Jeep Wrangler. Un po' più nota la BBDO, agenzia di pubblicità che ha dovuto creare anche una società apposta per seguire Chrysler, la Pentastar. Il problema era che la BBDO seguiva anche la BMW e, per questioni di concorrenza, non poteva curare una società sorella della rivale Daimler. Ora si trova a pretendere 55,1 milioni. Fanno sensazione anche i 25,6 milioni reclamati dalla Visteon, ex affiliata di Ford Motor Company, e i 18,7 dovuti alla Denso, gigante giapponese dell'elettronica controllata da Toyota.

Sono presenti anche la Magna (azienda austro-canadese che si è proposta come concorrente di Fiat nell'acquisizione di Opel) con tre sue consociate: la New Process Gear, la Magna Steyr (che si occupava dell'assemblaggio di modelli Jeep e Chrysler in Austria) e la Magna Powertrain per un totale di 37,8 milioni. A pretendere 11,3 milioni c'è anche la Tata, fornitrice insieme ad altri dei propri acciai, principale business del gruppo indiano che controlla, oltre alla sua omonima Tata Motors ,anche Jaguar e Land Rover e siede con il suo plenipotenziario Ratan Tata al consiglio di amministrazione di Fiat. Un bel gruppo, non c'è che dire, dal quale mancano, come detto, il più famoso dei creditori (Bob Lutz) e il più grande di tutti: il contribuente americano che, alla fine dei conti, ci rimetterà circa 10 miliardi di dollari. Sempre che Sergio Marchionne riesca a portare a termine il suo progetto, altrimenti il costo sarà ancora più salato.

LA LISTA DEI 50 MAGGIORI CREDITORI DI CHRYSLER

• 1, Ohio Module Manufacturing Co. L.L.C., Toledo, Ohi., 70,3 milioni
• 2, BBDO North America, Troy, 55,1 milioni
• 3, Johnson Controls Inc., Milwaukee, 50,3 milioni
• 4, Continental Automotive, Auburn Hills, 47 milioni
• 5, Cummins Engine Co. Inc., Columbus, Ind., 43,9 milioni
• 6, Germersheim Spare Parts Industriegebiel Nord, Rheinland-Pfalz, Germania, 36,2 milioni
• 7, Comau Inc., Southfield, 32,1 milioni
• 8, Visteon Corp., Van Buren Township, 25,6 milioni
• 9, New Process Gear Division, East Syracuse, N.Y., 19,6 milioni
• 10, Denso International America Inc., Southfield, 18,7 milioni
• 11, Yazaki North America, Canton, 18,3 milioni
• 12, Bridgewater Interiors L.L.C., Detroit, 18 milioni
• 13, U.S. Steel Corp., Pittsburgh, 16,2 milioni
• 14, MBtech Autodie L.L.C., Grand Rapids, 13,5 milioni
• 15, Harman-Becker Automotive Systems, Martinsville, Ind., 13,5 milioni
• 16, Decoma Team Systems, Warren, 13 milioni
• 17, Cosma International Group Canada, Brampton, Ontario, 11,5 milioni
• 18, Tata America International Corp., New York, 11,3 milioni
• 19, Metalsa S.A., Monterrey, Messico, 11 milioni
• 20, Varity Kelsey Hayes, Livonia, 10,1 milioni
• 21, Mayco International L.L.C., Sterling Heights, 8,4 milioni
• 22, Flex-n-Gate Corp., Urbana, Ill., 8,3 milioni
• 23, Caravan-Knight Facilities Management L.L.C., Saginaw, 8,1 milioni
• 24, Magna Powertrain Inc., Concord, Ontario, 8,1 milioni
• 25, Prime Wheel Corp., Gardenia, Calif., 8 milioni
• 26, Shell Oil Products Inc., Houston, 7,8 milioni
• 27, Venchurs Packaging Inc., Adrian, 7,7 milioni
• 28, Temic Automotive of North America, Deer Park, Ill., 7,6 milioni
• 29, Continental Teves Inc., Auburn Hills, 7,4 milioni
• 30, Kuka Toledo Production Operations L.L.C., Toledo, 7,3 milioni
• 31, Wackenhut Corp., Palm Beach Gardens, Fla., 7,1 milioni
• 32, Computer Sciences Corp., Falls Church, Va., 6,9 milioni
• 33, AK Steel Corp., Middletown, Ohio, 6,6 milioni
• 34, Mahar Tool Supply Co. Inc., Saginaw, 6,4 milioni
• 35, Gaggeneau Plant, Gaggenau, Germania, 6,2 milioni
• 36, Faurecia Auto Seating Inc., Troy, 5,9 milioni
• 37, Arcelormittal Burns Harbor L.L.C., Richfield. Ohio, 5,8 milioni
• 38, Valiant International Inc., Troy, 5,6 milioni
• 39, Hi Lex Controls Inc., Hudson, Mich., 5,6 milioni
• 40, Borg Warner Inc., Auburn Hills, 5,5 milioni
• 41, Nemak, S.A., Garza Garcia, Messico, 5,5 milioni
• 42, Continental Automotive Guadalajara, Auburn Hills, 5,5 milioni
• 43, Autoliv Asp Inc., Ogden, Utah, 5,4 milioni
• 44, Worthington Steel Corp., Columbus, Ohio, 5,2 milioni
• 45, Magna Steyr, L.L.C., Troy, 5,1 milioni
• 46, GT Technologies Inc., Westland, 5,1 milioni
• 47, Robert Bosch Corp., Roadview, Ill., 5,1 milioni
• 48, Diesel Recon Co., Memphis, 5,1 milioni.
• 49, Nippei Toyoma Corp. America, Novi, 5,1 milioni
• 50, TRW Chassis System, Sterling Heights, 5,1 milioni.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , Chrysler


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