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Retrospettive

pubblicato il 11 gennaio 2005

Lancia Dedra

L'ultima berlina di Chivasso (di successo)

Lancia Dedra

La Lancia Dedra debutta ufficialmente nell'Aprile del 1989, destinata inizialmente ad affiancare e poi a sostituire la Prisma che, a sei anni dalla nascita, fatica ormai a tenere il passo delle più recenti avversarie. Il momento è piuttosto favorevole per la Lancia: la Thema è stata recentemente aggiornata e, nonostante sia sul mercato da cinque anni , incontra ancora molte preferenze, la Delta (classe 1979) non finisce mai di sorprendere e grazie ai continui successi nelle competizioni sta vivendo una seconda giovinezza, la Y10 (venduta in Italia col marchio Autobianchi) è stata oggetto d'un leggero restyling ed anche per lei le vendite vanno a gonfie vele. Il compito della Dedra è impegnativo: deve infatti raccogliere l'eredità della Prisma, che ha rilanciato il marchio Lancia nel settore delle vetture medie, ampliandone se possibile il suo bacino d'utenza. Basata sul pianale della "cugina" Fiat Tipo e di dimensioni maggiori rispetto alla sua progenitrice (lunghezza 4,34 metri - larghezza 1,70 metri - altezza 1,43 metri - passo 2,54 metri), la Dedra si presenta come una sorta di vice ammiraglia, una vettura in grado di soddisfare chi cerca una berlina elegante ma non vuole o non può acquistare una vettura del segmento superiore, come la Thema.

A guardarla di fronte la Dedra tradisce subito la sua appartenenza alla "dinastia" delle Lancia, grazie all'immancabile mascherina, con ai lati i sottili gruppi ottici (simili a quelli della Thema) ed in basso il paraurti con l'alloggiamento per la targa e gli eventuali fari fendinebbia. I tergicristallo sono a scomparsa, a sottolineare l'attenta cura aerodinamica del progetto.
La fiancata è caratterizzata interamente da una nervatura nella parte superiore, all'altezza delle maniglie (incassate nella carrozzeria) e da una modanatura laterale contenente la sigla d'identificazione del modello; il montante posteriore è piuttosto largo e si raccorda morbidamente con la coda; non ci sono gocciolatoi a vista ed i vetri sono quasi interamente a filo con la carrozzeria. Il tetto è caratterizzato da una scalfatura, appena accennata, che lo percorre trasversalmente all'altezza dei montanti posteriori.
La coda è alta, ed è caratterizzata da gruppi ottici divisi in due parti (retronebbia e luci di retromarcia sul baule, così come avveniva nella Prisma), permettendo un'ampia apertura per il bagagliaio.

L'abitacolo, ben accessibile davanti e dietro grazie all'ampio angolo di apertura delle portiere, è decisamente più ampio rispetto a quello della Prisma, anche se si sta comunque più comodi in quattro piuttosto che in cinque; a richiesta è possibile ottenere i rivestimenti in pelle o in alcantara.
Il posto guida è ben studiato e facilmente adattabile alle diverse corporature, grazie alla presenza del volante a quattro razze regolabile in altezza e, di serie o a richiesta a seconda delle versioni, del sedile guida regolabile in altezza.
I comandi secondari, condivisi con la Fiat Tipo, sono raggruppati nelle due levette multifunzione ai lati del volante, ma sono un po' scomodi; le versioni più ricche possono infine avere a richiesta la strumentazione optoelettronica, che consente contemporaneamente la visualizzazione delle informazioni in forma analogica e digitale.
Molto appagante è invece la plancia, caratterizzata dall'elegante console centrale, leggermente rivolta verso il conducente ed impreziosita da rifiniture in (vero) legno.
La visibilità posteriore risulta ridotta, a causa della coda alta e dei massicci montanti; un aiuto è offerto dal tergilunotto fornito a richiesta, un optional inusuale e di scarso successo in questa categoria di vetture.

