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pubblicato il 9 marzo 2009

Salone di Ginevra 2009: a che gioco giochiamo?

Emozioni a caro prezzo

Salone di Ginevra 2009: a che gioco giochiamo?
Galleria fotografica - Ginevra 2009: a che gioco giochiamo?Galleria fotografica - Ginevra 2009: a che gioco giochiamo?
  • Ferrari 599XX   - anteprima 1
  • Mercedes SLR McLaren Stirling Moss	   - anteprima 2
  • Pagani Zonda R - anteprima 3
  • Pagani Zonda R   - anteprima 4
  • Aston Martin Project One-77  - anteprima 5
  • Aston Martin - anteprima 6

Contro gli spettri della crisi, contro gli scenari infausti della congiuntura negativa, contro le tristi immagini dei serpentoni di disoccupati americani che, da ricchi e prosperosi manager, si mettono in coda per un posto da elettricista, niente di meglio che prestare occhi e pensieri a quella categoria di proposte e novità che al Salone di Ginevra 2009 somiglia in tutto e per tutto a un vero Cantico delle beatitudini automobilistiche.
Da quelli che possono solo permettersi di sognarle, a quelli che hanno il grave problema di come "incastrarla" in garage tra gli altri pezzi della collezione, tutti, al Salone di Ginevra, hanno la possibilità di concedersi attimi di piacere con le proposte più "estreme" (anche di prezzo) del mercato per la stagione 2009, si vada dal nuovo modello che ha di nuovo la locuzione "Anniversary" a quelle capaci di scatenare folli corse all'acquisto di una serie ultralimitata per avere il privilegio di portarne a casa un esemplare. Ecco quelle che ci paiono le più pazzesche.

FERRARI 599XX
Quelli che se sono diventati calvi a furia di strapparsi i capelli dall'isteria per non essere riusciti a far parte dell'ambito programma Ferrari FXX possono trovare adeguata consolazione con la Ferrari 599XX, ma anche in questo caso devono essere, come amava dire Wanna Marchi durante i suoi gorgheggi televisivi ai tempi d'oro "veloci, dinamici e svelti". Questo ambitissimo giocattolo non può andare su strada e non può partecipare ad alcuna competizione in quanto non rispetta alcun regolamento. Va a formare un club eufemisticamente elitario di clienti che la guideranno nei principali circuiti del mondo alimentando il progresso tecnologico di casa Ferrari e l'invidia di mezzo mondo.
Dal suo V12 ottimizzato nell'elettronica, aspirazione, scarico e in alcune parti strutturali, eruttano 700 CV mentre il regime massimo di rotazione è spostato a 9.000 giri. L'abitacolo, ovviamente, è stato denudato ed è stato diversamente arredato per rispondere alle nuove esigenze: gabbia rollbar a vista, sedili a guscio, plancia interamente in fibra di carbonio, "tappetini" in metallo zigrinato e, naturalmente, presa 12V per agganciare l'alimentazione della videocamera (metti che sei in pista a sfogarti e sei costretto a presiedere una videoconferenza con il Consiglio di Amministrazione...).

MERCEDES SLR MCLAREN STIRLING MOSS
Se non si fosse verificato il tragico incidente di De Portago all'edizione '57, probabilmente la Mille Miglia sarebbe proseguita ancora qualche anno... Utopico pensare che oggi si potrebbe ancora disputare alle stesse condizioni dell'epoca. Ma perché, in fondo, privarsi di simili piacevoli fantasticherie? Ecco, infatti, l'auto più giusta, la vera erede della 300 SLR "numero 722" mattatrice dell'edizione '55. L'SLR Stirling Moss ha tutto della sua progenitrice, a cominciare da quell'aura di misticismo che la proietta al passato. La vedi e vieni ipnotizzato e pensi a quanto sarebbe fantastico portarla in gara. Altro che utilizzarla ogni tanto, nei festivi, con sole pieno e umidità non troppo elevata! 75 esemplari, 750.000 euro. In Italia sembra che ne arriverà una.

PAGANI ZONDA R
Il noto collezionista italo-americano Benny Cajola ha caldamente dichiarato di averne acquistata una (il telaio 001) allo scopo precipuo di completare l'arredamento del salotto (disegnato da Pagani Automobili!). Opinione totalmente non giustificabile, ma, tutto sommato, comprensibile: la ammiri a cofano aperto, resti incantato e pensi che se Antonio Canova fosse in attività, avrebbe messo in vendita Amore e Psiche su Ebay sperando "di ricavarci qualche euro". La Zonda R è davvero una scultura di arte ingegneristica dove ogni particolare, ogni tubo, ogni pezzo metallico o in carbonio sembra il componente unico di un fantastico polittico da ammirare sul piedistallo. La domanda, a questo punto, è banale, già vecchia, ma degna di un dialogo sui massimi sistemi: meglio lei, la Ferrari FXX o la Maserati MC12 Versione Corse?

ASTON MARTIN ONE-77
Allo stand Aston Martin è una sofferenza. Vedi il suo manichino da un lato, vedi il nudo telaio completo di sospensioni e motore dall'altro e ti chiedi con quale delle due vorresti girare per strada per ipnotizzare gli altri automobilisti. Con quelle pinne che si aprono ai lati del fari, quel musone che pare una pista di atterraggio di una portaerei ti toglie il fiato. Ma ammirare il telaio monoscocca in fibra di carbonio, le "putrelle" che tengono su il V12 da 7,3 litri e l'architettura delle sospensioni è veramente una delizia per lo sguardo e ti verrebbe voglia di circolare anche senza carrozzeria!

