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Tecnica

pubblicato il 4 marzo 2009

Fiat Multiair, aria nuova tra i motori

Tecnologia rivoluzionaria in arrivo a partire dal 2009 sulla MiTo

Fiat Multiair, aria nuova tra i motori
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Aria nuova, anzi molta aria per i motori Fiat del futuro. La Casa torinese ha infatti presentato oggi ufficialmente il suo Multiair, una linea di confine netta per la strategia dei propulsori che arriveranno fin dalla fine del 2009 quando il primo 4 cilindri con questa tecnologia farà il suo debutto sull'Alfa Romeo MiTo, sarà poi la volta del bicilindrico 900 cc.

La rivoluzione del Multiair è nell'aria, ma soprattutto nella testa, anzi nella testata dei motori. Attraverso questo sistema, sviluppato con la Schaeffler sin dal 2005, si rende la gestione dei tempi, dell'alzata e della fasatura delle valvole di ciascun cilindro indipendente dagli altri grazie agli attuatori elettroidraulici che dall'albero a camme ricevono l'energia idraulica per aprire le valvole, mentre il resto è fatto dai solenoidi. Una delle possibilità del Multiair è anche quella di poter aprire le stesse valvole due volte durante lo stesso ciclo superando un limite strutturale degli alberi a camme meccanici. In questo modo il motore recupera un 10% di energia normalmente persa nel pompaggio del pistone e si attua un recupero dei gas di scarico naturale senza un dispositivo EGR specifico. I benefici sono notevoli: -10% in consumi ed emissioni di CO2, +15% di coppia, +10% di potenza con una riduzione delle emissioni del 40% in idrocarburi incombusti (HC) e monossido di carbonio (CO), addirittura del 60% per gli ossidi di azoto (NOx). I benefici di questa tecnologia sono massimi con il turbocompressore e l'iniezione diretta che consente di ridurre la cilindrata dei motori e avere, a parità di potenza, una riduzione dei consumi e delle emissioni che sale al 25%. Il bello è che il sistema Multiair può essere applicato potenzialmente a qualsiasi motore Fiat esistente perché riguarda la testata e l'elettronica di gestione.

L'altra novità è che questo stesso principio può essere applicato a motori che bruciano qualsiasi combustibile: bioetanolo, GPL, Metano e anche gasolio. Per i Diesel i guadagni sono ugualmente molto interessanti con un aumento delle prestazioni pari a quello ottenibile sui benzina, un calo di HC e CO pari al 40% e 30% per i NOx, cruciali per il raggiungimento degli standard fissati dalle normative Euro 6. In Fiat parlano di un primo Diesel Multiair per il 2011, capace forse di osservare l'Euro 6 senza i filtri SCR di vario tipo che serviranno ad altri costruttori per raggiungerli.

Ma il Multiair non ha solo queste potenzialità. È infatti nato come progetto per la Formula 1 e non è escluso che possa essere utilizzato anche per i propulsori del futuro di Ferrari e Maserati in modo da ridurne la cilindrata e con essa le emissioni e i consumi senza sacrificarne le prestazioni, sia con il turbocompressore sia senza se si sceglierà di andare avanti con la strategia degli alti regimi. Si tratta insomma di una tecnologia rivoluzionaria, ma i vertici di Fiat stavolta non faranno l'errore compiuto con il Common Rail (svenduto a Bosch, che ne ha fatto uno standard mondiale): il Multiair non è in vendita, né ora né mai, al massimo potrà essere ceduto in licenza e condiviso con i partner attuali o potenziali.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Tecnica , Fiat , ginevra


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