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Mercato

pubblicato il 27 aprile 2009

Ford perde 1,4 miliardi nel primo trimestre 2009

Risultati non positivi, ma con ampi margini di manovra

Ford perde 1,4 miliardi nel primo trimestre 2009

Ford Motor Company chiude il primo trimestre con una perdita provvisoria di 1,427 miliardi di dollari, risultato non certo positivo sia in assoluto sia se comparato ai 70 milioni di attivo ottenuti nello stesso periodo del 2008, ma inferiore nella sua negatività a quanto tutti gli analisti si aspettavano, soprattutto quelli di borsa che nei giorni scorsi avevano pronosticato una perdita di 1,24 dollari per azione mentre il bilancio effettivo limita il passivo a 60 centesimi. Stesso ragionamento in termini di liquidità: Ford ha bruciato 3,7 miliardi di dollari, una cifra ragguardevole, ma che corrisponde alla metà dei 7,2 miliardi andati in fumo nell'ultimo trimestre del 2009 e che lascia nelle casse di Ford 21,3 miliardi pronti all'uso senza alcun aiuto da parte del governo degli Stati Uniti.

Una situazione quindi che non può essere definita rosea, ma è sicuramente assai più favorevole di quella di General Motors e Chrysler, la cui condizione finanziaria è realmente al collasso nonostante l'intervento statale che ha, come rovescio della medaglia, un controllo stretto su ogni operazione. La Ford inoltre ha un assetto industriale ormai stabile, dopo i tagli strutturali alla produzione e alla forza lavoro per 1,9 miliardi all'anno, la riduzione del debito per 2,4 miliardi, le dismissioni dei rami non fondamentali (Volvo esclusa) e aver risolto la partecipazione in Mazda a fronte di liquidità fresca che le consente di pianificare in modo più libero e flessibile verso l'obiettivo di tornare a guadagnare già dal 2011. I nuovi prodotti inoltre sembrano marciare alla grande, primo fra tutti la Fiesta che in Europa è diventata il modello più venduto e, dopo gli ingressi sui mercati cinese e nordamericano, diventerà la vera world car di Ford. Ciononostante, anche il ramo europeo sembra soffrire finanziariamente con una perdita di 255 milioni di dollari mentre per le vendite in Nordamerica la Ford si è indebolita ottenendo nel primo quarto dell'anno il 13,9% del mercato contro il 15% dello stesso periodo del 2008. Ma anche questo sarebbe nei piani "Aspettiamo una debolezza nei volumi in tutti i mercati - ha detto in conferenza stampa Alan Mulally, CEO e presidente di Ford Motor Company - con un calo nelle vendite in tutto il mondo del 15%".

Per Mulally dunque il piano sta funzionando a fronte di uno scenario negativo ma che sta mutando con il calo del mercato USA ormai alla fine, opinione condivisa anche da illustri analisti che però indicano paradossalmente nella possibile bancarotta dei concorrenti domestici l'elemento di maggior pericolo per il recupero di Ford. Il fallimento di GM o Chrysler infatti darebbe il colpo di grazia a molti fornitori in comune aprendo un nuovo e serio problema di pianificazione e di costi anche per chi - come Ford - sembra sulla via della guarigione.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , Ford


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