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Curiosità

pubblicato il 28 febbraio 2009

AutomobiliA

Passione e mercato

AutomobiliA

Automobilia é un termine felice. Una semplice "a" in più ed ecco che il significato di un vocabolo legato a qualcosa di ben noto, viene esteso all'infinito, arrivando a comprendere mille e mille modi di manifestare la propria passione per il mondo dell'auto. L'universo compreso nel termine spazia dall'oggettistica all'opera d'arte, dall'articolo di abbigliamento al manifesto, dal modello in scala al reperto tecnico, dalla scultura e dal disegno d'autore all'orologio. L'elenco è ben più lungo e per ciascuna delle categorie evidenziate esistono schiere di appassionati che animano mercatini, aste, ricerche telematiche e contatti carbonari. A molti degli argomenti che stiamo per sfiorare sono stati dedicati fiumi di inchiostro, ore di trasmissioni Tv e chilometri di insonnia; noi, per evidenti ragioni di spazio, ci limiteremo a sollevare un velo, dando niente più di uno sguardo fuggevole a questo mondo variegato, mobile e talvolta nobile che, fra l'altro, ha il pregio di soddisfare voglie tanto modeste quanto milionarie, in nome - al solito - di una passione condivisa.

DAL CONTENITORE AL CONTENUTO
Componente essenziale, e piacere, della nostra passione è la ricerca. Se prendiamo ad esempio la demolizione di una nave e pensiamo ai correlati negozi di antiquariato e modernariato pieni di ogni sorta di oggetti che nella loro prima vita rollavano e beccheggiavano assieme al loro "contenitore" navigante e trasferiamo il concetto all'auto ci renderemo conto che anch'essa è un piccolo pianeta, microcosmo in confronto ad un transatlantico, ma pur sempre pieno di infinte sorprese.
La maggior parte dei componenti di un'auto, a patto che sia loro attribuibile un qualche significato effettivo (o affettivo), sono potenzialmente oggetto di collezione e mercato. Partiamo dal top della Rolls Royce, prendendo come spunto la Phantom Silver, realizzata in una serie speciale di soli 25 esemplari per commemorare il modello Phantom. La vettura di serie è caratterizzata da dotazioni ed allestimenti del tutto particolari che noi, sacrileghi, andiamo idealmente a cannibalizzare in funzione del concetto di "automobilia" e da cui possono derivare numerosi oggetti da collezione derivati direttamente dai materiali utilizzati per costruire la vettura marciante in scala 1:1.
Tralasciando la particolare verniciatura Metallic Ghost Silver, ci troveremo al cospetto di interni in pelle Rose Leaf o Crème Light con logo RR che, con gli opportuni adattamenti, si trasformeranno in un particolare angolo salotto o, meglio ancora da lettura, nella casa di campagna dell'in questo caso ricco appassionato non necessariamente inglese. Qualche pezzo degli inserti in Santos Palisander, un legno pregiato e del tutto particolare, potranno arricchire una vetrina di modelli magari esclusivamente destinata alla RR. L'astuccio - sempre dello stesso legno - contenente una chiave, due portachiavi ed una penna d'argento Conway Stewart realizzata per l'occasione , sarà sicuramente conteso a prezzi non proprio popolari. E che dire dei mozzi cromati che ornano i cerchi in lega da 21″ pronti a diventare degli esclusivi fermacarte posti con meditata nonchalance su quel mucchietto di corrispondenza ancora da ordinare? Lo stesso dicasi per l'orologio specifico, magari incastonato in una base di radica di mogano ulteriormente impreziosita dalle targhette "Phantom Silver" in dotazione all'auto? Magari potremmo già possedere un mobiletto bar un pò particolare, dal quale estrarre però gli specifici calici per champagne ed i bicchierini senza stelo con rifiniture in argento già in dotazione alla nostra.

A questo punto, nel ricordare a noi stessi che abbiamo utilizzato la Rolls come esempio eclatante, torniamo sulla terra e, per la teoria degli opposti passiamo dall'altra parte della barricata: vedremo come lo stemma di una simpatica Bianchina, o di una più grintosa Alfa, montati su un semplice cubo di legno ben lucidato, potrebbero far dignitosa concorrenza al nobile fermacarte RR. E che dire di un "semplice" volante Nardi a tre razze degli anni 50, di quelli per intenderci montati prevalentemente su alcune Lancia Aurelia B20 e sulle prime Flaminia Coupé 3B o Touring o ancora Zagato? Non potrebbe forse fare bella mostra di sé in una bacheca da modellismo o su uno scaffale di libri a tema? Per non parlare poi dei "pezzi" provenienti - talvolta in modo un po' "fortunoso"- dal mondo delle competizioni: quel cerchio e quella gomma, o quell'alettone persi dall'auto X nella competizione "Y"

Non si può lasciare l'oggettistica direttamente derivata dalla componentistica senza fare un accenno a quello che é ormai diventato un business di tutto rispetto, quello del merchandising sotto la diretta regia - o su licenza - delle stesse Case costruttrici che legano il loro nome a tutto, dal modellino commerciale a quello di gran pregio, dall'abbigliamento e relativi accessori a penne, gemelli borse ed orologi griffati. Anche in quest'ambito prettamente commerciale si possono tuttavia trovare articoli che, in prospettiva, potrebbero assumere forte valenza collezionistica; parliamo di particolari tecnici come ad esempio pistoni o bielle rivenienti da vetture di Formula Uno o Sport o, più semplicemente, pezzi simili reperibili come ricambi presso officine della Casa che, una volta lucidati ed adagiati su una preziosa basetta in pelle, divengono piccoli pezzi esclusivi, sopratutto se prodotti in serie limitata.

