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pubblicato il 26 marzo 2009

Dossier Come si Fa

"Siamo tutti pedoni"

Anche Bologna ha aderito alla campagna per il rispetto di chi attraversa

"Siamo tutti pedoni"
Galleria fotografica - La campagna "Siamo tutti pedoni" a BolognaGalleria fotografica - La campagna "Siamo tutti pedoni" a Bologna
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Per un giorno Piazza Maggiore a Bologna ha cambiato volto. Sul crescentone si è stagliato un attraversamento pedonale dall'aspetto diverso dal solito: vistose macchie rosse sulle strisce hanno richiamato il ricordo dei troppi pedoni morti. Nel 2007 infatti hanno perso la vita sulla strada circa due persone al giorno e per ribadirlo sono stati esposti in piazza gli articoli di giornale che ne hanno riportato la cronaca dei fatti. Al centro una scritta importante: "Italia 2007: 627 pedoni uccisi e 20.525 feriti. Siamo tutti pedoni!". E proprio questo è il nome della campagna per la sicurezza stradale che sta attraversando il Paese.

Bologna, infatti, è stata la seconda tappa dopo Bari di "Siamo tutti pedoni!" e molte altre piazze d'Italia parteciperanno fino a maggio all'iniziativa coordinata a livello nazionale dal Centro Antartide per dire che la strage dei pedoni può essere drasticamente ridotta. Solo nel 2007 nella provincia di Bologna sono stati uccisi 13 pedoni e più di 800 incidenti hanno coinvolto pedoni e ciclisti, mentre in Italia sono morte 627 persone e 20.525 sono state ferite. Il 29% di questi ha perso la vita mentre attraversava la strada sulle strisce e tra i più colpiti ci sono gli anziani. Infatti, oltre il 50% delle vittime ha più di 65 anni.

L'iniziativa, promossa da molti enti e associazioni sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, invita gli automobilisti a rispettare pedoni e ciclisti ricordandogli che anche loro scenderanno prima o poi dal proprio mezzo e torneranno ad essere pedoni. La diminuzione drastica delle vittime, secondo il Centro Antartide, sarebbe già possibile e a costo zero se si rispettassero le regole, a partire dai limiti di velocità. Un pedone investito a 30 km orari ha infatti solo il 50% di possibilità di sopravvivere, il 10% di possibilità se investito a 50 km orari ed oltre i 60 km orari non ha speranza. Per tutelare le categorie più deboli della strada sevono, si legge in una nota, anche "percorsi protetti, piste ciclabili, l'abbattimento delle barriere architettoniche" e fondamentale è "collegare il lavoro educativo con quello svolto, nel campo della prevenzione e della repressione, dalle forze dell'ordine. Serve, come per altri paesi europei, l'introduzione dell'obbligo per i conducenti di dare sempre la precedenza anche ai pedoni che si accingono ad attraversare".

Per diffondere questo messaggio a Palermo verranno collocate in due piazze sedie vuote a comunicare l'assenza di tante vite perdute sulle strade e a Roma bambini e anziani comporranno sedendosi a terra la scritta "Strada alla vita". In altre città verranno distribuiti fiori agli automobilisti come segnale di "pace" tra pedoni e conducenti a cui verrà regalato anche un post-it da collocare sul cruscotto che recita "Quando guidi rispetta il pedone che è in te!".

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Tag: Attualità , sicurezza stradale


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