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pubblicato il 8 maggio 2009

Scajola a Fiat: "Priorità alle fabbriche italiane"

L'affare Opel preoccupa molti, mentre GM chiede azioni del nuovo Gruppo

Scajola a Fiat: "Priorità alle fabbriche italiane"

Il grande gruppo automobilistico europeo che Sergio Marchionne sta cercando di costruire fa gola a tutti e preoccupa molti. La General Motors ha chiesto all'amministratore delegato del Gruppo Fiat, in cambio delle attività in Europa (Opel in particolare) e in Sud America, il 30% della nuova società che dovrebbe raggruppare le attività automobilistiche del Lingotto dopo la complessa ristrut­turazione che sta sollevando diverse polemiche. Le indiscrezioni pubblicate dalla stampa a proposito della chiusura di diversi stabilimenti (di cui due in Italia) hanno spinto Palazzo Chigi ad intervenire.

Il Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha inviato una lettera al presidente della Fiat, Luca di Montezemolo, e all'amministratore delegato del Gruppo torinese, Sergio Marchionne, per ribadire "la fondamentale importanza" delle fabbriche italiane. Il Ministro ha anche annunciato che nei prossimi giorni incontrerà i vertici del Lingotto per discutere delle sue prospettive in Italia. Alla riunione saranno presenti anche i sindacati, che si sono subito mobilitati. "Siamo preoccupati", ha detto Raffaele Bonanni, segretario della Cisl. "Il no comment della Fiat a certe indiscrezioni lascia perplessi. Abbiamo bisogno che ci illustrino un piano dettagliato su quello che sarà il destino degli stabilimenti italiani", ha spiegato in un'intervista alla "Stampa".

L'incertezza e la tensione è molto forte tra gli operai, spaventati dal silenzio dell'azienda torinese. ''La Fiat non ci parla, nessuno ci comunica niente", si legge in una nota dell'Adnkronos. "Le indiscrezioni sono pessime - ha detto un operaio - Ecco, se dovessi ragionare con la loro testa non avrei dubbi. Termini può essere sacrificata, ma porteremo avanti la nostra lotta durissima, anche se abbiamo paura''. Un sentimento che potrebbe essere comune alla General Motors, dove si parla di fallimento.

Il diretto­re finanziario, Ray Young, ha ammesso che, come per Chrysler, la possibilità del ricorso al Chapter 11 sta crescendo anche per GM. I risultati economici del primo trimestre 2009 sono più che pessimi, con una perdita di ulteriori 6 miliardi di dollari. Il Gigante di Detroit sta affondando al ritmo di 113 milioni di dollari bruciati ogni giorno. Un contesto particolare in cui si sta inserendo il manager italo-canadese Sergio Marchionne, che, dopo aver firmato l'Alleanza con Chrysler, ora vuole Opel e altre concessioni da GM. L'amministratore delegato è tornato oggi in Germania per incontrare uno dei suoi principali oppositori, Roland Koch, il governatore dell'Assia (la regione che ospita il quartier generale e il più grande impianto della Opel, a Ruesselsheim), e il governatore della Renania Palatinato, Kurt Beck (Spd), dove si trova invece l'impianto di Kaiserslautern, che potrebbe anch'esso essere ridimensionato. Una decisione sul futuro della Opel dovrebbe essere presa entro la fine di maggio, come sta emegendo dalle prime dichiarazioni ufficiali a seguito dell'incontro.

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Tag: Mercato , Fiat


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