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pubblicato il 8 maggio 2009

Fiat-Chrysler: questione affidabilità

Consumer Reports e Which? Car analizzano le criticità dell’alleanza per i prodotti

Fiat-Chrysler: questione affidabilità

Quella tra Chrysler e Fiat è un'unione poco virtuosa, almeno in termini di affidabilità. È questa la conclusione alla quale è giunta la Consumers Union, un'organizzazione indipendente americana a favore dei consumatori, non governativa e no-profit attiva dal lontano 1936, servendosi anche dell'indagine compiuta dalla britannica Which? Car. Dal 1940 la Consumers Union pubblica i risultati delle opinioni raccolte presso una parte consistente dei propri otto milioni di aderenti sulle loro esperienze di consumo in un questionario annuale, dal '42 noto come Consumer Reports, una pubblicazione che traccia il grado di soddisfazione nell'utilizzo di una vasta gamma di prodotti. Dal 1997 l'organizzazione è presente anche in Rete con ConsumerReports.org, grazie al quale le opinioni di consumo e customer satisfaction possono essere raccolte con maggiore frequenza.

CONSUMER REPORTS
Nel 2008 è stato pubblicato il Consumer Reports 2008 Car Reliability Survey, che traccia un quadro del grado di apprezzamento degli automobilisti americani verso le vetture del mercato, stilato analizzando con precisione una vasta gamma di variabili collegate all'utilizzo quotidiano della loro automobile nei dodici mesi precedenti e considerando un campione di 1,4 milioni di veicoli. Secondo i risultati pubblicati, il livello qualitativo delle vetture Chrysler è risultato poco soddisfacente: su una lista di 34 marchi analizzati, Jeep è risultato 28°, Dodge 30° e Chrysler 32°. Ancora prima dell'accordo con Fiat, Chrysler ha dichiarato nei mesi scorsi di aver deciso un profondo rinnovamento volto ad aumentare la qualità e l'affidabilità delle sue vetture. Ma, come osserva Consumer Reports, ci vorranno anni. In tutto questo, sorge una domanda fondamentale: che tipo di influenza avrà l'alleanza con Fiat su queste problematiche?

WHICH?CAR
Consumer Reports, per sua stessa ammissione, non può offrire una valida analisi del prodotto Fiat sul suo mercato poiché non vi è presente da lungo tempo, ma osserva come alla fine degli Anni '70 le auto del Lingotto vendute in America non brillassero nei risultati della customer satisfaction. Fiat 128 e Fiat 131 conseguirono all'epoca risultati scarsi per tutto il loro periodo di produzione. Certamente, come osserva Consumer Report, sono trascorsi trent'anni ma, con tono impietoso, consiglia di non riporre grandi speranze.

Come giudicare, quindi, le Fiat? L'associazione dei consumatori americana ha compiuto una trasvolata sull'Atlantico andando ad analizzare una pubblicazione analoga edita nel Regno Unito, la migliore in questo ambito: Which? Car. Certamente i criteri e le auto esaminate da Which? Car sono differenti, ma le valutazioni possono comunque essere giudicate alquanto illuminanti e utili per elaborare un ricongiungimento dei risultati e giungere a conclusioni.

Il report inglese considera le opinioni di automobilisti che possiedono auto fino a otto anni di età analizzando la loro esperienza pluriennale e considerando qualsiasi tipo informazione: dai problemi più gravi alle noie di minor conto. Secondo i risultati pubblicati, Honda e Toyota si piazzano al vertice della classifica della soddisfazione del cliente nel 2008, seguite da Daihatsu, Lexus, Mazda e Subaru.

Tra i 38 marchi considerati, Fiat è al 35° posto, seguito da Renault, Land Rover, e Chrysler/Dodge, classificatosi addirittura ultimo. Il migliore brand del Gruppo Chrysler è risultato Jeep, piazzatosi in 29° posizione. Fiat, Chrysler e Dodge mostrano chiaramente di avere un grado di affidabilità simile che, per i risultati dell'indagine, devono essere classificati come "very poor".

I risultati del sondaggio di Which? Car offrono una visione non certo edificante del grado di affidabilità dei marchi considerati, sebbene queste conclusioni non offrano sicurezza assoluta dal punto di vista statistico. Considerata, infatti, l'ampiezza della gamma, le differenze di equipaggiamento e le variabili che concorrono alla formazione del grado di apprezzamento della vettura (tutte differenti da mercato a mercato), il risultato complessivo della performance di un marchio può differire da un Paese ad un altro.

CONCLUSIONE
Consumer Reports osserva come nel 1997, all'epoca del matrimonio tra Chysler e Daimler, entrambe fossero giudicate sullo stesso livello ("merger of equals"). Oggi nell'alleanza tra il gruppo americano e il gruppo italiano, si parla invece di complementarietà tra due entità che mostrano di avere gradi di affidabilità simili e non certo ottimali, con problemi che si configurano con modalità diverse sui due lati dell'Atlantico. Per il management congiunto che prenderà forma nei prossimi mesi una sfida in più, quella dell'affidabilità, che potrebbe risultare difficile per entrambi i marchi considerando anche le nuove problematiche che si annunciano sul tavolo: chiusure di stabilimenti, modifica delle linee di produzione e inevitabili differenze di linguaggio e culturali.

Autore: Alvise-Marco Seno

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