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pubblicato il 11 maggio 2009

JIM EV: ad H2Roma è di scena l’elettrico

Incontro Italia-Giappone sull’auto a batteria

JIM EV: ad H2Roma è di scena l’elettrico
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Sempre più elettrico, sempre più pulito. È il futuro immaginato e che istituzioni politiche e scientifiche di tutto il mondo stanno preparando attraverso la ricerca e il finanziamento. Se ne è parlato il 7 maggio al JIM EV, incontro nell'ambito di H2Roma energy&mobility show tenutosi alla Sala Chiostro della Facoltà di Ingegneria della " Sapienza" Università di Roma e che ha messo a confronto le esperienze e lo stato dell'arte della realtà giapponese e italiana sul tema della mobilità elettrica.

Il meeting è stato aperto dall'Assessore all'Ambiente del Comune di Roma, Fabio De Lillo, e presentato dai Proff. Vincenzo Naso e Fabio Orecchini del Centro di Ricerca per lo Sviluppo Sostenibile (CIRPS) che hanno successivamente dato la parola a Gabriele Bordon e Luca M. Apollonj Ghetti di Conceptage S.r.l. i quali hanno introdotto le linee guida dell'edizione 2009 di H2Roma ripercorrendo i risultati di comunicazione ottenuti nel 2008: 512 articoli, 287 foto, oltre 5 ore di servizi TV su 188 testate delle quali 27 sono quotidiani e 130 siti Internet. Saranno inoltre altri 3 gli incontri organizzati fino all'edizione 2009 di H2Roma energy&mobility show che si terrà dal 3 al 5 novembre e che avrà come tema la sfida tra le varie forme di combustibili alternativi secondo la formula già sperimentata nel 2008 con due novità. La prima è l'introduzione di nuovi programmi didattici per il coinvolgimento delle scolaresche, il secondo è un allargamento della sede: non solo Roma per tutti gli avvenimenti e gli incontri collaterali come il JIM EV.

Spazio dunque all'ing. Andrea Zara di Enel che ha parlato di E-mobility Italy, il progetto portato avanti con Daimler e tre municipalità (Milano, Pisa e Roma) per mettere su strada circa 100 smart elettriche servite da almeno 400 colonnine di ricarica. L'obiettivo è verificare la fattibilità del sistema in tutte le sue parti, dalla forma di acquisto/locazione del veicolo per il cliente fino alla funzionalità dell'infrastruttura e dei servizi ad essa connessi. Il tutto a stretto contatto con i comitati di standardizzazione internazionali e con le altre aziende coinvolte, sia fornitori di energia e servizi, sia i costruttori di veicoli. Realisticamente, l'Enel prevede che solo nel 2010, sulla scorta dei dati e delle esperienze, si potrà cominciare ad elaborare un modello di business e nel 2012 si partirà definitivamente con la diffusione di massa dell'auto elettrica.

All'avanguardia in questo campo è il progetto Human Oriented Sustainable Transport (HOST) portato avanti dal Cirps nell'ambito del 6° progetto guida della Comunità Europea con un finanziamento di 3,2 milioni di euro per un veicolo polifunzionale con propulsione ibrida in serie e plug-in dotato di quattro motori calettati nelle ruote, tutte e quattro con sistema di sterzatura indipendente tanto da poter far girare il veicolo su se stesso. Host, presentato in questa occasione dai due ricercatori Enrico Bocci e Lorenzo Rambaldi è in grado di lavorare 24 ore su 24 facendo cose diverse: nella notte può fungere da veicolo per la raccolta di rifiuti, al mattino può portare i bambini a scuola e durante il giorno soddisfare i bisogni di mobilità per le persone (taxi, car sharing, etc.) e di trasporto merci. I risultati sperimentali parlano di un rendimento del 79% come veicolo elettrico e del 27% come ibrido con le batterie attuali al Nickel-metal-idrato da 2,8 kWh che assicurano un'autonomia di 15 km. Con le batterie agli ioni di litio da 8 kWh si arriverà a un'autonomia di 50 km, sempre spalleggiate da supercapacitori che assicurano un accumulo rapido dell'energia nelle fasi di recupero. La piattaforma modulare consente inoltre di immaginare la sostituzione del motore termico con uno stack di celle a combustibile alimentate a idrogeno.

