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Mercato

pubblicato il 1 aprile 2009

Fiat-PSA-Tata, prove di Alleanza con Chrysler

FT ipotizza uno scenario come quello prefigurato da OmniAuto.it

Fiat-PSA-Tata, prove di Alleanza con Chrysler

Lo scrive il Financial Times, ma l'aveva scritto OmniAuto.it poche ore dopo la nomina di Philippe Varin a CEO di PSA Peugeot-Citroën: l'ascesa di Varin a spese di Christian Streiff è potenzialmente il primo atto di un asse che potrebbe portare a un alleanza tra il gruppo francese con Fiat dove Ratan Tata - perché Varin, in quanto ex CEO di Corus, gigante dell'acciaio che fa parte del gruppo indiano, è un uomo di Tata - siede al consiglio di amministrazione di Fiat e controllo la Jaguar.

Il terminale più lontano di questa alleanza sarebbe ovviamente la Chrysler che Fiat si appresta a conquistare con la benedizione di Barack Obama entrando a costo zero nel 35% del capitale. Sarebbe il primo gruppo, dopo General Motors e l'alleanza Renault-Nissan, ad abbracciare almeno tre continenti raggiungendo e superando quella massa critica di almeno 5,5 milioni di automobili indicata da Sergio Marchionne come vitale a ogni costruttore per sopravvivere. Intanto l'amministratore delegato di Fiat Automobiles è già partito per Washington con l'obiettivo di rafforzare le basi politiche dell'accordo fornendo alla task force messa in piedi da Obama per salvare l'auto ulteriori dettagli, forse anche garanzie che derivano da questo asse Fiat-Tata-PSA-Chrysler che vedrebbe anche ritorno visto che già nel passato Peugeot aveva gestito le operazione europee di Chrysler con il marchio Talbot.

Ovvio che in uno scacchiere così ampio a articolato Marchionne ne uscirebbe come l'uomo forte, con l'autorità del risanatore, il grande credito che gode presso il mondo bancario (è persino vicepresidente onorario non esecutivo di UBS) e come unico tra tutti i manager coinvolti a poter parlare l'italiano, l'inglese e il francese dunque perfettamente in grado di incarnare la leadership del nuovo soggetto mondiale dell'auto. Ma a Marchionne riuscirebbe anche un altro gioco: incamerare attraverso canali diversi qualcosa come circa 10-12 miliardi di euro messi dai governi di Francia, Regno Unito e soprattutto Stati Uniti per sostenere l'auto. Una preziosissima iniezione di soldi per progettare il futuro comune dal punto di vista industriale e di prodotto e che potrebbe servire anche per ricomprare le quote di PSA, togliendo così il controllo alla famiglia Peugeot, ed entrare con un piede vero in Jaguar-Land Rover dove ci sono cose estremamente interessanti in termini di marchio, piattaforme a trazione posteriore, trazione integrale, sistemi ibridi e persino scocche in alluminio.

Tutto avverrà entro la fine del mese di aprile aprendo una primavera che, nonostante la pioggia, si annuncia torrida.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , Fiat


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