Meccanicamente la Dedra è una classica trazione anteriore, con motore anteriore trasversale. La gamma dei motori prevede inizialmente quattro unità, tre a benzina ed una diesel, associate ad un cambio manuale a cinque rapporti. A ciascun motore corrisponde, secondo la tradizione Lancia, una versione:

• 1600 i.e., con motore di 1581 cc ad iniezione elettronica singlepoint; vanta una potenza massima di 88 CV (65 KW) a 5800 giri/minuto ed una coppia massima di 128 Nm a 3500 giri/minuto, che permettono alla Dedra di raggiungere la velocità massima di 180 Km/h.
• 1800 i.e., con motore di 1756 cc ad iniezione elettronica multipoint e dotato di controalberi di equilibratura; la potenza massima di 109 CV (80 KW) a 6000 giri/minuto e la coppia massima di 142 Nm a 3000 giri/minuto consentono alla Dedra di raggiungere i 192 Km/h; la sua commercializzazione inizia più tardi, nel Novembre del 1989.
• 2000 i.e., con motore di 1995 cc (derivato da quello della Thema 2000) ad iniezione multipoint e dotato di controalberi di equilibratura; la potenza massima stavolta è di 117 CV (86 KW) a 5750 giri/minuto, mentre la coppia massima raggiunge i 162 Nm a 3300 giri/minuto, quanto basta per far raggiungere alla Dedra i fatidici 200 Km/h.
• 1900 Turbodiesel, mossa dal motore di 1929 cc della Prisma Turbodiesel, con potenza massima portata a 90 CV (66 KW) a 4100 giri/minuto e coppia massima di 186 Nm a 2400 giri/minuto. La velocità massima è di 180 Km/h.

La Dedra ha sospensioni anteriori MacPherson e sospensioni posteriori con schema a bracci longitudinali tirati; la 2000 può essere equipaggiata con le sospensioni a controllo elettronico. Tipico delle vetture del progetto Tipo, le componenti meccaniche anteriori e posteriori sono pre-assemblate e regolate e, solo in ultima fase, unite alla scocca, sortendo notevoli benefici in termini produttivi e in caso di particolari interventi di manutenzione, molto semplificati.
I freni sono a disco sulle quattro ruote su tutte le versioni eccetto la 1600, che ha tamburi posteriori. Le versioni 1600 e 1800 offrono solo a richiesta il servosterzo e l'ABS a due sensori, mentre la 2000 e la Turbodiesel hanno di serie il servosterzo e come optional l'ABS a quattro sensori.
Il bagagliaio ha una capacità di 480 litri e si caratterizza per il sofisticato sistema d'apertura a bracci multipli del baule; a richiesta è possibile avere il divano posteriore sdoppiato, con schienale abbattibile per incrementare la capacità di carico, oppure il vano portasci. Il serbatoio carburante ha infine una capacità di 63 litri.

Tra gli optional più importanti segnaliamo, oltre a quelli finora citati, i sedili anteriori a regolazione elettrica, il tetto apribile elettrico, il climatizzatore automatico, gli specchietti esterni regolabili e richiudibili elettricamente, i vetri elettrici posteriori, i poggiatesta posteriori (di serie in alcune versioni), i cerchi in lega, il computer di viaggio, e l'impianto lavafari.