L'AUTO SCOLPITA
Altro genere di oggettistica è quello delle sculture, che spaziano dal classico bronzo o silver dell'auto "X" ritratta in corsa per arrivare sino alla statua del droide o del cavallo o dello stesso essere umano, realizzate con piccola componentistica meccanica.
Piuttosto note sono, in questo campo sono le opere di Andy Green o di James Corbett, queste ultime reperibili alla John Davies Gallery o dell'italiana Susy Zappa che, oltre a dipingere, scolpisce utilizzando pezzi di vecchie auto per creare composé e lampade da interno, o ancora di Bruno Petronzi che realizza quadri luminosi tridimensionali con materiali vari che ruotano attorno a fanali e fanalini di auto, con effetti policromi davvero suggestivi; tornando alla scultura "classica" come non citare l'americano Stanley Wanlass che realizza sculture di auto d'epoca in bronzo, ciascun pezzo in pochissimi esemplari, ritraendo l'auto in movimento e quindi capelli e sciarpe al vento, ruote leggermente deformate, schizzi di fango e polvere sollevati dalle ruote stesse, oggetti non alla portata di tutte le tasche ma degni di figurare in qualsiasi collezione a tema e non....Compete con Wanlass l'inglese Gary Smith. Un genere del tutto particolare, che negli ultimi anni ha ottenuto riconoscimenti internazionali è quello di Martin Heukeshoven il quale riproduce in grande scala vecchie auto sia di gran pregio come del tutto borghesi, nello stato di abbandono e degrado nel quale possono esser trovate, in mezzo ad una campagna piuttosto che in un campo di demolizioni; opere malinconiche ma affascinanti che sicuramente meritano di esser viste.

L'AUTO RITRATTA
Dalla scultura al disegno e da questo alla stampa ed alla pittura il passo é breve. Relativamente grande é invece il numero di artisti che si sono cimentati e si cimentano in questo campo spaziando, come tecnica, dall'aquarello alle tecniche miste, dagli olii e dalle tempere all'aerografo, strumento principe dell'iperrealismo; per trattare di questo settore non basterebbe un intero sito, quindi anche qui citiamo solo alcuni degli autori più celebrati da Steve Ascough a Roy Barrett, da François Bruére a Benoit Deliège e ancora Paul Dove, Steffen Imhof, Tim Layzell, Chris Myers ed infine i celeberrimi Michael & Graham Turner (Studio88.com); gli artisti operanti in questo campo specifico sono talmente tanti che è stata istituita la AFAS (Automotive Fine Arts Society). Tra gli italiani citiamo l'architetto Andrea Quartieri ed Enzo Naso, eclettico ingegnere napoletano che accosta splendidamente auto e sfondi tratti da opere di Leonardo e Haring con risultati assolutamente sorprendenti.
Altro genere su carta che può contare su un fortissimo mercato internazionale é quello dei manifesti pubblicitari di marche di auto, accessori o di manifestazioni sportive famose, dalla Mille Miglia alla 24 ore di LeMans, alla Targa Florio e via dicendo. Questi oggetti hanno raggiunto quotazioni di tutto rispetto: ad esempio ancora nel 2006 un manifesto del decimo Rallye di Montecarlo del 1931 era posto in vendita, a Londra, a 4.500 pounds, mentre ne bastavano "appena" 2.200 per portarsi a casa quello del celebre film la 24 Ore di Lemans diretto e interpretato da Steve McQueen; oggi quelle quotazioni sono sensibilmente aumentate.

TORNIAMO AGLI OGGETTI
Abbiamo sinora trascurato un altro genere di oggettistica, legata alle Officine, ai servizi ed ai materiali di consumo; ed ecco quindi comparire, in base allo spazio ed alle disponibilità ed alle voglie del collezionista, dalla pompa di benzina azionata a mano di inizio secolo scorso alle colonnine degli anni trenta o ancora le targhe metalliche "Officina autorizzata" o "Shell" o "Castrol" o ancora "Champion" per arrivare, in taluni casi senz'altro meritori ai fini della memoria, alla ricostruzione di officine complete stile anni '30 o '50. E solo ora tocchiamo il tasto dell'abbigliamento e relativi accessori, anche d'epoca, dai gemelli agli spolverini, alle cravatte, ombrelli, felpe e giacche a vento. Ancora in tema di abbigliamento va ricordato che quello posseduto da piloti celebri (caschi, guanti, tute, scarpette, occhialoni e via dicendo) spesso alimenta il giro delle aste benefiche o finisce in qualche museo dedicato.
E ancora gli accessori da pic-nic, si pensi ai sontuosi bauli di Louis Vitton che, in casi eclatanti come quello donato nel 1918 dal Kaiser Guglielmo II a Manfred Freiherr von Richtofen, meglio conosciuto come il Barone Rosso, hanno raggiunto quotazioni attorno ai 70-80mila euro; sempre in tema di oggettistica di lusso impossibile non accennare ai modelli eseguiti a mano in scale particolari (Michele Conti, Gerald Wingrove, Manuel Olive Sans per citare solo i più famosi i cui "pezzi" valgono da 15/20mila euro in su).

Il tempo passa e noi chiudiamo qui ma non prima di aver guardato l'ora: può darsi che al nostro polso ci sia uno degli orologi riferiti a temi automobilistici o legati ad eventi del tutto particolari come quelli della Chopard, della Tag Heuer, della Graham, dell'Eberhard o della stessa Tonino Lamborghini.

Autore: Giovanni Notaro

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