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pubblicato il 18 marzo 2009

A rischio 100.000 aziende dell'aftermarket auto

Al via la Campagna R2RC per tutelare la libera concorrenza

A rischio 100.000 aziende dell'aftermarket auto

L'automobile è un bene prezioso quasi irrinunciabile per la maggior parte degli italiani e dopo l'acquisto entra nel bilancio familiare per la manutenzione. Calcolando che in Italia la vita media di una vettura è di 7 anni e mezzo è facile immaginare che la spesa per mantenerla sia considerevole. Dati alla mano, il giro d'affari annuo dell'aftermarket in Italia si aggira attorno ai 30 miliardi di euro e le piccole e medie imprese impegnate nel post-vendita sono circa 100.000 ed occupano 350.000 addetti. Una realtà che è cresciuta e che cresce di pari passo con quella dell'auto nuova (che vale all'incirca 50 miliardi di euro annui e che ora soffre per il calo delle immatricolazioni) e insieme alla quale costituisce l'11% del PIL. Per garantire una giusta ed effettiva concorrenza nel post-vendita a beneficio dei consumatori è attivo dal 2002 il Regolamento di Esenzione per Categoria N°1400/2002 (Decreto Monti), che però scadrà a maggio 2010 e che corre il rischio di non essere rinnovato. Per questo e per assicurare a tutti gli operatori un accesso equo e completo alle informazioni tecniche in mano ai costruttori è stata lanciata a livello europeo la Campagna per il diritto alla riparazione (R2RC) che riunisce per la prima volta in un'unica battaglia le diverse Associazioni di categoria.

L'iniziativa è stata presentata oggi a Roma dai responsabili delle associazioni del Comitato Italiano di R2RC: Bruno Beccari, Presidente di Adira (Associazione Distributori Indipendenti Ricambi Autoveicoli); Mario Turco, responsabile nazionale CNA/Autoriparazione; Raffaele Cerminara, segretario nazionale Confartigianato/Autoriparazione; Renzo Servadei, segretario generale di Aica (Associazione Italiana Costruttori Autoattrezzature); Fabrizio Premuti, segretario nazionale Adiconsum, e Claudio Paielli del Direttivo Nazionale Federconsumatori. "Alle Istituzioni Italiane ed in particolare oggi ai rappresentanti del Governo - ha detto Beccari - chiediamo maggiore attenzione e sensibilità per i problemi dell'aftermarket indipendente e chiediamo espressamente che i tavoli di lavoro governativi siano aperti a tutto il comparto auto che, oltre ai costruttori, contempla la componentistica, la produzione di attrezzature da officina, la distribuzione di ricambi e le officine di riparazione e di revisione".

"Aiutateci ad aiutarvi", ha risposto il Sottosegretario ai Trasporti, Bartolomeo Giachino, che era presente alla conferenza per dimostrare tutto l'interesse dell'esecutivo. "Dalla qualità delle vostre proposte dipende la qualità delle nostre azioni", ha ribadito. In particolare le autofficine indipendenti hanno chiesto più tutela per restare competitive e resistere alla concorrenza dei riparatori legati alle case automobilistiche avvantaggiati dell'accesso diretto alle informazioni tecniche sugli autoveicoli. "Senza la possibilità di accedere, a costi ragionevoli, a queste informazioni - ha spiegato Cerminara - gli autoriparatori indipendenti non potrebbero effettuare una corretta diagnosi dei guasti e sarebbero privati del loro diritto di manutenere e riparare le auto. Verrebbe meno, così, la concorrenza nel mercato del post-vendita automobilistico, mentre gli automobilisti perderebbero la libertà di rivolgersi all'autoriparatore di fiducia".

Inoltre si tratta di "un settore per sua natura non delocalizzabile, in quanto non possiamo far riparare l'auto in Paesi a basso costo del lavoro", come ha ricordato Servadei. "Un settore così importante sia oggi che in prospettiva futura non può pertanto essere lasciato privo di una regolamentazione che ne esalti peculiarità e potenzialità. Tale regolamentazione è ancora più necessaria considerando che dà lavoro, solo in Italia, a circa 100.000 piccole e medie aziende".

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Tag: Attualità , lavoro , roma


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