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Mercato

pubblicato il 15 maggio 2009

Fiat, Lancia e Alfa: l'unione fa la forza

AICAR entra in UCIF. È nato il più grande polo di concessionari in Italia

Fiat, Lancia e Alfa: l'unione fa la forza

Il Gruppo Fiat dopo l'acquisizione di Chrysler punta a Opel per diventare il secondo costruttore mondiale dopo Toyota. Un obiettivo ambizioso che, se verrà raggiunto, comporterà a un cambiamento epocale, percepibile non solo verso l'esterno, ma anche nell'organizzazione interna del Lingotto, pronto a cambiare il proprio modello di business a cominciare dalla distribuzione. Ecco perché, in occasione dell'Automotive Dealer Day (il più importante evento in Europa dedicato ai concessionari) che si è tenuto questa settimana a Verona, l'Associazione Italiana Concessionari Alfa Romeo (AICAR) è ufficialmente entrata nell'Unione Concessionari Italiani Fiat (UCIF), che riunisce già i marchi Fiat e Lancia dando vita alla più importante aggregazione di concessionari in Italia che rappresenta più del 30% del mercato automobilistico italiano. Dopo dunque almeno due decenni di vite separate, il Lingotto avrà un unico e autorevole interlocutore con cui confrontarsi.

Si tratta di una fusione importante, definita da Roberto Ferrari, Presidente AICAR-Gruppo Alfa Romeo, "la migliore scelta strategica di rafforzamento" a cui si è arrivati grazie ad un lavoro congiunto delle tre associazioni, che riunite rappresentano oggi un polo da oltre 10 miliardi di euro. E' ovvio quindi che il presidente dell'UCIF, Piero Carlomagno, abbia parlato di momento "storico" nel rispetto delle specificità di ogni Marchio. "Con l'ingresso dei 'cugini' Alfa Romeo si conclude un percorso per aprirsi un nuovo importante futuro", ha detto Alessandro Alexandre, Presidente ACIL-Gruppo Lancia.

Lo sguardo infatti è rivolto all'avvenire. Tenendo conto dell'attuale congiuntura economica, "i costi della produzione, e non solo, nel mondo dei costruttori auto, impone accorpamenti", ci ha spiegato Filippo Pavan Bernacchi, Presidente Concessionari Italiani Fiat. "Tra qualche anno probabilmente i costruttori si conteranno sulle dita di una mano. In questo contesto chi parte per primo vince. Fiat è partita bene e ha molte carte da giocare. Le variabili però sono infinite per cui è difficile fare previsioni", ha detto, aggiungendo, con ovvio riferimento ai piani di espansione del Lingotto, che "noi concessionari siamo pronti a fare sinergie associative anche con i colleghi americani e tedeschi, con cui, tra le atre cose, siamo in contatto". Sul futuro è "impossibile capire cosa succederà nell'asset più importanti: la distribuzione, ovvero: i concessionari. Probabilmente le reti di vendita resteranno separate mantenendo le specificità dei Brand".

"Il nostro amministratore delegato, Sergio Marchionne, ha dimostrato che un uomo solo può fare la differenza - ha proseguito Pavan Bernacchi - Le aziende non sono fatte di muri ma di persone. Nel 2004 Fiat sembrava non potesse uscire dalla crisi interna che l'aveva colpita, oggi viene indicata da tutto il mondo come un'azienda di prim'ordine che dispone di immagine, sostanza e tanta tecnologia. Vetture belle, a un giusto prezzo, con tanta attenzione ai consumi e quindi all'ambiente. In questo momento, in Italia, il 60% circa delle vendite viene fatto su vetture a metano o Gpl, dove Fiat ha una tecnologia e un'affidabilità indiscussa".

L'ingresso di AICAR all'interno di UCIF "permetterà alle tre associazioni dei concessionari del Gruppo Fiat di presentarsi più forti ed unite di fronte alle importanti sfide dell'attuale mercato automobilistico" e anche se il Lingotto stringerà nuove sinergie, secondo il Presidente Concessionari Italiani Fiat, "la cosa certa è che noi siamo una grande famiglia la cui forza è la tutela della singola associazione di marca e delle sue peculiarità. Non si può usare lo stesso metro per marchi così diversi, ma è nel gioco di squadra, nell'unione, che risiede la vera forza".

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Tag: Mercato , Fiat


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