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pubblicato il 4 maggio 2009

Marchionne vuole un super gruppo europeo dell'auto

Oggi i primi incontri in Germania per trattare su Opel

Marchionne vuole un super gruppo europeo dell'auto

Una multinazionale da oltre 7 milioni di auto all'anno e 80 miliardi di fatturato, più grande di Renault-Nissan, Ford, GM e forse anche di Volkswagen; ovvero seconda solo a Toyota e in grado di mettere a fattor comune una decina di brand automobilistici fra Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Opel, Vauxall, Saab e i marchi dell'orbita Chrysler. E' questo l'obiettivo dichiarato dell'Amministratore Delegato della Fiat Sergio Marchionne che, chiuso il capitolo Chrysler, ha già iniziato a scriverne un altro di proporzioni ancora più ambiziose.

Ieri, a Torino, il consiglio di amministrazione Fiat ha dato al manager italo-canadese il nulla osta per volare a Berlino dove questo pomeriggio sono previsti una serie di incontri con i rappresentanti del Governo tedesco per parlare della fusione con Opel. Marchionne, in un'intervista pubblicata sul Financial Times, ha espresso la sua convinzione che "le due aziende sono fatte l'una per l'altra" e che spera in un fidanzamento già a maggio e nelle nozze entro l'estate. Una bella scommessa visto che bisogna ancora convincere i sindacati tedeschi (dichiaratisi contrari al 100%), lo scetticismo di diversi uomini politici e la concorrenza di altri aspiranti compratori delle attività di General Motor Europe, Magna International in primis.

La notizia importante è che, ragionando al condizionale, il CdA della Fiat di ieri ha dichiarato di essere disponibile a valutare uno spin-off delle attività automotive legate ai marchi Fiat, Lancia e Alfa Romeo, nonché di Chrysler; attività che confluirebbero, insieme a GM Europe, in una nuova società indipendente, da quotare anche in borsa.

Sergio Marchionne rispondendo al Financial Times si è detto certo che è questa la soluzione più semplice a tutti i problemi dell'industria dell'auto europea. Solo grazie alle economie di scala una Fiat-Opel-Chrysler risparmierebbe ogni anno qualcosa come 1 miliardo di euro.

Autore: Redazione

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