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Mercato

pubblicato il 17 aprile 2009

GM: tagli o bancarotta

Il CEO Fritz Henderson ammette: “Ci muoviamo su due binari”

GM: tagli o bancarotta

Più tagli alla forza lavoro e agli stabilimenti e più opzioni sul tavolo per la cession di asset, ma con la bancarotta come convitato di pietra. Questa in sintesi lo stato delle cose per General Motors così come è stato esposto oggi da Fritz Henderson, presidente e amministratore delegato. Henderson ha detto che il piano di salvataggio è stato aggiornato con la chiusura entro il 2012 di 14 su 47 stabilimenti di assemblaggio e stampaggio di GM sparsi nel mondo e il conseguente taglio di 47mila lavoratori sui 244mila ora presenti sul libro paga dell'azienda di Detroit. Quanto alla strategia che riguarda i vari marchi, l'intenzione è quella di tenere Buick, Cadillac, Chevrolet e GMC e sono state bollate come "speculazioni" le voci che parlano di cessione di quelli che dovrebbero costituire i pilastri della GM del futuro.

Per quanto riguarda gli altri brand, Hummer ha tre pretendenti e la sua cessione (si parla di 100 milioni di dollari) sarà finalizzata alla fine del mese. Continua la raccolta di offerte per Saab e ci sono almeno 6 investitori con i quali si sta discutendo la cessione di Opel mentre ci sono molti gruppi industriali e finanziari che hanno manifestato interesse per Saturn. Nella strategia c'è anche AC Delco, fornitore di parti elettriche e filtri, che secondo il CEO di GM ha margini di valorizzazione all'interno del gruppo. La considerazione di Henderson molto probabilmente tiene conto anche del fatto che l'AC Delco era stata messa in vendita nello scorso mese di ottobre, ma le offerte non hanno raggiunto la soglia attesa di 4 miliardi di dollari. Quanto alla parte commerciale, si sta lavorando a una riduzione della rete mentre le vendite si mantengono in linea con le attese.

Il capo di GM non si è tirato indietro neppure sui temi più scottanti. Quanto alla possibile fusione con Chrsysler, Henderson l'ha definita "improbabile e poco conveniente" per entrambe le parti mentre la bancarotta rimane un opzione non certo collaterale. "Ci stiamo muovendo su due binari" ha ammesso il presidente parlando anche della relazione continue con la task force, messa in piedi dal presidente da Barack Obama per accompagnare l'industria dell'auto in questo drammatico momento, e una private equity che si occupa di scandagliare la struttura e i conti del Gruppo di Detroit. Henderson ha detto che GM ha bisogno di 4,6 miliardi di dollari statali per sostenersi nel secondo quarto dell'anno, ma il governo non ha ancora deciso quanto effettivamente accordare. In ogni caso, la decisione sulla bancarotta sarà presa dal management di GM insieme al consiglio di amministrazione e al Ministero del Tesoro. La decisione è condizionata all'accordo con i sindacati per la riduzione del costo del lavoro e alla conversione di titoli non garantiti per 28 miliardi di dollari. Il tempo scade il I giugno.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , General Motors


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