Particolarmente interessante è stata la relazione di Akihisa Sono, ricercatore associato del Japan Electric Power Information Center (JEPIC), un'associazione non profit operante dal 1958 che ha come membri compagnie di produzione e distribuzione dell'energia elettrica, uffici a Tokyo, Parigi, New York e Pechino e impiega 100 persone, alcune distaccate direttamente nelle aziende che ne richiedono la collaborazione. Sono stimati che al 2007 ci siano in Giappone oltre 400mila tra veicoli elettrici e ibridi, un numero ancora insoddisfacente per problemi infrastrutturali e di costo ai quali la ricerca e le sovvenzioni dei governi centrale e locali stanno cercando di dare una risposta. Il governo prevede di portare la dipendenza dai combustibili fossili dall'attuale 98% all'80% nel 2030, dimezzando il costo delle batterie per il 2010, portandolo nel 2015 a un settimo con una capacità migliorata del 50%. In 5 anni a Tokyo ci saranno 15mila veicoli elettrici mentre è già in atto un progetto con 50 vetture con la partecipazione di 5 costruttori, 6 municipalità e due grandi aziende tra cui la EPCO che per il 2020 pianifica di introdurre nella propria flotta 10mila veicoli ad energia elettrica, il 50% del totale. Si è già arrivati alla definizione delle colonnine di ricarica con voltaggio da 200 a 500 Volt mentre già a metà di quest'anno saranno messe in commercio la Mitsubishi iMiEV (volumi previsti: 2000 unità) e la Subaru Stella (170 unità) accanto alla Toyota Prius plug-in con batterie al litio, nel 2010 è atteso l'arrivo di Nissan con la sua elettrica mentre nel 2012 sarà la volta di una Toyota completamente elettrica che potrebbe essere l'iQ.

Alle relazioni è seguita una tavola rotonda alla quale hanno partecipato il capo del Dipartimento Ambiente del Comune di Roma Paolo Giuntarelli, Giuseppe Rossi del Ministero dell'Ambiente, l' On. Vincenzo Garofalo della Commissione Parlamentare Trasporti, il Prof. Francesco Filippi del Centro di Ricerca per il trasporto e l'ambiente della Facoltà di Ingegneria della 'Sapienza', Vincenzo Antonucci del CNR ITAE da, Giovanni Pede dell'ENEA, infine Michele Prencipe, responsabile dei progetti Idrogeno e Fuel Cell, del gruppo FAAM S.p.A.

Particolarmente interessante è lo studio condotto dall'Università "La Sapienza" per valutare il risparmio effettivo dell'ibrido e il risultato è che all'inizio costa il 13% in più, ma la spesa finale è del 13% inferiore calcolando anche i risparmi in termini di inquinanti e di emissioni di CO2. Calcolando infine anche i costi esterni, la ricerca ha identificato in 1.775 euro il prezzo che un ibrido potrebbe costare in più rispetto al corrispondente modello alimentato solo con motore a benzina. La ricerca sottolinea come la modalità di propulsione influenzi lo stile di guida e che sono possibili enormi progressi tecnologici nel campo dell'elettrificazione che ha avuto nella storia dell'automobile un'attenzione davvero minima.

Altro progetto portato avanti dalla Centro di Ricerca per il trasporto e l'ambiente della Facoltà di Ingegneria de "La Sapienza" è il CityMobil, anche questo nell'ambito del sesto progetto guida della Comunità europea con un fondo di 11 milioni di euro, 29 partner di 11 paesi europei e tre siti dimostrativi: Regno Unito, Spagna e Italia con un sistema di mobilità elettrico realizzato per la nuova Fiera di Roma. Obiettivo del CityMobil è portare le persone dove e quando vogliono andare attraverso un veicolo elettrico che, nel caso italiano, trasporta fino a 30 persone e viaggia su gomma con ruote di piccole dimensioni per massimizzare lo spazio interno. Anche l'Enea ha in ballo alcuni progetti tra cui una Panda elettrica, una biposto ibrida in parallelo, una microcar elettrica per usi cittadini e un sistema di distribuzione diffusa per filobus. Il tutto con il supporto di attrezzature d'avanguardia.

Uno sguardo anche al mondo della politica con l'intervento dell'Architetto Giovanna Rossi, Responsabile Sezione Mobilità Sostenibile Direzione Generale Salvaguardia Ambientale del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare che ha illustrato tutti gli interventi e gli obiettivi del ministero tra cui - prioritari - la riduzione del traffico e degli inquinanti, soprattutto in ambito urbano. Interessante è la simulazione secondo la quale l'introduzione di 3-4 milioni di veicoli elettrici o plug-in concentrati in città ad alta densità di traffico darebbe una riduzione dei costi sociali dovuti alle emissioni locali fino a 10 miliardi di euro all'anno e delle emissioni di CO2 fino a 6-8 milioni di tonnellate all'anno. Il risparmio sarebbe di 120-160 milioni di euro all'anno con consumi petroliferi diminuiti di 4 milioni di tonnellate annue. Illustrati anche gli stanziamenti (per un totale di 250 milioni di euro) per ammodernare il parco circolante e renderlo meno inquinante, ma anche per rendere più razionale il sistema di trasporto per le persone e le merci.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Eventi , mobilità sostenibile , auto elettrica , h2roma


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