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pubblicato il 9 maggio 2009

Fiat sfida la Germania a trovare offerte migliori per Opel

Secondo Marchionne Fiat è l'unica prospettiva

Fiat sfida la Germania a trovare offerte migliori per Opel

"Sto offrendo al governo tedesco un affare che non porta debiti e che rileva le passività di Opel, pensioni incluse. Se avete offerte migliori per Opel, accettatele". Sembra di vederlo Sergio Marchionne mentre, esasperato dalle resistenze e gli ostacoli incontrati durante la sua visita in Germania, sbotta questa frase rivolto ai ministri e ai sindacati tedeschi.

Le parole del CEO Fiat sono riportate in un'intervista apparsa su The Economist nella quale dichiara che la fusione fra i due gruppi è il modo migliore per dare un futuro a Opel. Con ogni evidenza il manager italiano punta sulla forza di una proposta che non ha molte alternative e che, qualora superata da una offerta Magna International Inc., non avrebbe senso riformulare. In pratica si dichiara indisponibile al rilancio e lascia spazio a chi intende accollarsi carichi finanziari più gravosi.

Marchionne, alla ricerca di 5/7 miliardi di euro da prestiti ponte dei governi europei (tedesco in primis) per coprire i debiti di GM Europe, propone di ridurre del 22% la capacità produttiva di Fiat e Opel "alleggerendo" gli impianti senza chiuderli, anche se questo implica perdite di risorse finanziarie per 250 milioni di euro all'anno.

Il piano di fusione prevede già l'accorpamento dei processi produttivi all'interno degli stessi stabilimenti, permettendo un risparmio di almeno 1 miliardo di euro ogni anno; Marchionne, oltre a dichiararsi interessato all'utilizzo in casa Fiat delle nuove piattaforme C e D di Opel (Astra e Insignia, pare di intendere). "Possiamo raggiungere la totale convergenza produttiva sulle grandi piattaforme entro il 2012" ha detto il dirigente torinese aggiungendo che "in fin dei conti è una cosa già programmata per Chrysler e farla con Opel vorrebbe dire velocizzare il risultato e ottenere un ritorno immediato."

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