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pubblicato il 7 maggio 2009

Progetto Fenice: Fiat chiuderà 2 stabilimenti in Italia

Le indiscrezioni su Fiat-Opel fanno tremare gli operai

Progetto Fenice: Fiat chiuderà 2 stabilimenti in Italia

Project Phoenix o Progetto Fenice. In qualunque lingua lo si voglia chiamare è questo il piano che Sergio Marchionne ha presentato lunedì scorso al ministro dell'Economia tedesco, Karl Theodor zu Guttenberg, per l'acquisizione di Opel e che potrebbe contenere informazioni shock per gli operai del Lingotto. La notizia è arrivata dalla stampa estera, ma pesa come un macigno sull'Italia perché si parla della chiusura di due stabilimenti: uno a Nord ed uno a Sud del paese.

Il quotidiano tedesco Handelsblatt descrive il "Progetto Fenice" come un documento di 46 pagine fatto di numerose proposte, tra cui la rilevazione delle attività di GM in America Latina e in Sudafrica. Anche se il piano non fa nomi, secondo Handelsblatt, c'è chiaramente scritto che gli impianti da chiudere sono parecchi, non soltanto in Italia, ma anche in Germania, Spagna, Gran Bretagna, Svezia, Belgio e Austria. La lista che si sta ipotizzando in queste ore si allunga di minuto in minuto e nessuno vorrebbe comparirvi: Saragozza, Trollhattan, Antwerpen, Kaiserlautern, Luton, Graz... sono soltanto alcune delle ipotesi, senza citare Termini Imerese o Pomigliano d'Arco, dove si producono "ancora" l'Alfa 147, la 159 e la GT, come ci aveva raccontato Ferdinando, uno degli operai Fiat che OmniAuto.it aveva incontrato a gennaio davanti a Palazzo Chigi.

Il prezzo che Fiat dovrebbe quindi pagare per diventare il secondo polo automobilistico al mondo alle spalle di Toyota - acquisendo Chrysler, Opel e Saab - sarebbe piuttosto alto. Gli stabilimenti che "non verrebbero toccati", secondo la stampa tedesca, sarebbero solo quelli in Francia, Grecia, Serbia e Polonia. Eppure Roland Berger, membro del CDA Opel e consulente GM per l'Europa, ha detto al Financial Times Deutschland (Ftd) - secondo quanto riporta questa mattina l'agenzia stampa Dpa - che il Gruppo torinese ha previsto di chiudere un impianto proprio in Polonia, in particolare si parla dei siti di Luton e Tychy (quest'ultimo è quello dove nascono la Fiat 500 e la Ford Ka).

Alcune contraddizioni dunque ci sono, ma il quadro è nel complesso molto attendibile perché Merchionne stesso ha detto: ''Noi non vogliamo chiudere nessuno dei quattro stabilimenti Opel in Germania. Ne avremo bisogno in futuro", difendendosi dalle ipotesi sulla chiusura dell'impianto di Kaiserslautern che avevano spinto Berthold Huber, il leader del sindacato Ig Metall, a chiedere l'intervento di Berlino per difendere Opel. Ma Sergio Marchionne ha asserito che "l'occupazione dovrà essere ridotta". "Questo dato non è mutabile - ha ribadito - Gli impianti devono diventare più efficienti".

Anche secondo Berger l'impianto della Opel a Kaiserslautern può stare tranquillo perché non verrà chiuso. Il consulente aziendale ha inoltre confermato, così come l'Handelsblatt che cita fonti vicine alle negoziazioni, che la Fiat vuole ristrutturare il marchio quotando in Borsa entro tre anni il nuovo gruppo automobilistico che nascerebbe dall'eventuale unione. Di certo però al momento c'è soltanto, oltre al "no comment" di Fiat, che il "Progetto Phoenix" esiste davvero e che porta la data del maggio 2009.

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Tag: Mercato , Fiat , produzione , lavoro


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