Le versioni a benzina sono già predisposte per funzionare con benzina senza piombo, ma sono ovviamente prive della marmitta catalitica. Un anno più tardi, nel Marzo del 1990, la Lancia presenta le corrispondenti versioni catalizzate:

• 1600 i.e. cat: 1581 cc, potenza massima di 77 CV (57 KW), velocità massima di 170 Km/h
• 1800 i.e. cat: 1756 cc, potenza massima di 105 CV (77 KW), velocità massima di 187 Km/h
• 2000 i.e. cat: 1995 cc, potenza massima di 113 CV (83 KW), velocità massima di 195 Km/h

Le vendite rispettano le più rosee previsioni e nel Gennaio del 1991 la gamma si amplia verso l'alto con la presentazione di due inedite versioni, la 2000 Turbo i.e. e la 2000 Turbo i.e. a trazione integrale.
La 2000 Turbo i.e. monta un motore quattro cilindri di 1995 cc, con due alberi a camme in testa, sovralimentato con turbocompressore Garrett e sistema boost-drive per il controllo elettronico della pressione di sovralimentazione. La potenza massima è di 162 CV (119 KW) a 5500 giri/minuto e la coppia massima è di 274 Nm a 3000 giri/minuto. La Dedra 2000 Turbo raggiunge la velocità massima di 215 Km/h e accelera da 0 a 100 Km/h in 8,3 secondi. Questa nuova versione adotta un particolare differenziale a slittamento limitato, il Viscodrive, che si integra col sistema antibloccaggio ABS e che, appena una delle due ruote motrici tende a pattinare, trasferisce parte della trazione all'altra ruota.
La 2000 Turbo Integrale, è equipaggiata con lo stesso motore della 2000 Turbo, ma stavolta una differente regolazione della centralina elettronica ha permesso di raggiungere la potenza massima di 177 CV (130 KW) a 5500 giri/minuto ed una coppia massima di 279 Nm a 3000 giri/minuto. Se la velocità massima rimane costante (215 Km/h), migliora l'accelerazione da 0 a 100 Km/h (7,8 secondi). La trazione è integrale permanente ed è caratterizzata dalla presenza di tre differenziali, di cui quello anteriore libero, mentre quello centrale distribuisce la coppia motrice in modo asimmetrico tra i due assali (56% all'avantreno e 44% al retrotreno); in condizioni critiche (neve o fondi scivolosi) è possibile tuttavia bloccare il differenziale posteriore mediante un comando posto sulla console. Inoltre, a differenza della trazione integrale utilizzata sulla Prisma, il differenziale posteriore è mantenuto bloccato per velocità inferiori ai 25 Km/h. La capacità del bagagliaio è ridotta a 405 litri, per far posto al differenziale posteriore ed alla ruota di scorta.
Le due nuove versioni si distinguono dal resto della gamma per i profili neri posti sotto alle portiere, mentre nell'abitacolo sono arricchite da volante, cambio e freno a mano rivestiti in pelle. La 2000 Integrale ha di serie un efficace spoiler posteriore (disponibile a richiesta sulla 2000 Turbo), ma è possibile ordinarla senza.
L'impianto frenante è potenziato, così come l'impianto antibloccaggio che, nella Turbo è a quattro sensori ed è disponibile con sovrapprezzo, mentre nell'Integrale è a tre canali e sei sensori (è lo stesso della Delta Integrale) ed è di serie. Il servosterzo è invece di serie su entrambe le versioni.

Quasi contemporaneamente l'intera gamma è oggetto di alcune modifiche nelle dotazioni. Ora tutte le Dedra hanno di serie il servosterzo, il sedile guida regolabile in altezza (con regolazione lombare) ed il bracciolo anteriore. Nell'estate del 1991 debuttano le versioni catalizzate della 2000 Turbo e della 2000 Turbo Integrale. La 2000 Turbo i.e. cat mantiene la potenza massima e la velocità della versione d'origine; la 2000 Turbo i.e. Integrale cat invece subisce una riduzione della potenza massima, che passa a 169 CV (124 KW); la velocità massima tuttavia rimane invariata.

Nel Settembre del 1991, al Salone di Francoforte, debutta la Dedra 2000 Automatica, con cambio automatico a quattro rapporti, gestito elettronicamente e dotato di bloccaggio del convertitore. Adotta il quattro cilindri da 1995 cc della 2000 i.e., in versione catalizzata. Raggiunge la velocità massima di 190 Km/h ed accelera da 0 a 100 Km/h in 12,5 secondi. La sua commercializzazione inizia qualche mese più tardi, nel Maggio del 1992.

