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Mercato

pubblicato il 1 aprile 2009

Mercato auto: immatricolazioni marzo 2009

E' boom di ordini grazie agli incentivi (+36%)

Mercato auto: immatricolazioni marzo 2009

Segno più per il mercato italiano. Non accadeva da 14 mesi e rifà capolino nel mese di marzo dove gli incentivi portano un incremento dello 0,24% nelle immatricolazioni rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Un lieve miglioramento che non è l'8,1% della Francia, ma rappresenta un segno di speranza per un comparto che può respirare e guardare fino alla fine dell'anno con ragionevole ottimismo, supportato dagli incentivi e da un dato di fondamentale importanza: gli ordini cresciuti ben del 36% che fanno guardare alla fine dell'anno con fiducia anche se il saldo attuale nel primo trimestre è del 19,13% e in marzo ci sono stati due giorni lavorativi in più rispetto allo stesso mese del 2008.

Il dato immediatamente visibile è il miglioramento del gruppo Fiat che vede incrementare le proprie vetture targate in marzo del 6,05% portando la propria quota da 30,94% a 32,73%. Il merito è però quasi tutto di Alfa Romeo (+25,45%) che lo scorso anno non aveva un modello come la MiTo, ma anche Lancia (+6,64%) e Fiat (3,51%) hanno fatto la loro parte. Tra i grandi marchi, continua la spettacolare ascesa della Ford (+33,84%), ma fanno molto bene anche Toyota (+20,3%) e Peugeot (+14,29%). Siderali invece i salti compiuti da Subaru (+121,72%), Hyundai (+135,19%) e soprattutto Dacia (207,38%) che ha rinforzato il proprio ritmo di crescita con l'entrata a regime di Sandero con le versioni GPL. Così si spiega anche il +46,21% messo a segno da Chevrolet. Tra i marchi di lusso più diffusi, soffrono invece Mercedes -33,74, ma anche BMW (-25,74%) e Mini (-20,75%) non possono ridere, Audi limita i danni a -1,77% pur mantenendo un invidiabile attivo sui primi tre mesi di 1,48% mentree Land Rover è a -4,01%. Sorride invece la cugina Jaguar (+19,43%) che rallenta un poco in attesa dei nuovi motori che sono in arrivo. Anche Volvo, finalmente, vede un +6,79%. Tra quelli generalisti che vanno per la maggiore Renault (-32,81%) e Opel (-24,99%) continuano a perdere punti insieme alla Nissan (-16,58%) mentre Volkswagen si attesta a un interlocutorio (-8,82%) pur segnando un recupero. Di rilievo invece la performance della Suzuki (+21,49%).

I protagonisti sono stati ovviamente gli incentivi che hanno riportato la Grande Punto, grazie al GPL, al vertice delle vetture più vendute, anche sono rispettivamente Matiz e Panda le più vendute rispettivamente tra le vetture alimentate a GPL e quelle a Metano. Vale la pena sottolineare che le vetture GPL hanno segnato un aumento del 323,78% e quelle a Metano del 102,94% portando le vetture ad alimentazione alternativa al 15,39% del mercato totale, numeri incredibili solo pochi mesi fa. Tra queste ci sono le ibride e, anche se si tratta di numeri piccoli, occorre segnalare la fine dello strapotere Prius con l'arrivo della Honda Insight che piazza subito 286 pezzi rispetto ai 130 della Toyota. A livello di segmenti occorre ancora una volta segnalare la crescita del segmento A con +33,87% con la sostanziale tenuta del B e il calo di tutti gli altri mentre per i le tipologie di carrozzeria, calano per la prima volta, seppure di poco i fuoristrada, mentre continuano a crescere imperiosamente crossover, coupé e multispazio con una lieve riscoperta delle berline.

Nonostante il quadro tenda al bello, le criticità rimangono e riguardano l'usato (-4,1%, in lieve ripresa) e soprattutto l'auto aziendale (-29,33%) e a noleggio (-22,04%) colpite direttamente dalle difficoltà di accesso al credito, dalle aziende che tirano la cinghia anche sui benefit e dal calo del flusso turistico. Per questo l'UNRAE sollecita ancora una volta un intervento da parte del Governo anche per queste categorie che fino allo scorso anno sono state trainanti con crescite anche a due cifre per il fatturato delle società fornitrici di servizi per noleggio e gestione flotte, ma che ora soffrono più di tutte la crisi del settore auto.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , immatricolazioni


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