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Motorsport

pubblicato il 15 aprile 2009

F1 2009: umori diversi dopo la sentenza sui diffusori

Il verdetto accolto con favore dalla Brawn GP e la Toyota lascia scontenta la Ferrari

F1 2009: umori diversi dopo la sentenza sui diffusori

Reazioni diverse, com'era prevedibile, alla lettura della sentenza che ha tenuto con il fiato sospeso tutto l'ambiente della F1. Da una parte Ross Brawn, decisamente soddisfatto della verdetto emesso dalla Corte d'appello, "la decisione della Corte internazionale conclude questa questione e ci auguriamo di poter continuare in pista una grande sfida", al quale fa eco la Toyota: "è stato un processo utile al fine di garantire che la nostra interpretazione delle norme tecniche fosse corretta. Pertanto, avevamo la massima fiducia che la progettazione della nostra vettura sarebbe stata confermata legale, in primo luogo dai commissari del GP di Australia e Malesia e, successivamente, da parte della Corte di Appello".

Dall'altra la Ferrari che guida il manipolo di squadre costrette ad accettare la sentenza di Parigi:"La Scuderia Ferrari Marlboro prende atto della decisione dell'ICA, che respinge l'appello presentato dalla stessa Scuderia, dalla Renault F1 Team, dalla Red Bull Racing e dalla BMW Sauber F1 Team in merito alla conformità di tre monoposto al Regolamento Tecnico". Ferito nell'onore, il Team di Maranello è pronto a reagire come si evince dalle parole del Team Principal, Stefano Domenicali: Purtroppo tale decisione ci costringe adesso ad intervenire su elementi fondamentali del progetto della vettura per poter lottare con certe squadre su un piano di uguaglianza regolamentare, un impegno che richiederà tempo e denaro. Moltiplicheremo adesso i nostri sforzi per riportare la squadra al massimo livello di competitività".

Alla luce dei fatti possiamo osservare due aspetti molto interessanti: il primo riguarda l'atteggiamento della FIA che così facendo ha costretto tutti gli altri team a rivisitare il retrotreno salutando anzi tempo la tanto paventata riduzione dei costi in F1, il secondo interessa la sicurezza in pista: ebbene si era parlato di ridurre la velocità in curva, ma con questi diffusori accade il contrario. Ma allora quale è lo scenario che si nasconde dietro la decisione di Parigi? Può essere che nessun altro aveva pensato ai diffusori con il buco? In effetti la Renault ci aveva già pensato anzi tempo, ma l'idea fu giudicata irregolare dalla FIA. Dunque, senza nulla togliere ai meriti di Brawn, quest'episodio se analizzato con l'ombra del sospetto sembra essere l'ennesimo tentativo da parte della FIA di far la voce grossa contro i costruttori. D'altra parte quando un regolamento pensato per far emergere il valore dei piloti mette in lizza per le prime posizioni un driver destinato alla pensione come Barrichello è il segnale che i conti non tornano.

Autore: Valerio Verdone

Tag: Motorsport , formula 1 , piloti


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