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pubblicato il 17 marzo 2009

Giovani sempre più ubriachi

A rischio 1 milione 500 mila ragazzi, spesso neopatentati. Aumentano le donne

Giovani sempre più ubriachi

L'alcol alla guida è la prima causa di morte tra i giovani e la tendenza ad abusarne si sta diffondendo sempre di più anche nel nostro paese, dove la cultura mediterranea del gusto e del consumo ai pasti dovrebbe dominare per tradizione. I giovani a rischio sono 1 milione e 500 mila, ragazzi poco più che adolescenti, neopatentati o futuri automobilisti di età compresa tra gli 11 e i 24 anni. A rivelarlo sono i dati dell'Osservatorio Nazionale Alcol dell'Istituto Superiore di Sanità, presentati nella quinta Conferenza Nazionale sulle Politiche antidroga che si è svolta a Trieste.

Le statistiche dimostrano che proprio i ragazzi di età compresa tra i 18 e i 24 anni sono quelli per cui il rischio di determinare o subire un incidente è più alto e la correlazione tra alcol e guida è molto forte se si pensa che ogni anno in Italia 2.800 giovani alla guida perdono la vita perché hanno alzato troppo il gomito. Secondo l'Osservatorio l'abuso di alcol sta crescendo soprattutto tra le ragazze. Il valore della media nazionale delle consumatrici a rischio è pari al 7,8% e tra gli 11 ed i 18 anni sono a rischio il 22,4% dei ragazzi e il 13% delle ragazze, che hanno uno stile di consumo dannoso e rischioso soprattutto in Piemonte, Trentino Alto Adige (i maschi) e Veneto e Trentino (femmine). Tra i 19 ed i 24 anni è a rischio il 25,3% dei maschi e il 10,4% delle femmine, soprattutto in Valle d'Aosta ed Emilia Romagna (i ragazzi), in Liguria e Trentino Alto Adige (le ragazze).

E' stato inoltre calcolato che, negli ultimi dieci anni (dal 1996 al 2006), il numero degli alcol dipendenti in cura presso i servizi del Servizio Sanitario Nazionale destinati alla cura, alla riabilitazione e al reinserimento sociale è aumentato del 187%, con una media annuale che supera il 19%. Attualmente gli alcoldipendenti in terapia in Italia sono circa 61.000, persone di tutti i ceti sociali, di tutte le età, di ogni livello di istruzione con una recente, preoccupante impennata tra i giovani: l'1 % circa degli alcoldipendenti ha infatti un'età inferiore ai 19 anni, il 10% un'età compresa tra 19 e 29 anni. Tutti potenzialmente patentati.

"A livello comunitario sono stati molti i piani d'azione proposti dagli stati membri a tutela di questa fascia di popolazione che, insieme alle donne, è considerata quella più a rischio per problematiche alcol correlate", ha detto Emanuele Scafato, direttore dell'Osservatorio Alcol CNESPS dell'ISS. In Italia per combattere questo fenomeno ed informare i giovani dei rischi che corrono si è pensato alle tabelle alcolemiche, che sono diventate obbligatorie nei locali, ma l'educazione al bere non si ferma qui e le campagne per la guida sicura promosse da diverse Associazioni sono tantissime. Per combattere le stragi del sabato sera è anche stata avviata da qualche mese la sperimentazione di un alcoltest che decide se dare o meno la patente, mentre in Parlamento sono in molti a credere nella tolleranza zero. Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che, dopo aver proposto di togliere per sempre la patente a chi si droga, ha detto di essere favorevole "al tasso alcolemico zero, almeno per una certa fascia di età, quella più esposta al rischio di incidenti". Il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, ha invece proposto di portare il limite alcolico a zero per i giovani fino a 21 anni e per i neopatentati con l'estensione del valore zero per i conducenti professionisti, da quelli dei mezzi pubblici agli autotrasportatori.

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Tag: Attualità , incidenti , sicurezza stradale


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