RUF GREENSTER
Nonostante le innumerevoli possibilità di personalizzazione oltre alla vasta gamma di modelli Porsche, qualcuno potrebbe comunque non sentirsi soddisfatto della customizzazione made in Zuffenhausen. Ecco un'alternativa: Alois Ruf, in quel di Pfaffenhausen, dagli anni '60 ripara tutte le Porsche, dai tardi anni '70 le prepara. E se si pensa che a metà anni '80 riuscì a lanciare una 911 Carrera 3.2 biturbo a 342 km/h (la CTR "Yellobird") proponendola come normale kit di potenziamento, evidentemente significa che ci sa fare.
La Greenster è come un canto della Divina Commedia: simbolismi e allegorie a profusione sul mito 911. Dal grande rollbar ad arco al lunotto in tela all'alettoncino posteriore alla tappezzeria in stile Anni '70. Tre motorizzazioni disponibili: dal motore totalmente elettrico (950 Nm, 1.600 chili di peso complessivo, 300 chilometri di autonomia) a un kit biturbo capace di minare pericolosamente l'autostima di una Porsche 997 Turbo di serie.
Il prezzo? Decisamente sopra l'abbuffata di optional per una Porsche originale, ma vuoi mettere l'unicità?

BUGATTI VEYRON CENTENAIRE
Il marchio Bugatti è stato fondato nel 1909. A quell'epoca, in cui l'automobile era una farfalla appena uscita dal bozzolo e con il Futurismo a osannare il mito della velocità (se all'epoca ci fosse stato già il Tutor, sarebbe stato quasi peggio dell'apologia fascista) ogni nuova idea era una festa. Oggi che di idee nell'automobilismo ce ne sono poche, la grandeur esibita dal marchio Bugatti non può che scatenare ironie, barzellette, sarcasmi. "Let it be" cantavano i Beatles e godiamoci la Bugatti del Centenario: costa 1.350 mila euro, un vero calcio nel sedere alla miseria per poi non poter nemmeno sapere quale sia l'emozione di viaggiare a 400 orari nemmeno in Germania (si dice che al decano dei collaudatori Loris Bicocchi, sia esplosa una gomma mentre stava testando il prototipo di una Veyron a velocità simili... chissà quale fu la sua emozione...). Però, per chi ha il "potere" di intelligerne l'essenza, non c'è dubbio che sia la migliore eco della straordinaria verve progettuale di Ettore Bugatti, personaggio che non ebbe nulla a che invidiare con Enzo Ferrari.

LAMBORGHINI MURCIELAGO 670-4
Bella. Ma qualcosa non quadra. Ha 670 cavalli, 30 in più rispetto alla LP640, eppure il design sembra urlarne "almeno" 900. Rispetto alla LP640, inoltre, è più leggera di 100 chili (ma ne pesa, comunque, ben più di 1.500). La sigla SV sulle portiere a forbice evoca il medesimo tatuaggio che esibiva la versione iper-sportiva della Miura, auto che nel lontano '67 fu la prima a sfondare il muro dei 300 orari. Sorge quindi una riflessione: che la Miura SV di allora fosse prima di tutto una macchina SelVaggia e che, per sillogismo aristotelico, anche questa LP 670-4 SV avrebbe dovuto essere un trionfo della furia selvaggia di un toro. Ecco, quindi, come ci sarebbe piaciuto conoscerla: potenza superiore ai 700 CV, peso ancora più contenuto, trazione rigorosamente posteriore (in luogo dell'integrale di serie) e, perché no, cambio rigorosamente manuale (al posto del semiautomatico). E, infine, a volerne davvero fare una Lamborghini SV, una tiratura molto più limitata rispetto ai 350 esemplari programmati. Ma, si sa, di questi tempi i bilanci hanno più fame del solito e il Marketing è come la maionese: "va su tutto".
Insomma... più la ammiriamo e restiamo incantanti da cotanta presenza, più ci viene in mente la Sinfonia n.8 di Franz Schubert ("l'Incompiuta"...)

GUMPERT APOLLO SPEED
Chi si sente già felice e contento con la sua Apollo non può certo immaginare di trovarsi fuori dal casello di ingresso in autostrada a fianco di una Apollo Speed e pensare di farla franca... il rischio di annusare la puzza dei suoi scarichi è troppo elevato! Il costruttore presenta a Ginevra il suo piatto forte con tre sapori: 650, 700 e 800 cavalli, ma già usufruendo del secondo step, la Speed si proietta a 100 orari con partenza da fermo in 3", a 200 in meno di 9" e tocca 400 km/h. Prezzi a partire da 300.000 euro. Meraviglie del V8 4.2 biturbo della prima Audi RS6.
E, per carità, non chiediamoci cosa accadrebbe se il "felice e contento" cliente di cui sopra decidesse di controbattere alla Speed facendosi installare nel vano motore della sua Apollo il V10 biturbo della seconda RS6.

BRABUS GV12 S
Se la compri, ti devono dare "di serie" anche la tunica, i Rayban, baffi e barba da sceicco (ma anche l'auto cisterna, ovviamente preparata Brabus, per starti dietro). Sennò sei incoerente. Mentre si festeggiano i 30 anni della classe G, l'unica a poter contendere, con la Land Rover Defender, il titolo di "vera" fuoristrada del mercato, Brabus non ci sta e a costo di ricevere una denuncia per stupro, ha deciso che si doveva dare all'offroad Mercedes per eccellenza, le caratteristiche ideali per farne un "giocattolo" su ruote. Ed eccola: 700 CV, 1.320 Nm, da 0 a 100 in 4"3 e "solo" 240 km/h (senza il limitatore salgono a 260). Con lei, considerando che se già la metti in moto hai speso un capitale in carburante, se c'è un litro in meno del pieno nel serbatoio sei già quasi in riserva. Tanto vale viaggiare sempre con la spia della riserva accesa.

Autore: Alvise-Marco Seno

Tag: Eventi , ginevra


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