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Mercato

pubblicato il 13 marzo 2009

La BEI presta 7 miliardi di euro alle Case europee

L’obiettivo è spingere la ricerca dell’auto “verde”, ma per i Costruttori non basta

La BEI presta 7 miliardi di euro alle Case europee

La Banca Europa di Investimenti ha concesso un prestito di 7 miliardi di euro alle Case che aderiscono all'ACEA, l'associazione dei costruttori europei o che hanno stabilimenti nel Vecchio Continente, 3 dei quali sono a disposizione già da ieri mentre il resto sarà fruibile entro la metà dell'anno. Lo scopo del prestito è principalmente quello di sostenere la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie per diminuire i consumi e le emissioni.

Per quanto benvenuti, questi finanziamenti sono però giudicati dall'ACEA ancora insufficienti a fronteggiare la presente situazione economica perché - sottolineano a Bruxelles dove l'associazione ha la propria sede - c'è in generale un forte restringimento del credito a tutti i livelli e i mercati finanziari, nonostante le robuste iniezioni di denaro da parte delle istituzioni, non stanno funzionando. Di questa situazione a soffrire più di tutte è proprio l'industria automobilistica che, per sua natura, è ad alta intensità di capitale sia nei processi industriali, sia in quelli commerciali e di acquisto.

Per questo l'ACEA sollecita ancora una volta tutte le istituzioni a mettere in cima alle loro agende l'Automobile sostenendola in ogni modo anche evitando di appesantirla ulteriormente con regolamentazioni e legislazioni che implicherebbero costi aggiuntivi. A soffrirne ulteriormente sarebbero non solo le industrie, che impiegano direttamente 2,3 milioni di persone, ma tutto il mondo dei fornitori e delle reti commerciali e di assistenza che ruotano intorno e impiegano altre 10 milioni di persone. Per dare una dimensione, questo business fattura ogni anno in Europa 550 miliardi di dollari, il 4% dei quali è investito in attività di ricerca e sviluppo. Questo fa dell'Automobile il maggiore investitore in questo campo e, insieme ad altre cifre, spiega il ruolo nodale di questo business per tutta la nostra economia. Per questo che, lasciano intendere da Bruxelles, occorre farlo ripartire perché sia di nuovo il motore della ripresa in Europa.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , dall'estero , lavoro


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