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Mercato

pubblicato il 17 marzo 2009

Fiat-Chrysler: un'alleanza da 10 miliardi di dollari

Nardelli stima i valori dell'accordo che la task force non è convinta di accettare

Fiat-Chrysler: un'alleanza da 10 miliardi di dollari

L'alleanza con Fiat vale per Chrysler da 8 a 10 miliardi di dollari e potrebbe salvare 5.000 posti di lavoro. L'amministratore delegato del Gruppo americano, Robert Nardelli, ha stimato in questi termini l'eventuale accordo con il Lingotto in una email che ha indirizzato ieri a tutti i dipendenti. La partnership con Torino avrebbe un valore molto simile a quello che il governo degli Stati Uniti potrebbe dare in totale a Chrysler, che ha già ricevuto 4 miliardi di dollari e punta ad ottenerne altri 5. Un ulteriore aiuto economico su cui però la task force di Obama sta ancora riflettendo. I garanti di Washington, inoltre, non sono molto convinti della nuova relazione con il Gruppo italiano e temono che il denaro dei contribuenti americani possa finire nelle casse piemontesi.

Steven Rattner, top advisor della task force, ha spiegato in un'intervista a The Detroit News che il suo team di esperti deve "capire meglio la posizione di Fiat e se la potenziale partnership con Chrysler è realistica".

Robert Nardelli è convinto che il suo Gruppo continuerà a vivere anche senza Fiat, come scritto nella email, tuttavia il futuro sembra preoccuparlo. Intervistato oggi dal New York Times, Nardelli ha confessato di nutrire dubbi sulla possibilità di salvare il Gruppo dal fallimento. "Spero di sbagliarmi - ha detto - ma non ho grande fiducia visto il quadro attuale sul fatto che noi potremo evitare la bancarotta", una dichiarazione che ha evidentemente lo scopo di allentare i cordoni del governo di Washington e agitando spettri di disastro sociale. Non è il primo esempio di questa strategia mediatica assunta da alcuni Costruttori.

L'unico punto fermo nell'orizzonte di Chrysler sembra, a giudicare dalle parole di Nardelli, l'obiettivo di "mantenere la quota di mercato al 10%". Un target che appare ambizioso in una situazione tanto complessa. L'alleanza con Fiat avrebbe un ruolo chiave perché permetterebbe a Chrysler di risparmiare "da 3 a 5 anni nello sviluppo di tecnologie a basso impatto ambientale" e questo le darebbe "un buon vantaggio sulla concorrenza", come ha scritto Nardelli. Il Gruppo torinese "ci metterebbe a disposizione il suo intero portafoglio di prodotti, la tecnologia powertrain, la distribuzione globale per i veicoli che produciamo - ha specificato - nonché sinergie nelle aree di acquisto e di ingegneria".

Per realizzare tutto questo è ad ogni modo cruciale che Washington sia soddisfatta. Le richieste fissate dall'esecutivo sono molte e riguardano, ad esempio, l'allineamento dei costi del lavoro a quelli dei produttori di auto giapponesi che operano negli USA e la conversione in capitale della metà dei 10,6 miliardi di dollari che Chrysler ha versato a un fondo gestito dal sindacato. Proprio per questo il Gruppo di Detroit continua a trattare anche con il sindacato United Auto Workers.

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Tag: Mercato , Chrysler , detroit


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