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pubblicato il 15 aprile 2009

L'Alleanza Fiat-Chrysler è a rischio per le richieste dei sindacati

Marchionne: "Si taglino i costi del lavoro o ce ne andiamo"

L'Alleanza Fiat-Chrysler è a rischio per le richieste dei sindacati

L'Alleanza tra Fiat e Chrysler potrebbe saltare. Il Lingotto è già pronto a cercare nuovi partner se i sindacati non accettano di tagliare ulteriormente il costo del lavoro, portandolo ai livelli degli stabilimenti delle case automobilistiche giapponesi e tedesche negli USA e in Canada.

A dirlo è stato Sergio Marchionne che, in un'intervista al quotidiano canadese Globe and Mail, ha spiegato di essere disposto a lasciare il tavolo della trattativa perché "il dialogo con i sindacati statunitensi e in particolare con quelli canadesi non sta dando i frutti sperati ed è arrivato ad un punto morto". "Penso che dovrebbero rendersi conto in che stato è l'industria automobilistica", ha detto, confermando l'ipotesi che, se l'Alleanza ci sarà, il presidente potrebbe essere lui.

"Non è importante il titolo", ha precisato, motivando che quello che conta è che "venga ascoltato" dai membri dell'eventuale nuovo consiglio di amministrazione, che, secondo fonti vicine alle trattative, sarebbe composto da 7 rappresentanti tra cui i manager del Gruppo Fiat e gli esperti della task force di Obama. La probabilità che si arrivi ad un accordo, tuttavia, è stata notevolmente ridotta da queste affermazioni, così come la speranza per Chrysler di salvarsi dalla bancarotta.

La sopravvivenza della Casa automobilistica americana, infatti, che ha già ricevuto 4 miliardi di dollari dalla Casa Bianca ed un miliardo dal governo canadese, dipende dalla partnership con Fiat. Se l'Alleanza, già "benedetta" da Washington, ci sarà, il governo garantirà altri 6 miliardi di dollari, ma la firma dovrà arrivare entro la fine del mese, come stabilito dall'ultimatum imposto dal presidente Barack Obama. Marchionne ha inoltre escluso la possibilità di impiegare risorse finanziarie in Chrysler e per la 500 ha annunciato che potrebbe essere venduta in Nord America già dal prossimo anno.

Tutto questo però dipenderà dalle nuove alleanze che veranno siglate, perché Fiat ha bisogno di un "cavallo di Troia" per entrare nel mercato statunitense e Marchionne ha negato di aver considerato l'acquisto del brand Saturn dalla General Motors per riportare le vetture del Lingotto in America.

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Tag: Mercato , Fiat , dall'estero


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