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Prototipi e Concept

pubblicato il 6 marzo 2009

Italdesign Giugiaro Frazer-Nash Namir

Debutto a Ginevra per la supercar veloce ed ecologia di Giugiaro

Italdesign Giugiaro Frazer-Nash Namir
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Come di consueto, non poteva mancare al Salone di Ginevra una concept car firmata Giugiaro: ecco dunque l'inedita Namir, "tigre" in lingua araba, realizzata in collaborazione con Frazer-Nash, azienda britannica specializzata in tecnologie ibride. Una concept, dunque, che non è soltanto una proposta di design per una supercar estrema, ma che si aggiunge alle recenti idee per vetture insieme sportivissime ed "ecologiche", di cui fanno parte anche due creazioni della stessa Italdesign: la Alessandro Volta del 2004, con sistema ibrido Toyota, e la recente Quaranta.

DESIGN DALLE LINEE FORTI
Al primo sguardo, colpisce innanzi tutto la forma decisa di questa particolarissima coupé a due posti, che poggia su grandi cerchi OZ da 20 pollici e che riprende il principio della vettura sportiva dall'altezza ridotta e dalle carreggiate larghe, con linee molto tese e "a cuneo", cofano lungo ed affusolato e coda alta e tronca: elementi che hanno caratterizzato molte sportive firmate Giugiaro. In questo caso, tuttavia, c'è in più l'impiego di un motivo grafico "a rombo" molto forte, che richiama il logo storico di Frazer-Nash, e che viene riproposto in numerosi elementi della carrozzeria: dai fari anteriori al contorno del parabrezza, dalla "piega" della fiancata alle prese d'aria, dall'estrattore posteriore alle appendici aerodinamiche. All'interno, invece, spiccano da un lato le forme sportive ed essenziali degli elementi interni, leggeri e sospesi sulla struttura portante, dall'altro l'accostamento originale di materiali e di tessuti (pelli, tweed, acciaio satinato); il tutto con l'impiego di alta tecnologia elettronica, come manifestato dai comandi nel tunnel centrale, dai monitor touch-screen, dallo stesso volante multifuzione. La particolare forma e la disposizione meccanica ha anche permesso di ricavare un vano bagagli nello sbalzo posteriore di ben 400 litri.

TELAIO LEGGERO E SPORTIVO
Meccanicamente, la vettura è costruita come una vera supercar sportiva: troviamo dunque un telaio monoscocca in fibra di carbonio con pannelli honey comb, che include anche l'alloggiamento delle sospensioni posteriori, indipendenti e a triangoli sovrapposti anche all'avantreno. La struttura è dunque leggerissima (110 kg) ma nello stesso tempo adeguatamente rigida; anche la carrozzeria è leggera, essendo realizzata in alluminio, con il cofano in un pezzo unico in fibra di carbonio. La trazione è integrale, ma attraverso la collocazione di motori elettrici per ogni singola ruota, mentre il motore endotermico è disposto in posizione trasversale posteriore.

CUORE ECOLOGICO
Per una vettura simile si potrebbe immaginare una motorizzazione votata principalmente all'ottenimento delle maggiori prestazioni: in effetti questo è vero, ma l'obiettivo è stato anche la realizzazione di una concept car "ecologica". Il sistema ibrido della Namir prevede infatti un motore rotativo di 814 cc, accoppiato ad un generatore per caricare le batterie ai polimeri di litio, e due motori elettrici gemellati disposti su avantreno e retrotreno, che forniscono una potenza complessiva di 370 CV. Trazione e trasmissione sono interamente elettriche: in tal modo, le emissioni di CO2 risultano bassissime (meno di 60 g/km), e anche i consumi sono sorprendentemente ridotti (la media dichiarata è di 39 km/litro), per un'autonomia teorica di circa 2.000 km con un serbatoio di 50 litri. Il sistema, peraltro, è controllato dai monitor nell'abitacolo, che forniscono anche informazioni sullo stato delle batterie, mentre contribuisce alla riduzione dei consumi il climatizzatore alimentato in parte da energia fornita da pannelli solari nascosti sotto la vetratura.

PRESTAZIONI DA SUPERCAR
Alla voce prestazioni, comunque, la Namir non sfigura: vengono dichiarati oltre 300 km/h di velocità massima, e l'impiego dei motori elettrici dovrebbe garantire buoni tempi in accelerazione, stimati in 3,5 secondi (0-100 km/h) e 10,4 secondi (da 0 a 200 km/h). Le doti stradali sono accentuate dall'impiego dei normali controlli elettronici presenti nelle auto a propulsione termica, come ABS, controllo della trazione, controllo della stabilità. Il tempo sul giro ottenuto nella pista di Monza è di 1'51", ma per il momento soltanto in una simulazione virtuale.

PROGETTO COMPLETO
Non si tratta, dunque, solo di un progetto di stile, ma di un banco di prova della capacità di ingegnerizzazione completa da parte di Italdesign Giugiaro: la divisione engineering ha realizzato carrozzeria, meccanica e layout, il centro stile ha definito le forme di carrozzeria ed interni, le parti elettriche ed elettroniche sono state sviluppate in collaborazione con Frazer-Nash, e infine il prototipo è stato costruito negli stabilimenti di Italdesign. Fabrizio Giugiaro è solito guidare personalmente le concept da salone marchiate Italdesign Giugiaro: quasi certamente lo vedremo molto presto alla guida di una Namir...

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Autore: Sergio Chierici

Tag: Prototipi e Concept


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