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pubblicato il 26 febbraio 2009

Bruxelles decide sugli aiuti di Stato

No al protezionismo. L'Europa deve essere "Unita" e attenta all'America

Bruxelles decide sugli aiuti di Stato

Bruxelles ha reso ufficiale la sua posizione sulla crisi dell'auto. In una conferenza stampa congiunta, il commissario UE all'industria, Guenter Verheugen, e quello alla concorrenza, Neelie Kroes, hanno annunciato ieri le linee guida della Commissione UE sugli aiuti al settore. Il protezionismo e l'inquinamento sono i principali nemici che verranno combattuti da Bruxelles, che ha elencato ai suoi Stati membri quali sono le cose che possono fare e quali no.

La Commissione ha approvato i parametri fondamentali per gli incentivi alla rottamazione e una sorta di "vademecum" sulle misure di sostegno pubblico all'industria dell'auto, ribadendo che gli aiuti sono già possibili, a condizione però che non siano discriminatori e non abbiano finalità anti concorrenziali. L'Unione Europea deve agire in maniera coordinata perché anche nel settore delle quattro ruote "non ci sono più campioni nazionali", ha detto Verheugen. Le fabbriche sono sparse nel mercato unico e "non c'è più nessuna azienda che produca solo a livello nazionale". Per questo, ha aggiunto, "le misure prese in un paese solo per alcuni produttori avrebbero conseguenze negative esplosive sugli altri paesi, colpirebbero tutti gli Stati membri, piccoli e grandi, ricchi e poveri. E' importante che non accada che certe misure siano prese solo da chi può permetterselo, e non dagli altri".

Per questo le manovre varate dal Regno Unito, la Francia, la Spagna, la Germania, la Svezia e l'Italia sono finite nel mirino della Commissione. "Io dovrò assicurare che rispettino pienamente le regole UE sugli aiuti di Stato, che non ci siano distorsioni della concorrenza, né violazioni delle regole del mercato unico", ha detto Kroes. "Prenderemo in considerazione questi piani nazionali per dare una mano ad uscire rapidamente dalla crisi, e saremo rapidi e non burocratici, tenendo conto della situazione del mercato".

Da non sottovalutare è l'attuale condizione dei concorrenti americani. "Il futuro dell'auto in America è una nube che ci sovrasta", ha detto Verheugen, riferendosi al rischio di fallimento delle "Big Three", General Motors, Chrysler e Ford. La Casa Bianca sta cercando di salvare questi giganti con prestiti da milioni di dollari che tiene sotto controllo attraverso una task force di esperti. Tuttavia, "il rischio di fallimento di due, forse tre, grandi costruttori USA - ha proseguito il commissario UE all'industria - cresce di giorno in giorno, con conseguenze difficili da prevedere oggi". Di sicuro però c'è che la caduta avrà "un grande impatto anche per i produttori europei". Le ripercussioni sull'occupazione nell'Unione Europea saranno gravissime, in particolare per quanto riguarda le filiali di General Motors che in Gran Bretagna controlla Vauxall, in Germania Opel e in Svezia Saab, mentre Ford ha in mano il destino di Volvo (anch'essa di base nel paese scandinavo).

L'Unione europea vigilerà quindi anche a livello internazionale e monitorerà le decisioni della Casa Bianca circa gli interventi a favore delle grandi aziende americane. "Noi non abbiamo alcun interesse a veder crollare l'industria dell'auto USA, ma i provvedimenti per sostenerla dovranno rispettare le regole internazionali, e noi non esiteremo a prendere le misure necessarie se vi saranno violazioni", ha avvertito Verheugen.

Della posizione europea si tornerà a parlare domenica al vertice europeo e per il momento la conferenza è stata chiusa con una nota positiva. "Le prospettive per dopo la crisi sono buone", ha detto Verheugen. "L'industria europea sarà allora più competitiva delle altre, perché è orientata verso l'auto del futuro, ecocompatibile. Il futuro dell'auto europea sarà verde o non sarà".

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Tag: Attualità , unione europea


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