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pubblicato il 31 marzo 2009

Quale futuro per Opel?

La Germania si divide sul destino della controllata GM ed è sfida elettorale

Quale futuro per Opel?

Il terremoto scatenato in America dal crollo di General Motors continua a scuotere l'Europa, in particolare la Germania, patria di Opel, la controllata del Gruppo americano. Il destino del noto marchio automobilistico e il futuro di centinaia di migliaia di lavoratori (130 mila solo negli stabilimenti tedeschi) è sempre più incerto e il dibattito sul metodo per la salvezza del marchio sta incendiando la dialettica tra gli schieramenti politici. Il ministro federale dell'Economia, Karl-Theodor zu Guttenberg, è convinto che i 60 giorni concessi dal presidente statunitense Barack Obama a General Motors per presentare un piano di rilancio accettabile non cambino nulla sul fronte del salvataggio di Opel, per questo sarebbe fondamentale trovare investitori privati. Di parere completamente opposto rispetto all'esponente del partito cristiano-sociale della Csu è il ministro degli Esteri, Frank-Walter Steinmeier (socialdemocratico della Spd).

Steinmeier ha chiesto al governo e ai singoli Laender, preparando un piano in dieci punti, di acquisire temporaneamente una partecipazione diretta nella casa automobilistica. "Aspettare un investitore privato richiede troppo tempo" e i costi di un'eventuale insolvenza "sarebbero notevolmente più alti" rispetto ad un ingresso dello Stato nell'azienda, ha detto Steinmeier. Parole che non sono affatto condivise dal cancelliere Angela Merkel (Cdu) che proprio stamattina, visitando lo stabilimento principale di Opel a Ruesselsheim, ha detto rivolgendosi al dipendenti: "Dobbiamo trovare un investitore (privato) che creda nella Opel. Lo stato può costruire i ponti, ma non è un imprenditore". La Merkel ha promesso che la sua amministrazione lavorerà "duramente nei prossimi 60 giorni per trovare una soluzione" e che "tra oggi e domani verrà costituito un gruppo di esperti per negoziare con la General Motors".

"Noi abbiamo bisogno della General Motors, ma anche la General Motors ha bisogno della Opel", ha concluso il cancelliere, mentre la IG Metall, il sindacato dei metalmeccanici tedeschi, ha fatto sapere di essere disposta ad un'ulteriore riduzione dei salari dei dipendenti. Quali saranno i prossimi sviluppi dell'industria dell'auto è ancora presto per dirlo, ma è ormai sicuro che il "caso Opel" entrerà a far parte della prossima campagna elettorale in Germania, quando a fine settembre Steinmeier cercherà di prendere il posto della Merkel alla guida del Paese.

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Tag: Mercato , Opel


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