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Tuning

pubblicato il 29 marzo 2009

Fast and Furious: i set delle corse

Azione senza limiti sull'asfalto e nei tunnel degli spacciatori

Fast and Furious: i set delle corse

L'asfalto levigato, gommato e non troppo freddo è perfetto per le corse, come quelle clandestine di Los Angeles, ma l'emozione per le auto raccontata in The Fast and the Furious è talmente forte che si adatta a qualsiasi tipo di circuito, anche a quello improvvisato di un parcheggio sotterraneo in una città come Tokyo, dove se vuoi vincere devi driftare. Insomma, l'unica cosa che conta è la passione che ci metti al volante e nessun altra saga ha saputo dimostrarlo meglio di The Fast and the Furious.

Los Angeles, Miami e Tokyo hanno fatto da sfondo ai primi tre episodi e adesso le luci della ribalta del quarto sono tutti puntati sul Messico. Dopo la breve, ma intensa sequenza iniziale nella Repubblica Dominicana, la storia si sposta nelle polverose zone del deserto messicano, dove le corse si fanno nei tunnel degli spacciatori. Per lo più ricostruiti al computer questi luoghi sono un mix di finzione e realtà: basta dare un'occhiata alle pagine dei quotidiani per scoprire che negli ultimi anni la polizia messicana ha davvero scoperto che la coca viaggiava sottoterra da Tijuana a San Diego in grossi cunicoli scavati dai narcotrafficanti per sfuggire alla polizia. La maggior parte delle scene di "Fast and Furious - Solo parti originali" sono state realizzate sullo sfondo dei roventi paesaggi della Antelope Valley's Acton e di Canyon County, mentre gli elementi più tipici del Messico di provincia non potevano venir ricreati e quindi gli attori e l'intera troupe si sono trasferiti nella piccola città di provincia Magdalena de Kino al confine messicano, nella zona di Sonora.

Ma tornare alle origini di The Fast and the Furious, che ha nei suoi punti di forza proprio quel pizzico di veridicità di ciò che racconta, ha significato anche tornare nella città che era stata d'aiuto nel lanciare la cultura delle corse automobilistiche su strada. Capannoni vuoti e lunghi tratti di strada asfaltata a malapena illuminati dalle luci della città, nella parte più ad est di Los Angeles, hanno ospitato ancora una volta il set della scena "sexy clandestina". La maggior parte del girato durante gli 85 giorni di riprese è stato in esterni a L.A. e nelle zone immediatamente confinanti. Alcuni set sono stati realizzati a Sylmar e a Culver City, mentre altrettanto importante è stato far ritorno ad alcune delle location precedentemente utilizzate in The Fast and the Furious. Nello specifico, la casa di Toretto e il quartiere circostante di Echo Park sono servite a scatenare i ricordi, non solo di attori e troupe, ma anche del pubblico più affezionato.

Quei giorni di lavoro "mi hanno riportato indietro al primo film e fatto provare lo stesso spirito cameratesco dell'epoca", ha detto il produttore Moritz, anche se girare negli stessi luoghi con otto anni di distanza ha significato per i realizzatori della pellicola trovarsi di fronte ad un paesaggio molto cambiato. Sebbene la casa di Toretto fosse ancora in piedi, i nuovi proprietari ne avevano demolito il garage sul retro, quello che ospitava l'amata Dodge Charger di Dom. Comunque non si è trattato di un grosso problema per la scenografa Ida Random: la sua squadra lo ha ricostruito alla perfezione, fin nei minimi dettagli. Il risultato è per chi lo guarda avere la sensazione di tornare in un luogo familiare, come se i Toretto esistessero davvero...

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Tag: Tuning , fast and furious


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