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pubblicato il 28 aprile 2009

Daimler e Chrysler, separazione definitiva

Ceduto a Cerberus il restante 19,9% della partecipazione ancora in mano tedesca

Daimler e Chrysler, separazione definitiva

Daimler e Chrysler si separano definitivamente. La Casa tedesca infatti ha chiuso un accordo con la Cerberus - il fondo di investimenti che nel 2007 ha rilevato l'80,1% dell'azienda di Auburn Hills - che prevede da parte di quest'ultima il riscatto del 19,9% ancora in mano alla Casa tedesca a costo zero. Anzi Stoccarda si impegna a versare 200 milioni di dollari all'anno per tre anni presso la US Pension Benefit Guaranty Corporation in modo da garantire la copertura delle pensioni per gli ex dipendenti di DaimlerChrysler dove già esiste un fondo da un miliardo di dollari che verrà ridotto nel 2012 a 200 milioni. Con questo passaggio, Chrysler rinuncia inoltre a ogni pretesa nei confronti di Daimler e si impegna a ritirare le accuse rivolte alla fine del 2008 riguardo alle presunte omissioni da parte dell'azienda tedesca su false informazioni e su operazioni compiute nel corso della transazione che ha portato alla separazione avvenuta il 3 agosto 2007.

Con la chiusura di questo accordo, d'ora in poi le relazioni tra Daimler e Chrysler saranno esclusivamente del tipo fornitore-cliente, incluso il supporto per talune attività di finanziamento ai concessionari, almeno fino al settembre 2009. Naturalmente, questa separazione avrà un positivo effetto sul bilancio di Daimler relativo al secondo trimestre per 700 milioni di dollari. Chrysler, dal canto suo, diventa al 100% di Cerberus e dunque è pronta per le operazioni che la attendono: accordo con Fiat oppure fallimento pilotato attraverso il famoso Chapter 11. Le due soluzioni in realtà non sono antitetiche, ma avrebbero tempi e costi diversi. Nel primo caso infatti Fiat diventerebbe subito azionista, ma con il 35% previsto dalla lettera di intenti non avrebbe la maggioranza - a meno che i lavoratori di Chrysler non ne volessero acquistare una quota, come paventato nei giorni scorsi - inoltre dovrebbe farsi carico dei debiti accumulati nel corso degli anni con i fornitori e, più recentemente, con il Tesoro americano che ha fornito la liquidità fresca per evitare il collasso di Chrysler. Nel secondo caso, le cose sarebbero decisamente più a buon mercato, ma ci vorrebbe molto più tempo con il rischio che subentrino altri fattori.

Quel che è sicuro è che Daimler ha voluto evitare ogni rischio rimettendoci ancora una volta di tasca propria visto che già la vendita di Chrysler era stata fatta formalmente a 7,4 miliardi di dollari, ma in realtà aveva sborsato per sbarazzarsene, dopo che nel 1998 l'aveva pagata ben 36 miliardi. In più, alla fine dello scorso anno c'era stata la coda polemica sulle operazioni finanziarie che Daimler avrebbe fatto nell'interregno tra la firma dell'accordo di separazione a maggio 2007 e la sua ratifica in agosto, querelle che rischiava di finire in tribunale trasformando un matrimonio già finito in un una causa di divorzio, con uno dei due coniugi (Chrysler) che rischiava di trascinare con i suoi problemi finanziari l'altro (Daimler). Allora meglio lasciarlo libero e fare in modo che sia un altro (Fiat) a sposarlo e a pagare per lui.

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