Nel Gennaio del 1993 escono definitivamente dal listino tutte le versioni non catalizzate, così come voluto dalla legge. Il mese successivo la Lancia aggiorna la gamma Dedra: le motorizzazioni rimangono invariate, ma con la creazione di nuovi allestimenti è stato possibile ridurre il prezzo della versione d'accesso alla gamma. La Dedra è ora offerta al pubblico con cinque allestimenti:

• Standard (1600)
• Comfort (1600, 1800, 2000, 2000 automatica, 1900 turbodiesel)
• Line Executive - LE (1800, 1900 turbodiesel)
• Line Style - LS (2000)
• HF - (2000 Turbo, 2000 Turbo Integrale)

La nuova gamma è distinguibile solo da un occhio attento: all'esterno i principali elementi di distinzione sono le nuove coppe copriruota (presenti sulle versioni base), ispirate a quella della Thema e le inedite targhette d'identificazione poste anteriormente, sulla calandra; all'interno invece la Dedra 1993 adotta nuovi rivestimenti.

Per poter parlare di una vera e propria Seconda Serie della Dedra, bisogna aspettare l'estate del 1994 quando debutta l'inedita versione Station Wagon, frutto della collaborazione della Lancia con lo Studio Idea di Torino. A parte l'altezza, che ora raggiunge 1,449 metri, le dimensioni esterne della Station Wagon sono rimaste invariate, così come lo schema meccanico. Esternamente è caratterizzata da una linea moderna e si differenzia dalla berlina essenzialmente per la presenza della terza luce laterale e per l'adozione dell'inedito portellone con vetratura ampia e bombata, da cui si accede ad un vano di carico ampio (448 litri), razionale e facilmente sfruttabile, grazie all'adozione del ruotino di scorta (disposto lateralmente) e dello schienale posteriore abbattibile anche parzialmente. Di certo le misure interne della Dedra Station Wagon non sono da record, ma non è questo il suo fine: la nuova nata di casa Lancia vuol inserirsi a pieno titolo nel filone delle familiari di lusso, eleganti e versatili allo stesso tempo.
Per il resto la station wagon condivide con la berlina alcuni aggiornamenti, come la nuova calandra (caratterizzata dalla presenza di barre verticali cromate), i nuovi lavafari, gli inediti gruppi ottici posteriori e, nell'abitacolo, i nuovi poggiatesta ed il nuovo volante.
Anche per quel che riguarda i motori ci sono alcune novità:

• il motore 1600 è interamente nuovo, ora ha iniezione elettronica multipoint e raggiunge la potenza massima di 90 CV (66 KW)
• il motore 1800 è stato oggetto di alcune modifiche ed assicura una potenza massima di 101 CV (74 KW)
• il motore 2000 aspirato è interamente nuovo, ha quattro valvole per cilindro e raggiunge la potenza massima di 139 CV (102 KW); la 2000 Automatica mantiene tuttavia il vecchio motore da 113 CV
• esce dai listini il motore 2000 Turbo; la Dedra Integrale (disponibile solo in configurazione SW) adotta ora il nuovo motore 2000 16V da 139 CV

La gamma è stata oggetto di alcune modifiche, con la scomparsa degli allestimenti Standard, Comfort ed HF e con l'introduzione dell'allestimento LX, che si affianca ai preesistenti LE ed LS:

• 1600 i.e. LE (berlina e SW)
• 1600 i.e. LS (berlina e SW)
• 1800 i.e. LE (berlina e SW)
• 1800 i.e. LS (berlina e SW)
• 2000 i.e. Automatica. LS
• 2000 i.e. 16V LX (berlina e SW)
• 2000 i.e. 16V Integrale LX SW
• 1900 TD LE (berlina e SW)
• 1900 TD LS (berlina e SW)


