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Mercato

pubblicato il 12 maggio 2009

Il mercato spagnolo in crisi profonda

Calo del 43,7% nel primo quadrimestre, meno peggio la produzione

Il mercato spagnolo in crisi profonda

Il mercato dell'automobile che soffre di più in Europa è quello spagnolo, almeno per le vendite con un calo nel primo quadrimestre del 2009 del 43,7%, un aprile che segna il 14esimo mese di calo e prospettive di vendita che parlano di 800mila vetture per la fine dell'anno che vorrebbero dire il oltre il 30% in meno rispetto al 2008 e meno della metà di quanto collezionato negli anni 2004-2007 dove il mercato iberico ha viaggiato costantemente al di sopra dell'1,6 milioni di unità.

Ne soffrono in particolare il sistema di distribuzione e le strutture commerciali, meno la produzione, storicamente orientata alle esportazioni e dedita inoltre maggiormente ai mezzi commerciali e industriali. Anche in questo caso però la crisi generale pesa. Basti notare che, per la prima volta dal 2000, la produzione totale di automobili è andata sotto i due milioni mentre nel 2004 aveva toccato i 2,4 milioni mentre per il cumulato si è passati dagli oltre 3 milioni degli anni 2003-2004 ai 2,5 milioni del 2008 con un calo del 12% rispetto al 2007. Un segno di speranza viene tuttavia dall'investimento che Audi ha fatto proprio in Catalogna per l'allargamento degli impianti Seat a Martorell dove sarà dislocata la produzione della Q3 con un investimento di 300 milioni di euro (dei quali 100 dati dal governo catalano) e un volume produttivo di 80mila veicoli all'anno dal 2011. E tutto fa supporre che seguirà anche un SUV tutto Seat.

Un particolare interessante del mercato spagnolo è l'estrema competitività tra i marchi e i modelli. Nel 2008 il marchio che ha venduto di più è stato Ford con il 9,16% di quota, ma altri 5 marchi (Peugeot, Citroen, Seat Renault, Volkswagen) hanno avuto oltre l'8%. Nel primo quadrimestre del 2009 questi stessi 6 marchi hanno venduto tra 24.109 di Citroen e 21.750 unità di Ford. Ad aprile a vincere invece è stata Volkswagen. Si tratta dunque di un testa a testa continuo con continui cambi di posizione che vede come vettura più venduta la Renault Mégane (14.141) seguita a breve distanza dalla Seat Ibiza (12.237) mentre qui la Ford Fiesta, che fa sfracelli nel resto d'Europa, qui deve accontentarsi del decimo posto, battuta anche da altre vetture meno giovani come la Volkswagen Polo alla fine del ciclo di vita, e la sorella Focus. Fortissima la penetrazione del Diesel con il 70% e punte del 73% a gennaio.

Difficile fare un parallelo tra la segmentazione italiana identificata tramite lettere con quella spagnola, ma quel che è certo è che sono crollati i SUV grandi e piccoli mentre stranamente guadagnano quote quelli medi e di lusso, perdono pesantemente i monovolume piccoli, le sportive e la grandi berline mentre tengono le piccole. Si tratta, in quest'ultimo caso, dell'effetto degli incentivi che funzionano però in modo diverso ed evidentemente meno efficace che in altri paesi. Oltre alla rottamazione di un veicolo vecchio, è necessario infatti che quello nuovo non emetta più di 140 g/km di CO2 e gli incentivi funzionano non come sconto, ma come detrazione sul finanziamento e con un tetto di 10.000 euro. Il risparmio massimo è di circa 2.300 euro, ma arriva a rate ed è subordinato all'ottenimento del finanziamento e in un contesto come questo di restringimento del credito, si rischia di sommare il danno di non avere accettata la propria richiesta di finanziamento alla beffa di non avere alcun tipo di sconto o facilitazione economica.

Naturalmente le case premono per avere incentivi come quelli di Germania, Italia e Regno Unito, ma per ora c'è solo la comunità di Navarra che offre un incentivo in denaro, infatti qui nel primo quadrimestre il calo è stato "solo" del 7,5% con un balzo in avanti addirittura del 28% per i privati nel mese di aprile. Ma la Navarra vale appena l'1,3%, una goccia che non può purtroppo riempire un lago che continua a calare di livello.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , immatricolazioni


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