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pubblicato il 30 marzo 2009

Negli USA nuovi limiti di consumo per il 2011

Obama comincia il cammino verso gli obiettivi del CAFE, ma non solo

Negli USA nuovi limiti di consumo per il 2011

Il ministero dei trasporti statunitense, sotto la guida del ministro Ray LaHood, ha stabilito i nuovi obiettivi di consumo medio da raggiungere entro il 2011, pari a 27,3 miglia per gallone (pari a 11,6 km/litro), media suddivisa tra le due categorie di veicoli: le automobili dovranno percorrere 30,2 mpg (12,8 km/litro), i truck (SUV e pick-up) 24,1 mpg (10,2 km/litro). Si tratta del primo passo verso i limiti del CAFE (Corporate Average Fuel Economy) che prevede di abbassare per il 2020 tale soglia a 35 mpg (14,9 km/litro) e che il presidente Barack Obama è intenzionato a portare fino a 40 mpg (17 km/litro) per il 2022 come diretta conseguenza di uno dei punti del suo programma elettorale che prevedeva un miglioramento dell'efficienza energetica per le automobili del 4% all'anno.

Nelle 857 pagine del nuovo regolamento che fissa i nuovi limiti vengono snocciolate tutte le cifre. Calcolando il ciclo di vita medio dei veicoli negli USA, il ministero dei trasporti calcola che grazie alle nuove regole saranno risparmiati 887 milioni di galloni di carburante (3,36 miliardi di litri) e saranno riversati nell'atmosfera 8,3 miliardi di metri cubi di CO2 in meno. Secondo la NHTSA (National Highway Traffic and Safety Administration) questo vorrà dire 64 dollari in meno all'anno per rifornire una normale vettura e 126 per un truck, risparmio che consentirà di ammortizzare i maggiori costi di acquisto delle vetture in 7,7 anni per pick-up, SUV e monovolume e in 4,4 anni per una berlina.

Per i costruttori, il raggiungimento di questi obiettivi costerà 1,5 miliardi di dollari, secondo la Reuters cento milioni in meno, ma la preoccupazione delle Case (come se in questo periodo ne mancassero) è la disomogeneità delle regole nei singoli stati dopo che la California e altri 13 stati si sono conquistati il diritto di applicare regole anti inquinamento ancora più restrittive. Per questo le Big Three chiedono un'armonizzazione delle norme in tutto il paese e un indirizzo chiaro per i 5 anni successivi, fino al 2016.

Obama ha già fatto sapere che non li deluderà ed entro l'anno presenterà un piano dettagliato che porti a grandi passi verso gli obiettivi fissati dal CAFE e superarli. In questo modo, il presidente americano spera anche di dare un segnale politico forte all'Opec e alla speculazione finanziaria perché, con l'auspicata ripresa economica, i cui primi segni sono attesi per la fine del 2009, nessuno speri di riportare il prezzo del barile di petrolio ai livelli del luglio 2008 quando sfiorò i 150 dollari mentre a Wall Street molti emettevano prodotti finanziari derivati che scommettevano sui 200 dollari. Per guadagnarci, facendo pagare gli altri. Ovviamente.

Autore: Nicola Desiderio

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