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pubblicato il 4 aprile 2009

Cheetah GT 1964

A Rimini il feroce ghepardo di Bill Thomas

Cheetah GT 1964
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Cheetah è il nome inglese del gheapardo ma per molti appassionati di belle auto del passato è anche l'appellativo dato dal preparatore americano Bill Thomas alla sua GT del 1964 pensata per domare il "Cobra" di Carroll Shelby. Progettata sulla base della Chevrolet Corvette, la Cheetah GT del '64 è una risposta GM allo strapotere delle AC Cobra motorizzate Ford.

Proprio una delle rare Cheetah di Bill Thomas ci ha sorpreso in un angolo dell'ultimo My Special Car Show, più esattamente nello spazio espositivo allestito dal modenese Circolo della Biella all'interno della mostra storica "Formula Legend". Fra una fantastica Alfa Romeo 33/2 Daytona e una Maserati Tipo 63 Birdcage fa bella mostra di sé una delle pochissime Cheetah ancora esistenti, un'autentico concentrato di potenza, leggerezza ed essenziale struttura da corsa. Rossa e con le famose decal bianche laterali ad indicare costruttore e luogo di nascita (Anaheim, California), la Cheetah non sfigura certo a fianco dei due mostri sacri delle corse, grintosa e sfrontata some solo una simile vetture può essere.

Nel 1964 Bill Thomas porta ai suoi limiti il concetto di vettura a motore anteriore/centrale e trazione posteriore sviluppando la Cheetah con lunghissimo cofano anteriore e piccolo abitacolo con coda "a papera" appoggiato sul retrotreno. Le forme appaiono quasi come una caricatura di un'automobile sportiva, ma l'idea che sta sotto è molto valida.
Il leggero telaio tubolare d'acciaio cromo-molibdeno su cui poggia la minimale carrozzeria (in alluminio prima e in poliestere poi) racchiude nella parte anteriore un poderoso V8 Chevrolet di 5.351 centimetri cubici da 450 CV a 6.200 giri/min, fattore che unito alla massa complessiva di 680 kg porta ad uno spaventoso rapporto potenza/peso.

Realizzata in un numero imprecisato di esemplari - probabilmente non meno di 11 e non più di 25 - la Cheetah di Bill Thomas del 1964 vince una decina di gare negli USA Chaparral, McLaren e Lola, ma prima di poter raggiungere il numero di 100 esemplari necessario per ottenere l'omologazione sportiva, un incendio distrugge la fabbrica.

La Cheetah rimane così una eccentrica mostruosità americana da pista e da strada (pochissimi gli esemplari immatricolati), autentico gioiello da collezione per conoscitori e cultori del genere, riprodotta e ricostruita come replica più o meno ufficiale fino ad oggi (vedi la Cheetah Continuation Collectible), ma assai difficile da incontrare in Italia. La nostra fortuna è stata quella di incrociare, in un evento dedicato alle auto moderne e alla loro elaborazione, il percorso collezionistico di uno dei soci del Circolo della Biella, come noi ammaliato dalla curiosa storia di questo misconosciuto ghepardo vincente il cui motto è appunto "Cheetahs always win".

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Tag: Curiosità , Chevrolet , auto storiche


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