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Mercato

pubblicato il 20 marzo 2009

Fiat aggiorna le sue alleanze

Rinviata l'intesa con la cinese Chery, il Lingotto nega l'assunzione del debito di Chrysler

Fiat aggiorna le sue alleanze

Lo sbarco in Cina del Gruppo Fiat dovrà aspettare. Il presidente di Chery, Yin Tongyao, ha annunciato che la joint venture con il gruppo automobilistico torinese slitta di almeno un anno a causa del cambiamento delle condizioni di mercato. E intanto il Lingotto smentisce in una breve nota ufficiale quanto ha detto ieri l'AD di Chrysler, Bob Nardelli, circa l'assunzione da parte di Fiat del 35% del debito che il Gruppo americano avrà nei confronti del governo USA, senza incassare "neanche un centesimo" dei soldi dei contribuenti statunitensi.
"In relazione alle notizie comparse recentemente relative alle ipotesi di alleanza tra la Fiat e Chrysler - si legge nella nota - il Gruppo Fiat intende chiarire definitivamente che l'accordo in discussione non contempla alcuna assunzione, da parte del Gruppo, del debito attuale o futuro della società americana".

Un vero e prioprio botta e risposta tra l'amministrazione torinese e il numero uno del Colosso americano, che ieri è tornato a sottolineare l'importanza dell'accordo con Torino in un video messaggio in cui però ha anche ribadito come Chrysler può andare avanti da sola. Insieme a Fiat avrebbe, tuttavia, un budget annuale per gli acquisti di 80 miliardi di dollari e le auto prodotte sarebbero più efficienti dal punto di vista energetico del 26% rispetto ai modelli che Chrysler metterà sul mercato nel 2010. Intanto, secondo quanto riportato da Automotive News, Fiat starebbe conducendo proprio in questi giorni dei sopralluoghi negli stabilimenti del potenziale alleato ed avrebbe incaricato la Environ Holdings Inc. di Arlington, Virginia, di studiare tutti i vantaggi dell'accordo.

Il progetto di joint venture con la cinese Chery, intanto, è stato rimandato, ma "non accantonato", come ha detto Tongyao. Questo significa che la produzione e la vendita in Cina di vetture Fiat, Alfa Romeo (tra cui la 159) e potenzialmente anche Chery non inizierà quest'anno come originariamente previsto dal memorandum d'intesa firmato nell'agosto del 2007, ma potrebbe farlo entro i prossimi due anni. Una revisione dei tempi che non stupisce molto se si considera che già ad ottobre 2008 il Lingotto aveva frenato sul ritorno dell'Alfa Romeo negli Stati Uniti e a gennaio aveva abbassato da 300 mila a 50 mila il numero delle auto da immatricolare in Cina nel 2010.

Il video messaggio di Bob Nardelli

L'AD di Chrysler, Bob Nardelli, è tornato a sottolineare l'importanza dell'accordo con Fiat in un video messaggio in cui però ha anche ribadito come Chrysler può andare avanti da sola.

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Tag: Mercato , Fiat , produzione , dall'estero , cina


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