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pubblicato il 13 maggio 2009

Crisi in F1: sarà effetto domino?

Dopo l'annuncio di Ferrari e Renault, il massimo sport motoristico è a rischio

Crisi in F1: sarà effetto domino?

L'annuncio del probabile abbandono del campionato di F1 da parte della Ferrari, seguito da quello analogo fatto dalla Renault accanto ai medesimi proclami emessi nei giorni scorsi da Toyota, Red Bull e Toro Rosso ha suscitato clamore in tutto il mondo e rischia di fare proseliti fra gli altri team con prese di posizione altrettanto decise. Per la FIA si tratta di una pericolosa bomba ad orologeria che aumenta le tensioni con la FOTA, l'associazione dei Costruttori, e rischia di avere degli effetti esplosivi sul futuro dell'intero circus.

La contrarietà della Casa di Maranello al nuovo regolamento tecnico, manifestata con questo out out senza precedenti, fa seguito alle due riunioni della FOTA organizzate durante il fine settimana dell'ultimo Gran Premio di Barcellona durante il quale tutti i team avevano già manifestato il disaccordo sul nuovo regolamento della Federazione. Ma è la minaccia messa nero su bianco della Ferrari a pesare come un macigno e lascia presagire un vero e proprio effetto domino nel quale l'analoga presa di posizione da parte di Renault sarebbe solo l'antipasto. Una novità assoluta in un mondo dove la politica e il compromesso hanno sempre agito sottotraccia per ricomporre le fratture. C'è quindi da attendersi altre manifestazioni clamorose contro o anche a favore dei cambiamenti regolamentari. Incertezze ci sono ancora all'interno di Brawn GP, Force India, Williams e McLaren con quest'ultima che, a malincuore, potrebbe subire il diktat di Mercedes e schierarsi con decisione al fianco di Ferrari e Renault mentre BMW ha già fatto sapere nei giorni scorsi che quello che la Ferrari dice per lei va bene.

Per la FIA di Max Mosley il rischio più grande è che si compatti un gruppo di costruttori forti che riproponga l'idea di un campionato alternativo, al di fuori delle imposizioni della federazione e con la libertà di gestire gli introiti derivanti dalla copertura televisiva al di fuori del monopolio della Fom di Bernie Ecclestone che gestisce i diritti per la Formula 1. L'atteggiamento spavaldo e irriverente intrapreso negli ultimi mesi dalla FIA non ha pagato ed Ecclestone, che fino ad ora ha guardato la vicenda con occhi apparentemente disinteressati, e si trova costretto a scendere in campo per ricomporre le fratture che si stanno aprendo. Se infatti la Ferrari portasse a compimento il suo intento, Ecclestone si ritroverebbe per le mani un giocattolo rotto, al fianco di una FIA sempre meno credibile, soprattutto per colpa di Max Mosley. Il presidente della federazione infatti ha imposto continui cambiamenti che non hanno raggiunto gli scopi prefissi (limitazione dei costi e delle prestazioni) e si è guadagnato le pagine di tutto il mondo per le sue abitudini sessuali, e forse anche politiche, non proprio all'insegna della correttezza.

Qualcuno è pronto a giurare che l'ammutinamento rientrerà, qualcun altro anticipa che nel prezzo chiesto dalla Ferrari per essere ancora nel gioco ci sarà anche la testa di Mosley, ma quel che è certo è che all'interno della FIA la posizione dell'inglese è sempre più debole non solo sul fronte sportivo. Lo dimostra la presa di posizione anche dell'ACI, tra i 14 soci fondatori della FIA, per voce del suo presidente Enrico Gelpi. La lettera inviata a Parigi contiene toni concilianti, ma suona anche come un atto di sfiducia che potrebbe aprire un altro fronte che, con i propri voti, potrebbe non solo rendere bollente la sedia di Mosley, ma rovesciarla di forza. Qualcuno sostiene anche che dietro l'azione della Ferrari ci sia lo zampino di Fiat, impegnata a costruire la propria nuova dimensione, non solo a livello industriale con l'acquisizione di Chrysler e quella eventuale di Opel e Saab, ma anche politico.

Due cose sono sicure: Ferrari direbbe addio alla Formula 1, ma non alle competizioni e la Formula 1 senza la Ferrari non sarebbe più se stessa. Forse sarebbe il caso che il presidente non fosse più lo stesso e che la massima espressione dello sport motoristico, l'eccellenza per tecnologia e prestazioni, trovasse un'identità nuova che possa ancora suscitare grande passioni e faccia in modo che a vincere sia ancora il migliore.

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Autore: Valerio Verdone

Tag: Motorsport


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