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Mercato

pubblicato il 24 aprile 2009

Chrysler è pronta a chiedere la bancarotta

Il WSJ diffonde la notizia. Marchionne risponde a tono al Commissario Verheugen

Chrysler è pronta a chiedere la bancarotta

La richiesta ufficiale di bancarotta pilotata potrebbe arrivare la prossima settimana. Chrysler, che sta ancora trattando con Fiat per un'alleanza, starebbe infatti preparando il ricorso al "Chapter 11" anche se nei prossimi giorni potrebbe arrivare ad un accordo con i creditori o ad una partnership con il Lingotto. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, che cita diverse fonti vicine all'operazione, Fiat potrebbe completare la sua alleanza anche con l'azienda sotto procedura fallimentare e, in caso di accordo, il ricorso a questa legge statunitense consentirebbe a Chrysler "di liberarsi di alcune voci di bilancio in passivo, permettendo così alla casa di Torino di scegliersi le parti più appetitose e redditizie della casa americana".

Intanto, da quest'altra parte dell'Atlantico, le trattative continuano a sollevare polemiche. Questa mattina il Commissario europeo all'Industria, Guenter Verheugen, ha espresso grande perplessità circa l'effettiva capacità di Fiat di allearsi con Chrysler, ma anche con Opel, come vogliono le ultime indiscrezioni della stampa tedesca. "Il Lingotto è indebitato. Dove trova i soldi per portare avanti un'operazione con Opel?", ha detto all'emittente radio bavarese Bayerischen Rundfunk. Un'affermazione che arriva il giorno dopo l'annuncio da parte del Gruppo Fiat dei risultati consolidati del primo trimestre, un dossier che parla di un'indebitamento netto industriale che è salito a 6,6 miliardi di euro.

Immediata e amareggiata la risposta dell'Amministratore Delegato Sergio Marchionne. "Credevo che il suo ruolo a Bruxelles fosse chiaramente super partes, indipendentemente dalla sua nazionalità", ha detto, precisando che questa è la "seconda volta nel giro di pochi mesi che il Commissario Verheugen ha espresso opinioni che non sono costruttive per l'industria dell'auto, affermando a un certo punto che non tutti i costruttori europei sopravviveranno". E' nell'opinione di Verheugen che la Fiat, essendo un concorrente diretto di Opel, si stia comportando in maniera "sorprendente" e senza l'effettiva capacità di agire concretamente. "Queste affermazioni non aiutano nello scopo finale di ristabilire solide condizioni sulle quali costruire il futuro dell'industria dell'auto", ha annunciato Marchionne con una nota ufficiale in cui si legge: "Dal Commissario responsabile per l'Impresa e l'Industria mi sarei aspettato un dialogo costruttivo con i produttori europei per risolvere i problemi che stanno impattando negativamente sull'industria invece di lanciare sentenze di morte, scegliendo unilateralmente chi debba sopravvivere".

Il matrimonio tra la Opel e la Fiat è osteggiato anche su un altro fronte: quello dei sindacati tedeschi. L'Ig Metall ha infatti ribadito la sua ferma opposizione attraverso il presidente Armin Schild, intervistato dalla tv Zdf. Nell'ipotesi di un'intesa "avremmo due madri malate", ha detto, chiedendo il perchè si debba replicare quanto già visto con l'alleanza Fiat/GM, costata alla capogruppo americana 1,5 miliardi per liberarsene, nel 2005. "Perché la situazione sarebbe migliore adesso?", ha chiesto Schild, considerando che l'altro partner di cui si parla per Opel, la Magna, è "molto più interessante" e che "comunque ce ne sono altri ancora".

Di tutt'altro avviso il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. "Si diventa più deboli se ci si rinchiude solo nello scacchiere italiano", ha detto oggi a Torino concludendo il congresso della Cisl piemontese. "Più le alleanze sono forti per estendere la rete commerciale, per fare collaborazione e integrazione, tanto più gli stabilimenti italiani sono forti - ha aggiunto - Se si punta a produzioni innovative solo gli stabilimenti italiani potranno farle. Il tavolo governativo serve perché se i governi devono appoggiare innovazioni tecnologiche per l'ambiente è bene che siano dentro la partita per convincere l'azienda e avere garanzie per gli stabilimenti italiani".

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Tag: Mercato , Chrysler , produzione


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