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Retrospettive

pubblicato il 10 maggio 2009

Locomotive, auto e bottiglie

1949: R. Loewy conquista la copertina del “Time”

Locomotive, auto e bottiglie
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A 60 anni dalla celebre pubblicazione sul Time avente come protagonista Raymond Loewy (5 novembre 1893 - 14 luglio 1986), viene spontaneo chiedersi chi o cosa sia un "designer", che caratteristiche debba avere e come si misura il suo successo. Plausibilmente il designer è - semplicemente - "uno" che veste gli oggetti, dall'auto al macinino del caffè grazie ad eclettismo e polivalenza ed alla capacità di trasferire le proprie idee dalla mente alla carta con tratto elegante ed essenziale; se l'"uno" è tutto questo, il suo successo si misurerà attraverso la costante attualità, nel tempo, delle sue opere più significative.

A questo punto è naturale che la mente di noi appassionati di auto corra ai vari Pininfarina e Giugiaro - che peraltro hanno anch'essi spaziato con successo in campi diversi dall'auto - ma il caso di Raymond Loewy è del tutto particolare: meno famoso e più controverso di altri nel campo dell'auto, ma ugualmente polivalente e assai più eccentrico.

Raymond Loewy nacque nel 1893 a Parigi da padre austriaco e madre francese. A 15 anni disegnò e realizzò - dopo aver visto volare Santos-Dumont - un piccolo aereo ad elastico che, vinte alcune competizioni, venne prodotto e venduto in piccola serie. Nell'agosto 1914 allo scoppio della Prima Guerra Mondiale il caporale Lowey venne destinato al Genio militare e partì per il fronte indossando una divisa ampiamente ridisegnata "che lo faceva stare maggiormente a suo agio". Poiché "il buongiorno si vede dal mattino", anni più tardi R. L. scrisse un libro autobiografico emblematicamente intitolato "La bruttezza si vende a fatica".

Il dandy, raffinato e di bell'aspetto, convive con il combattente che guadagnerà 7 medaglie e 4 citazioni al valore; lasciati l'esercito e la Francia, Loewy - vittima dei rovesci finanziari della famiglia - sbarca nel 1919 a New York dove trova impiego come commesso da Macy's. Qui non si dà mai per vinto e, a furia di bussare e provocare, si ritrova a disegnare moda per Harper's Bazaar. Sopravvive alla grande crisi e, nel 1929, gli viene richiesto di "carrozzare" una fotocopiatrice, opera che darà inizio ad una rivoluzione nel disegno industriale americano degli anni '30 che, abbandonando forme arcaiche e poco funzionali, privilegerà linee fluide ed essenziali.

Nel frattempo Loewy, che nel 1932 aveva ricevuto incarico dalla "Hupmobile" di disegnarne i modelli, aveva aperto, nel 1933, un proprio studio di progettazione e design. Siamo in pieno "New Deal", il piano di rilancio dell'economia voluto dal Presidente Roosevelt e, dopo un avvio stentato, parte la corsa al consumismo che Loewy cavalca disegnando il pacchetto di sigarette Lucky Strike, frigoriferi, distributori di Coca-Cola e la stessa bottiglia della Coca-Cola che oggi, in diversi formati e materiali, continuiamo quotidianamente a maneggiare; suo anche il famoso bus di linea Greyhound.

Sempre nel decennio '30-'40 il nostro uomo spazia dalle locomotive, che disegna per la Pennsylvania Railway, alle navi (suo il ferry boat Princess Ann) e stringe - nel '38/39 - accordi con la Studebaker che sfoceranno poi nella realizzazione delle famose Starliner (1953) e Avanti (1962). Alla fine degli anni '40 Loewy, che nel frattempo aveva assunto la cittadinanza americana, sposa in seconde nozze Viola Erickson, splendida norvegese di 30 anni più giovane e con lei mescola lavoro e mondanità divenendo amico personale di J.F. Kennedy, di Edoardo VIII nonché del famoso architetto Frank Lloyd Wright (la casa sulla cascata): a coronamento il Time gli dedica, caso più unico che raro per un designer industriale, la copertina del numero di ottobre 1949.

Lowey nel frattempo inizia a far spola tra gli USA e la natia Europa. Il suo studio, dopo aver aperto quattro dependances in altrettanti Stati dell'Unione ed aver disegnato, finita la seconda guerra mondiale, i logotipi di BP, Shell ed Exxon, sbarca nel 1952 a Parigi dove apre la "Compagnie d'Esthetique Industrielle". I soggiorni europei consentono a Loewy di scoprire una diversa concezione del design automobilistico tanto che cercherà di fondere, in alcune delle sue opere, i principi vigenti su entrambe le sponde dell'Atlantico senza tuttavia offrire - agli occhi smaliziati degli europei - esempi di autentica sobrietà ed eleganza: a "discolpa" di Loewy occorre tuttavia ricordare che le auto made in USA di quei tempi erano imponenti e ridondanti, autentiche divoratrici di chilometri di strade dritte e galloni di benzina; quindi, per quanto abbia egli inseguito la sostanziale semplificazione degli stilemi yankee, ne rimase comunque influenzato come dimostrano, in misura diversa, tutte le sue realizzazioni. Lowey infatti, più che europeizzare auto americane, americanizzò Lancia, Jaguar e BMW.

Nel rimandare il lettore alle foto, che certamente meglio di poche parole possono far capire un'epoca attraverso una matita, ricordiamo solamente che Loewy firmò anche, ad ennesima prova del suo eclettismo, gli interni del Concorde, lo Space Skylab della NASA ed ha dato la livrea all'Air Force One. L'emigrante che cavalcò il sogno americano, riattraversò l'Atlantico per trascorrere gli ultimi anni della sua pienissima vita in Francia, da dove era partito e dove morì, nel 1986, a ben 92 anni.

Per leggere l'articolo originale che il TIME dedicò a Raymond Loewy cliccate qui.

Autore: Giovanni Notaro

Tag: Retrospettive , car design


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