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pubblicato il 19 marzo 2009

La crisi cancella il Salone di Londra 2010

Per la prima volta dal 1939 la più grande kermesse britannica non si svolgerà

La crisi cancella il Salone di Londra 2010

La recessione è tornata ad abbattersi sui Saloni dell'auto come una mannaia. Dopo il successo di Ginevra, che aveva regalato al mondo dell'auto una boccata d'ossigeno nella triste atmosfera assenteista di Detroit, è arrivata dal Regno Unito una comunicazione ufficiale che congela di nuovo gli animi: "A seguito di consultazioni con l'industria dell'auto britannica, l'Associazione dei costruttori ha preso la difficile decisione di annullare l'edizione 2010 del British International Motor Show. La recessione e le difficoltà senza precedenti nel Regno Unito e nel mondo rendono impossibile per i costruttori impegnarsi a partecipare a questo appuntamento".

Una nota che cancella in un solo colpo e, per la prima volta dal 1939, l'evento biennale che, accanto a Ginevra, è uno degli appuntamenti più importanti del settore in Europa. "Il British International Motor Show è un evento fondamentale ed eliminarlo è stata una decisione molto sofferta", ha detto Paul Everitt, presidente dell'Associazione dei costruttori britannici - ma il mercato dell'automobile è sotto ad una pressione straordinaria che ha diffuso un clima di incertezza insostenibile". Colossi come General Motors e Chrysler sono sull'orlo del fallimento e dipendono come non mai dall'aiuto di Washington, mentre la terza americana, Ford, sta cercando di vendere Volvo.

I costruttori giapponesi, anche loro alle prese con un eccezionale crollo delle immatricolazioni, hanno diversi stabilimenti nel Regno Unito da cui dipendono 800.000 posti di lavoro: a Sunderland sono a rischio 1.200 dipendenti della Nissan, a Swindon la Honda ha annunciato una riduzione della produttività per 4 mesi e Toyota ha tagliato del 10% lo stipendio dei dipendenti di ben 3 fabbriche. Uno scenario di grave difficoltà in cui le case costruttrici hanno chiesto al governo britannico di intervenire ed hanno finora ottenuto un pacchetto di sostegno da 2,5 miliardi di euro.

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