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pubblicato il 24 febbraio 2009

Il decreto legge incentivi inizia l'iter parlamentare

Modifiche probabili e nulla da temere sui dubbi espressi da Bruxelles

Il decreto legge incentivi inizia l'iter parlamentare

E' cominciato oggi nelle commissioni Attività produttive e Finanze della Camera, l'iter parlamentare del decreto legge incentivi varato dal governo a inizio mese e pubblicato in Gazzetta ufficiale l'11 febbraio. Il decreto, che vale 2 miliardi di euro spalmati su sei anni, probabilmente sarà modificato nel corso dell'esame nelle commissioni per aggiornare le misure all'evoluzione della crisi economica. Il dl "non è blindato", ha confermato il sottosegretario all'Economia Alberto Giorgetti, che ha giustificato le eventuali modifiche dicendo: "Vedremo. Il Parlamento è sovrano, il governo è sempre attento".

La discussione generale, che entrerà nel vivo a metà marzo dopo la pausa dei lavori di Montecitorio, è iniziata con le relazioni dei deputati del Pdl, Marco Milanese e Enzo Raisi, che hanno spiegato quali sono gli "assi su cui ruota il provvedimento: la salvaguardia dell'ambiente e la lotta all'inquinamento; la sicurezza sulle strade; l'impulso alla ricerca e all'innovazione e la coerenza con le misure UE". Nessuna preoccupazione comunque di fronte ai dubbi avanzati dalla commissione europea circa il rischio che alcune delle misure possano essere classificate come aiuti di stato selettivi. "C'è la richiesta di alcune informazioni e su questo stanno lavorando gli uffici dei ministeri interessati", ha detto uno dei relatori, Marco Milanese.

E del giudizio dell'Unione Europea in materia di aiuti di Stato si è parlato anche durante il faccia a faccia tra il presidente francese Nicolas Sarkozy e il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi. "Avrei preferito una politica europea coordinata per sostenere l'industria automobilistica", ha detto Sarkozy, il cui piano di rilancio è sotto controllo a Bruxelles come quello italiano. "Se abbiamo agito a livello bilaterale è stato perchè non è stata sufficiente la politica dell'Europa, ma noi abbiamo la stessa visione - ha aggiunto - L'Italia e la Francia sono pronte a prendersi le proprie responsabilità per parlare con una sola voce sulla questione. La politica industriale non è una parolaccia. Anche in Germania e Svezia si farà la stessa cosa che si è fatta in Francia in Italia", ha concluso, sottolineando la necessità in Europa di interventi unitari come sta accadendo negli Stati Uniti.

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