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Motorsport

pubblicato il 30 marzo 2009

Formula 1: qualche considerazione sul GP di Melbourne

Un brodo primordiale

Formula 1: qualche considerazione sul GP di Melbourne

Dei risultati dell'ultimo Gran Premio di Melbourne vi abbiamo già riferito come tutti i media, ma gli accadimenti di prove e gare sono stati così atipici che crediamo valga la pena soffermarsi su alcuni aspetti. Iniziamo dalla cosa più bella: la spettacolarità. Nessuno, neppure Ecclestone e Mosley, si sarebbero potuti immaginare una gara avvincente come quella vista Domenica. Le nuove regole, la cabala gomme, il sovvertimento dei valori in campo, parecchi eccessi e la Dea bendata che nel bene e nel male si è data un gran da fare: tutti ingredienti di un cocktail che si è agitato da solo e si è servito al telespettatore offrendogli una corsa emozionante come da tempo non si vedeva.

IL PILOTA
Il GP di Melbourne sembra aver confermato che le nuove (caotiche) regole siano riuscite a restituire al pilota un po' di dignità. Le tante vicissitudini che si sono viste in pista durante questo week end di gara non sono ripetibili in futuro in questo numero e con questo livello spettacolarità, tuttavia è ragionevole credere che i duelli in pista saranno più numerosi di quanto non siano stati negli anni passati. Ci auguriamo di vedere sempre più raramente trenini di auto, noiosi per lo spettatore e mortificanti per i piloti.

LA GOMMA
Quattro le mescole disponibili, ma solo due tipi a gara, uguali per tutti ed a scelta del gommista. A Melbourne le coperture, in particolare le supersoft, hanno avuto il loro bel ruolo stroncando in generale le speranze di chi aveva deciso di effettuare l'ultimo stint con tale gomma. Poiché la supersoft rende al meglio per una decina di giri per poi decadere nel rendimento anche di 5 secondi al giro, sembrerebbe più logico giocare tale carta ad inizio gara, con vettura leggerissima o - visto il cambiamento delle regole relative alla safety car - per un cambio di strategia al volo.
Il top della performance su un così ristretto numero di giri, unito al brusco calo di rendimento ed al tempo necessario per le operazioni ai box indurrà i responsabili in pista ad un più cauto uso del "medicinale".
Il discorso è destinato a cambiare qualora la Bridgestone provveda, mantenendo le prestazioni, a limitare il degrado.

L'ESTRATTORE
E' stato il vero protagonista del week end e lo sarà sin tanto chè non verrà emessa la sentenza conseguente al reclamo avanzato da Ferrari & C. contro la banda del buco; al di là delle diatribe sull'interpretazione di regolamenti evidentemente lacunosi, ha fatto la differenza in pista dando nuova linfa a piloti considerati decotti ovvero eterne promesse oppure mortificando quelli attorno ai quali maggiormente si concentravano le attese del pre-gara; un facile gioco di parole ci induce a dire che un buco del regolamento è diventato una sapiente apertura in grado di trasformare zucche in carrozze.

L'INTERPRETE
Chi meglio di tutti ha interpretato le maglie del regolamento è stato proprio Ross Brawn che attorno all'estrattore quasi ci ha progettato la sua ex-Honda; un altro bel lavoro lo ha fatto Adrian Newey che, dall'alto del suo tavolo da disegno NON virtuale, ha estratto - la lingua batte dove lo scivolo duole... - una Red Bull aerodinamicamente raffinata e con qualcosa da nascondere agli sguardi indiscreti delle televisioni; molti avranno infatti notato nel pre-gara che non appena le telecamere hanno inquadrato la parte laterale posteriore della monoposto, due meccanici si sono immediatamente interposti fra l'obiettivo e l'auto e sono rimasti inchiodati lì, stile guardia svizzera.

GARA, POLEMICHE, RECLAMI & Co.
Perché non dedicare un paragrafo ad ognuna di queste voci? Semplicemente perché è impossibile: oggi in Formula 1 reclami e polemiche sono parte integrante della competizione, quindi... Ma veniamo ai fatti: già in epoca antecedente alla gara, la Ferrari aveva dichiarato che alcuni team - leggi Brawn GP, Toyota e Williams - avevano realizzato vetture non in regola.
Alla voce della Casa di Maranello - sorvoliamo sulle prestazioni opache della vigilia e la debacle della corsa - si sono unite quelle della Renault e della Red Bull; La FIA si pronuncerà il 14 aprile e quindi sia le classifiche del GP di Melbourne e sia quelle del prossimo GP della Malesia saranno sub-judice. Stando ai "si dice", tutte le squadre che hanno osservato lo spirito del regolamento stanno comunque provando in galleria del vento gli estrattori cosiddetti irregolari; sai mai che la FIA dovesse dare ragione a Brawn & C. Sempre a proposito di reclami da menzionare quello avanzato - e poi ritirato - dalla Williams contro Ferrari e Red Bull per le pance considerate irregolari; come se non bastasse a movimentare il post qualifiche ci hanno pensato i commissari che, riscontrata una eccessiva flessibilità degli alettoni anteriori delle Toyota, ne hanno annullato i tempi delle qualifiche con conseguente partenza dai box.
Visto attraverso questa lente il terzo posto di Trulli assume, esattamente come il quarto di un Hamilton partito dal fondo, un valore assoluto; che poi la gioia del podio si sia trasformata per il nostro in dolore puro a causa della penalizzazione di 25 secondi e la conseguente retrocessione al 12° posto per sorpasso in regime di safety car, nulla toglie all'impresa sportiva; comunque la Toyota ha interposto appello e quindi abbiamo un elemento di incertezza in più in vista dei prossimi appuntamenti.

Una menzione particolare la meritano Vettel e Kubica. Una gara grandissima per entrambi conclusasi nel peggiore dei modi: podio sicuro sfumato, rabbia del polacco, umiliazione per Vettel che si è scusato in diretta - evviva l'onestà - con il suo team. Anche su questo episodio - la difesa della posizione oltre il lecito diviene giustamente colpa - è calata la mannaia dei commissari i quali hanno sanzionato il comportamento di Vettel con la retrocessione di 10 posizioni in griglia al prossimo GP della Malesia.

Una considerazione, forse un po' anacronistica: vedere tanto Kubica quanto Vettel continuare ad andare, e neppure piano, con le auto ridotte a due rottami, è stato un implicito omaggio alla spettacolarità ed allo sprezzo del pericolo di Gilles Villeneuve. Non importa se poi Vettel si sia beccato anche 50.000 dollari di multa per aver girato con una sospensione divelta mentre Kubica si è autoeliminato con un gran botto a muro proseguendo la gara privo di buona parte dell'alettone anteriore: entrambi, con maggiore o minore incoscienza - fate Voi - hanno mostrato grinta da vendere.
Alla faccia dei pilotini da intervista guidata e conferenza FIA a domande e risposte predisposte.

Autore: Giovanni Notaro

Tag: Motorsport , formula 1


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