Mercato

pubblicato il 10 marzo 2009

La task force di Obama in visita da GM

Test drive della Chevrolet Volt e faccia a faccia con gli operai a rischio licenziamento

La task force di Obama in visita da GM

A meno di tre settimane dalla data in cui GM e Chrysler dovranno rendere conto alla Casa Bianca degli eventuali progressi fatti grazie ai finanziamenti ricevuti, la task force di Obama si è recata a Detroit ed ha visitato gli stabilimenti di GM. "E' molto importante che vedano con i propri occhi in che condizioni è la capitale dell'auto", ha detto Aaron Bragman, analista della IHS Global Insight. Negli USA, infatti, il dibattito sull'eventuale rifinanziamento del prestito è molto acceso. Chrysler potrebbe salvarsi, secondo gli analisti, soltanto grazie a dei partner stranieri (leggi Fiat), e GM ha ammesso di essere molto vicina alla bancarotta. Un'eventualità che secondo l'opposizione repubblicana sarebbe da preferire ad un altro intervento dello Stato ed anche il 64% degli americani sarebbe, secondo un sondaggio, contrario a nuovi aiuti.

In questo clima di alta tensione, la task force incaricata dal presidente Barack Obama di vigilare sul buon utilizzo dei soldi dei contribuenti dati ai due Gruppi automobilistici ha visitato gli stabilimenti di GM. Il gruppo di esperti ha seguito i lavori di assemblaggio, conosciuto gli operai, visitato il quartier generale della UAW (United Auto Workers) ed ha anche toccato con mano gli ultimi progressi in campo tecnologico del Gruppo americano. Il team di supervisori ha infatti potuto testare la Chevrolet Volt, l'orgoglio ecologico della General Motors che secondo i piani dovrebbe debuttare negli Stati Uniti il prossimo anno.

"La visita di oggi è stata fondamentale per noi", ha detto Greg Martin, portavoce dello stabilimento. "I nostri ospiti hanno potuto vedere quanta passione c'è in chi lavora per GM e quante soluzioni tecnologiche di ultima generazione possiamo realizzare con il piano di ristrutturazione". Un piano che prevede, lo ricordiamo, il licenziamento di 47 mila persone entro la fine dell'anno, la chiusura di 14 stabilimenti nei prossimi tre e la vendita o la definitiva cancellazione di marchi come Saturn, Saab, Hummer e Pontiac.

Raccolte le informazioni necessarie, la delegazione è tornata a Washington per riferire al presidente, che dovrà decidere se intervenire ancora in aiuto dei due grandi Gruppi sull'orlo del baratro o lasciarli da soli.

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Tag: Mercato , General Motors , detroit


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