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pubblicato il 13 maggio 2009

Chrysler, i tempi potrebbero allungarsi

Per il Chapter 11 potrebbero occorrere ben più di due mesi, forse due anni

Chrysler, i tempi potrebbero allungarsi

Potrebbero essere necessari ben più dei due mesi indicati il 30 aprile scorso dal presidente Barack Obama per chiudere il regime di bancarotta con amministrazione controllata (Chapter 11) di Chrysler e avviare l'ingresso di Fiat nel capitale. Persino due anni. Lo rivela l'agenzia di stampa Bloomberg che cita fonti interne all'amministrazione americana.

Il problema potrebbe materializzarsi in particolare per la "bad company", ovvero la "parte cattiva" di Chrysler che, proprio perché cattiva, potrebbe risultare difficile da vendere per rastrellare la maggior quantità di liquidità possibile, non tanto per i creditori (la maggior parte sarà fornita dal governo), ma per tutte le evenienze e gli imprevisti che questo tipo di procedura comporta, non ultimi le citazioni dei concessionari che si vedranno revocare il mandato a seguito della ristrutturazione o altri creditori. Senza contare tutte le battaglie legali che faranno inevitabilmente da coda a questa vicenda.

Tra gli asset che potrebbero risultare particolarmente difficili ci sarebbero otto stabilimenti tra i quali quello piccolo dedicato alla costruzione delle Viper. Questi impianti sono stati messi a bilancio per un valore di 2,3 miliardi di dollari, ma nessuno garantisce che sarà proprio quella la cifra che sarà possibile ottenere dalla vendita né che questa sarà completata in un tempo stabilito. Anzi, proprio perché di vendita di immobili si tratta, il tempo necessario potrebbe essere inversamente proporzionale alla liquidità messa in cassa dal giudice fallimentare.

Quest'ultimo ha già fissato per il 27 maggio l'udienza per il trasferimento a Fiat degli asset della "società buona" che consistono nei marchi Jeep, i pick-up Dodge Ram e gli stabilimenti correlati ai quali saranno aggiunte le tecnologie Fiat che andranno a bilancio per un valore compreso tra 8 e 10 miliardi di dollari (che varrebbero come il 20% del capitale) e 611 milioni di dollari di perdite legate al prodotto e 500 milioni provenienti dai 4,3 miliardi dati in prestito dal governo americano. Con un valore complessivo di 39 miliardi di dollari, quella di Chrysler è per grandezza la quinta procedura di bancarotta con amministrazione controllata mai attuata negli USA.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , Chrysler


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