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pubblicato il 15 aprile 2009

Crash Test IIHS: auto piccole contro auto grandi

Secondo l'ente americano le dimensioni fanno la differenza per la sicurezza di un'auto

Crash Test IIHS: auto piccole contro auto grandi

Ci sono ottime ragioni per acquistare un'auto dalla categoria "medio-piccola" a scendere: minori dimensioni, maggiore praticità in città, minori costi di utilizzo, minori consumi, minori emissioni, minore prezzo d'acquisto iniziale. Tuttavia, secondo l'Insurance Institute for Highway Safety, l'equivalente d'Oltreoceano dell'EuroNCAP Institute, non valgono gli stessi principi positivi nel computo della sicurezza.

AUTO PICCOLE CONTRO AUTO MEDIE
Sono stati effettuati alcuni crash-test nei quali sono state coinvolte (nell'ambito di uno stesso marchio costruttore) Honda, Toyota e Mercedes: una berlina del segmento D e una vettura del segmento B o inferiore. Nell'analisi dell'impatto frontale (auto contro auto) sono emerse alcune interessanti conseguenze che evidenziano come le dimensioni del veicolo finiscano per influire sul livello di sicurezza. Non sono stati volutamente scelti SUV o pick-up per cercare di non rendere la differenza di reazione all'impatto così plateale, ma di rendere il confronto e l'analisi più coerenti possibile.

Il risultato è che vetture come la Honda Fit (equivalente americano della Jazz), smart fortwo e Toyota Yaris danno buoni risultati nelle conseguenze da impatto frontale contro una barriera ma queste qualità sembrano fallire miseramente nelle conseguenze da impatto frontale contro un'auto di medie dimensioni. Nell'urto a 40 miglia orarie (64,3 km/h).

FISICA DELL'URTO
La fisica di un urto frontale è solitamente descritta in termini di conseguenze di quello che succede al veicolo. I danni agli occupanti sono, in questo senso, conseguenza delle forze che agiscono contro di loro e che dipendono da due fattori chiave: dal peso del veicolo (che determina con quale velocità si deforma il veicolo stesso: maggiore è la velocità, maggiore è il rischio di conseguenze dannose sui passeggeri). Il secondo è rappresentato dalle dimensioni del veicolo, in particolare dalla distanza del muso dell'auto dall'abitacolo: maggiore è questa distanza, minori sono le forze che agiscono sugli individui all'interno.

I dati sperimentali dimostrano che in un urto tra due veicoli differenti per dimensioni e peso quello più piccolo è maggiormente a rischio. In quello più piccolo e leggero, il veicolo pesante induce molte più forze (e meno all'indirizzo di quest'ultimo) aumentando il rischio di danni fisici. Le statistiche americane lo confermano: nel 2007 le morti avvenute in auto di piccole dimensioni sono state doppie rispetto a quelle in auto di maggiori dimensioni (35 decessi per milione contro 11 in auto di grandi dimensioni e 17 in auto di medie dimensioni).

Adrian Lund, Presidente dell'IIHS, ha dichiarato che sebbene negli ultimi anni le auto medio-piccole e piccole siano fortemente migliorate nel computo della sicurezza, rispetto a vetture più grandi non svolgono un buon lavoro di protezione degli occupanti in caso di urto. I costruttori, ovviamente, si difendono: negli ultimi anni, con il massiccio utilizzo di elettronica e di dispositivi di sicurezza passiva, le auto di piccole dimensioni hanno fortemente incrementato il loro livello di sicurezza. Senza contare che la compattezza, sempre secondo i costruttori, e il minor peso le rende molto più maneggevoli, quindi facili da manovrare in caso di situazione pericolosa.

ALCUNI RISULTATI DEI TEST
Honda Accord contro Honda FIT (Jazz): la struttura della Accord regge bene. La Honda Fit subisce, invece, una cospicua "intrusione" da parte della sorella maggiore evidenziando rischi di danni alle gambe del pilota. Il manichino, inoltre, nonostante la presenza dell'airbag, ha sbattuto la testa contro il volante. Complessivamente, il giudizio nei confronti della Accord è buono sia per quanto riguarda l'urto contro una barriera sia in quello con un'altra auto. La Fit/Jazz guadagna un giudizio positivo nel primo caso, ma non soddisfa invece nel secondo.

Mercedes Classe C contro smart fortwo: immediatamente dopo l'urto, la smart è stata sbalzata all'indietro sollevandosi da terra e facendo più di un giro su se stessa (con un angolo di 450°). La conseguenza e che il manichino all'interno è stato sottoposto a numerosi e pericolosi movimenti del corpo. L'intrusione all'interno dell'abitacolo è stata massiccia, causando lo spostamento di plancia, strumentazione e volante verso il pilota. La Mercedes Classe C si è comportata molto bene evidenziando deformazioni strutturali scarse o addirittura nulle e, di conseguenza, rischi molto bassi per gli occupanti.

Toyota Camry contro Toyota Yaris: su entrambe i sedili si sono reclinati in avanti, ma solo sulla Yaris il piantone dello sterzo si è mosso eccessivamente. Dal punto di vista dei rischi per gli esseri umani, in entrambi i casi la testa del manichino ha colpito il volante nonostante la presenza degli airbag. Sulla Yaris è emerso un forte interessamento per la zona del collo, gamba e ginocchio destro. Complessivamente, la Yaris ha avuto un giudizio non positivo. Accettabile quello della Camry.


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Crash Test IIHS: auto piccole contro auto grandi

L'Insurance Institute for Highway Safety, l'equivalente d'Oltreoceano dell'EuroNCAP Institute, ha messo in luce la differenza in termini di sicurezza stra auto piccole e grandi...

Autore: Alvise-Marco Seno

Tag: Attualità , crash test


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