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pubblicato il 1 maggio 2009

Winterkorn: “Numeri uno nel 2018 con 10 milioni di auto”

Il Top Manager 2008 secondo InterAutoNews conferma le ambizioni Volkswagen

Winterkorn: “Numeri uno nel 2018 con 10 milioni di auto”

Dieci milioni di automobili prodotte per diventare entro il 2018 i numeri uno nel mondo. Questo è l'obiettivo dichiarato da Martin Winterkorn, amministratore delegato di Volkswagen AG, in occasione della consegna avvenuta a Wolfsburg del premio Top Manager dell'anno 2008 di InterAutoNews, mensile italiano specializzato nel business-to-business dell'Automobile da vent'anni.

La cerimonia è stata accompagnata, come da tradizione, da una tavola rotonda con i giurati del premio costituita dai collaboratori attuali e passati del mensile, giornalisti specializzati che scrivono principalmente per testate come ANSA, Corriere della Sera, Messaggero, Quattroruote, Rai, Repubblica, Sole 24 Ore e anche OmniAuto.it chiamati ogni anno a scegliere il miglior manager dell'anno per il Mondo e anche per l'Italia, titolo quest'anno assegnato a Raoul Picello, presidente di Mazda Motor Italia.

Messo sotto il fuoco di fila delle domande, Winterkorn ha anche confermato ufficialmente per la prima volta l'arrivo di Luca De Meo come capo del marketing per il marchio Volkswagen al posto di Jochen Sengpiehl spendendo per il 41enne manager italiano parole di grande stima: "Consideriamo De Meo uno dei migliori marketing product manager del mondo". Tra le altre cose, alla cerimonia era anche presente un altro illustre italiano che ha stanza e credito a Wolfsburg, Walter de Silva, responsabile per lo stile di tutti i marchi del Gruppo e che - come ricorda lo stesso Winterkorn - fu presente anche in occasione dei primi colloqui avuti con l'ex responsabile dei marchi Alfa Romeo e Abarth nonché responsabile marketing per tutto il gruppo Fiat.

L'amministratore delegato di Volkswagen AG (dove lavora del 1993 ed è amministratore delegato dal I gennaio 2007) ha anche parlato di Fiat e Chrysler due giorni prima della conclusione dell'accordo esprimendo l'opinione di uno dei pochissimi costruttori che è riuscito ad acquisire e integrare marchi diversissimi tra loro in una galassia che va dalla Skoda alla Lamborghini, dalla Bentley alla Seat, dalla Bugatti all'Audi. "Gestire e guidare con successo più marchi e ottenere sinergie è una cosa veramente difficile - ha detto Winterkorn - perché non basta la condivisione di piattaforme e componenti, ma è molto importante che i marchi abbiano anche la possibilità di svolgere la propria vita. Ecco perché da noi ogni marchio ha un proprio reparto di ricerca e sviluppo e un proprio reparto di marketing, a cominciare dalla Lamborghini. Se Marchionne si unirà con Chrysler e forse con Opel, gli auguro buona fortuna però non sarà un compito facile. Non so se riuscirà". Il tedesco ha detto di condividere l'analisi del numero uno di Fiat Auto secondo la quale nei prossimi 5-10 anni sopravviveranno solo 10 gruppi che produrranno oltre 5 milioni di automobili all'anno. Tra questi, 2 o 3 tedeschi, sicuramente uno francese, due giapponesi (Toyota e Honda), altri coreani e americani e - si è augurato - anche uno italiano. "Spero che anche l'Italia continui ad avere un gruppo. Sarebbe un peccato per l'Europa se non avesse un gruppo proprio. Io ne sarei veramente colpito perché in Italia si costruiscono ancora oggi bellissime automobili". Quanto a possibili acquisizioni, ha risposto: "Mai dire mai. Al momento l'offerta è molto cospicua, ma non abbiamo bisogno di trovare ulteriori partner. Con 8 marchi automobilistici e un lavoro molto intenso per l'incorporazione del marchio svedese Scania (camion, n.d.r.), abbiamo già un bel da fare all'interno del gruppo per metterci in un ottimo assetto per il futuro".

Winterkorn ha detto anche la sua su Opel, questione che i tedeschi sentono molto, come dimostrato dalle reazioni del mondo politico ed industriale nei giorni scorsi. "Opel per sopravvivere ha urgenza di un partner industriale che investa, che potrebbe essere la Fiat o la Magna, ma sicuramente avrà bisogno anche di continuare ad avere accesso alla tecnologia GM perché i suoi veicoli si basano su tecnologie sviluppate anche all'interno di altre aziende del gruppo GM. Tagliando questo cordone ombelicale, sicuramente Opel avrà difficoltà nel sopravvivere".

Parlando di tecnologie, il quasi 62nne (è nato il 24 maggio del 1947) ingegnere di Leonberg, ha detto anche di non credere alla vettura elettrica, almeno non come soluzione davvero alternativa ai sistemi di propulsione attuali, ma ha detto che l'elettrificazione per il Gruppo comincerà nel 2011 lasciando intendere che, in ogni caso, Volkswagen risponderà alle mosse dei concorrenti. L'unico argomento sul quale Winterkorn non ha sostanzialmente risposto è quello dell'integrazione con Porsche. Ha ricordato l'antica collaborazione che la lega a Volkswagen, ma non ha voluto commentare le notizie degli ultimi giorni che vorrebbero rovesciata la situazione a favore di Wolfsburg con la conseguente estromissione di Wendelin Wiedeking dal vertice di Weissach come diretta conseguenza del suo piano di conquistare il controllo della Casa di Wolfsburg.

Qualche parola invece Winterkorn l'ha detta sulla situazione di mercato che vede in leggera ripresa solo nel 2011 con un 2009 molto difficile perché i mercati maggiori non hanno ancora raggiunto il fondo della crisi e un 2010 stazionario. La ripresa globale partirà dagli USA, dove Volkswagen produrrà dalla fine del 2010 una media costruita in 150 mila esemplari nel nuovo stabilimento di Chattanooga, in Tennessee. Nei mercati emergenti la Cina continuerà a essere trainante e già quest'anno mostra segni di vivacità inaspettati ("Avanza verso i 6 milioni di automobili quest'anno invece dei 5,6 che ci aspettavamo") e anche il Brasile sta andando meglio del previsto. Il calo della Russia è solo temporaneo, mentre l'India possiede un enorme potenziale che si esprimerà negli anni a venire. In ogni caso, Winterkorn si è detto certo che presto Volkswagen sarà il secondo costruttore mondiale, forse già nel 2009, e che "l'obiettivo è di diventare entro il 2018 il primo gruppo automobilistico con 10 milioni di automobili vendute". Alla fine del 2008, era a quota 6,4 milioni con un aumento rispetto allo scorso anno dell'1,3%.

Autore: Nicola Desiderio

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