Nel Febbraio 1996 fanno il loro ingresso sotto il cofano della Dedra i nuovi motori 16V (prodotti nello stabilimento di Pratola Serra), entrambi con cilindrata di 1747 cc e due controalberi di equilibratura, ma con potenze differenti:

• il motore meno potente, che sostituisce il 1800 8V, ha una potenza massima di 113 CV (83 KW) ed una coppia massima di 154 Nm a 4400 giri/minuto; permette alla Dedra di raggiungere i 203 Km/h
• l'unità più potente, che sostituisce il 2000 16V (utilizzato ora solo dalla versione Integrale, mentre l'Automatica continua ad essere equipaggiata col motore 2000 8V da 113 CV) , deriva dal motore che equipaggia la Fiat Barchetta , raggiunge la potenza massima di 130 CV (95 KW) a 6300 giri/minuto e vanta una coppia massima di 164 Nm a 4300 giri/minuto; è il primo motore Lancia con variatore di fase.

Parallelamente all'introduzione dei nuovi motori, la Dedra è oggetto di alcuni minimi aggiornamenti, il principale dei quali è l'adozione di un nuovo volante con airbag (in pelle sulla LX).

Ne corso del 1997, ad otto anni dal debutto, la gamma Dedra comincia ad assottigliarsi. La prima ad uscire dai listini, a Gennaio, è la 2000 Integrale SW, seguita in Aprile dalla 2000 Automatica ed in Luglio dalle versioni con motore 1800 da 113 CV. Rimangono in listino la 1600 da 90 CV (nel solo allestimento LE), la 1800 da 130 CV (nel solo allestimento LS) e la 1900 turbodiesel (nel solo allestimento LE). Per tutte le versioni è possibile scegliere tra la configurazione berlina e la station wagon.

Nel Marzo 1998 la Dedra è ancora oggetto di aggiornamenti: si tratta di un restyling leggero, che si concentra prevalentemente sugli interni (nuovi sedili, plancia derivata dalla contemporanea Delta con inedite rifiniture, nuovi tessuti) e solo in parte sull'esterno (nuovi gruppi ottici posteriori, terza luce di stop dietro al lunotto). Più sostanziali le modifiche tecniche, con l'adozione di un nuovo motore 1600, il 16V della Delta (condiviso anche con Brava, Bravo e Marea), con cilindrata di 1581 cc, potenza massima di 103 CV (76 KW) a 5750 giri/minuto e coppia massima di 144 Nm a 4000 giri/minuto.

La carriera della Dedra volge ormai al termine e nel Settembre del 1999, dopo anni di rinvii e ripensamenti, arriva nelle concessionarie Lancia la Lybra, erede della Dedra. Quest'ultima scompare definitivamente dai listini all'alba del nuovo millennio, nel Gennaio 2000.

Sono passati cinque anni ormai dal "pensionamento" della Dedra, che a pieno titolo possiamo definire l'ultima berlina Lancia di successo. Non è un mistero infatti che la Lybra, dopo un esordio incoraggiante (specie in versione Station Wagon), raccolga consensi ormai quasi esclusivamente come vettura aziendale e che la più grande Thesis non sia riuscita a bissare i successi che vent'anni fa premiarono la Thema. La Delta poi non ha mai avuto eredi e se la Lancia continua a vendere, lo deve prevalentemente alla riuscita Ypsilon (che ha saputo imporsi come compatta alla moda) e alle monovolume Musa (che ha iniziato bene la propria carriera) e Phedra (molto apprezzata, anche all'estero). Ma nel cuore dei lancisti (e di tanti italiani) manca all'appello una vettura media elegante, moderna, che consenta di ritrovare lo spirito di marca e, soprattutto, quei tanti acquirenti "costretti" oggi a cercare altrove la propria vettura media.

Autore: Rosario Pulvirenti

Tag: Retrospettive , Lancia

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