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pubblicato il 14 aprile 2009

Mettere al sicuro gli ospedali anziché costruire il Ponte sullo Stretto

L'appello dell'ADUC al premier Silvio Berlusconi

Mettere al sicuro gli ospedali anziché costruire il Ponte sullo Stretto

Il terremoto in Abruzzo dovrebbe cambiare le priorità negli investimenti infrastrutturali in Italia. Ne è convinto il segretario dell'Aduc, Primo Mastrantoni, che ha chiesto al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di destinare i soldi per il ponte sullo Stretto di Messina per la messa a norma antisismica degli ospedali.

Il ponte sullo Stretto, che ha da poco ricevuto il via libera dal Cipe e che dovrebbe essere pronto nel 2016, costerà 6,1 miliardi di euro, con una partecipazione dello Stato di 1,3 miliardi. "Vista la scarsità di risorse pubbliche - ha detto Mastrantoni - occorre scegliere tra una opera che puo' essere rimandata o attribuita al solo settore privato e la salvaguardia di vite umane in caso di terremoto con la messa a norma antisismica degli ospedali pubblici, in particolare quelli che si collocano in aree a rischio geologico".

Secondo il segretario dell'Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori, "i momenti tragici e drammatici del recente terremoto in Abruzzo dovrebbero far riflettere i nostri governanti e indirizzare le poche risorse disponibili a strutture che sono state, sono e saranno coinvolte in prima istanza nella salvaguardia di vite umane. Nel nostro Paese ci sono 500 ospedali nelle aree a rischio da mettere a norma". Un'intervento che sarebbe urgente perché occorre "intervenire prima del prossimo terremoto, che sappiamo si verificherà".

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