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Curiosità

pubblicato il 22 febbraio 2009

Mi faccio l’Elise!

Guida all’acquisto della Lotus Elise Mk1 - Prima parte

Mi faccio l’Elise!
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Esiste la concezione tipicamente europea dell'auto sportiva. Questa ruota attorno al concetto di "Granturismo", nato alla fine degli Anni '50 grazie a quel genio automobilistico che fu Enzo Ferrari: una vettura con caratteristiche meccaniche di auto da corsa, ma con il comfort, le finiture e l'allestimento di una grande ammiraglia. Oggi l'auto sportiva tipicamente europea è incarnata da una copiosa rappresentanza: Porsche 911, Ferrari berlinetta 8 cilindri, Maserati Coupé o GranTurismo, Aston Martin V8, Jaguar XK, BMW M3, Lamborghini Gallardo, Alfa Romeo 8C, Chevrolet Corvette. Queste rispondono, in modo poliedrico, a tutte le esigenze. Con la strana caratteristica (beate le leggi del marketing) che se in molti casi diminuisce il peso (e aumenti la sportività), aumenta anche il prezzo.

Oppure esiste la concezione tipicamente britannica dell'auto sportiva. Si parte da una variabile fondamentale: il peso. Più diminuisce, più aumentano le emozioni. Il comfort? Non è una peculiarità di questo tipo di auto. Anzi! Si apre, allora, un universo nuovo, popolato da vetture completamente diverse da come siamo abituati a concepirle: Caterham, TVR, Marcos, Ginetta, Noble, Ultima, Radical, Farbio, Caparo, Ascari... e Lotus. Lotus si può dire sia il più europeo dei marchi britannici, quello che maggiormente lo rappresenta all'interno del continente e che, negli anni, ha saputo conquistare un vasto numero di appassionati.

La gamma, oggi, è numerosa: partendo dall'ultimissima Evora, presentata da qualche mese e, forse, molto più europea di quanto non si creda, si indietreggia incontrando l'Europa, l'Exige, fino a uno dei modelli più di successo di sempre: la piccola Elise. Perché acquistarla? Perché senza le portentose potenze di una Porsche 911 Turbo da 480 CV, forse un'auto con poco più di 700 chili di peso e un motore con meno di 2 litri può offrire le stesse sensazioni, se non migliori per via della genuinità del suo carattere. Si scopre, così, che è possibile, con una cifra nemmeno così elevata, entrare in possesso di un giocattolo entusiasmante, nemmeno così dispendioso da mantenere. Ecco una piccola guida della Lotus Elise Mk1.

LOTUS ELISE Mk1 (1996 - 2002)
"Performance through lightweight" ("prestazioni attraverso la leggerezza"), questo il Vangelo del marchio di Hethel fondato alla fine degli Anni '40 da Colin Chapman. E l'Elise è una perfetta divulgatrice di questo concetto. Presentata per la prima volta nel 1994, fu lanciata sul mercato nel '96. La struttura di base era un telaio in estrusi di alluminio tenuti insieme con una colla epossidica e con carrozzeria in vetroresina e con tetto rigido in tela asportabile: il peso era così contenuto in appena 720 chili (una Porsche Boxster 986, per confronto, opponeva un peso di ben 1.250 chili, oltre il 70% in più).
Il comparto sospensioni prevedeva uno schema a doppi triangoli sovrapposti con sistema molla-ammortizzatore coassiale. Il motore (di derivazione MG, serie K, 18K4F), sistemato posteriormente in posizione centrale, era un 4 cilindri di 1.8 litri con potenza di soli 118 Cv, sufficienti a consentire un'accelerazione da 0 a 100 in 5"8 e una velocità massima di 202 km/h.

Di serie, erano inoltre montati pneumatici 185/55 R15 81V all'anteriore e 205/50 ZR 16 87W al posteriore. Per quanto riguarda l'impianto frenante, fino a circa il numero di telaio 3714 sono stati utilizzati cosiddetti dischi Aluminium Metal Matrix. In seguito, poiché il produttore non fu più in grado di tenere testa al volume di produzione, si ricorse ai classici dischi in ghisa. Le misure di base del corpo vetture erano di 3.726 mm di lunghezza, 1.701 di larghezza (specchietti esclusi) e 1.148 di altezza, con un passo di 2.300 mm. La capacità del serbatoio carburante era pari a 36 litri, per un'autonomia complessiva (media) di circa 360 km.

LE SERIE SPECIALI
Lotus Elise 111 S - Il nome deriva dalla denominazione del progetto Elise, 111M. Il motore, sempre MG di 1,8 litri, presenta la testa modificata e la fasatura variabile della distribuzione VVT. Il cambio a cinque marce ha un nuovo layout con rapporti e riduzione finale più corti. La potenza cresce così a 145 CV. Esteticamente, la 111S si riconosce per le cornici nere dei fari anteriori, lo spoiler posteriore, dischi freno forati, gomme da 225/45 su cerchio da 16", specchi laterali in alluminio e ruote in lega di disegno dedicato. E' stata presentata al Salone di Ginevra del marzo 1999 ed è rimasta in commercio fino all'agosto 2000, quando è stata sostituita dalla Elise Sport 160.

Lotus Elise Sport 135 - Introdotta nel novembre 1998 e non importata ufficialmente in Italia, è stata prodotta in una prima trance di 50 esemplari (telai dal n. 5401 al 5450). Grazie ad alcuni miglioramenti, il motore eroga un nuovo picco di potenza a 135 CV. Altre modifiche sono: rapporti accorciati del cambio, impianto di scarico sportivo, dischi freno forati, arco rollbar metallizzato, vernice blue metallizzato, volante e sedili sportivi. In Inghilterra la vettura viene venduta senza catalizzatore, ragion per cui deve essere sottoposta ad omologazione ed è la ragione per la quale all'inizio vengono vendute poche unità. Nel 1999 Lotus produce un ulteriore lotto di 35 esemplari (telai da 6001 a 6035). La Sport 135 si riconosce per le stesse ruote della Elise 111S, tappo di rifornimento di colore nero, pomello del cambio in alluminio e serigrafie Sport 135 '99'.

Lotus Elise Sport 160 - Lanciata nel febbraio 2000 e non importata ufficialmente in Italia (risultano solo un paio di esemplari), era equipaggiata con la testata della Sport 135, ma con nuovi alberi a camme, una nuova ECU e aspirazione e scarico modificati. I primi 50 esemplari (secondo le fonti quelli con le quattro cifre del numero di telaio comprese tra 0601 e 0650) usciti dalle catene di montaggio sono stati rilasciati con certificato Single Vehicle type Approval (SVA). Grazie a un impianto di scarico con catalizzatore "sportivo", la potenza massima è di 160 CV a 7.000 giri e coppia di 178 Nm a 5.000 giri.
Gli esemplari successivi, dotati di un diverso filtro dell'aria di aspirazione, di certificazione Whole Vehicle Type Approved (WVTA) e di impianto di scarico della 111S (da cui riprende anche lo spoiler posteriore) e catalizzatore standard, accusano una potenza leggermente inferiore (circa 10 CV). Il cambio ha un rapporto finale di 3.94:1. L'assetto e in configurazione standard ed è coadiuvato da barre antirollio regolabili in cinque posizioni. Inizialmente, le due uniche colorazioni disponibili sono scandal green and metallic black, poi affiancati alle altre colorazioni della gamma standard. Le ruote sono modello Race di colore grigio con diametro di 17", canale anteriore da 6 pollici e posteriore da 8, gomme Pirelli PZero. Nel mese di luglio dello stesso anno, la 111S cessa la produzione, la Casa rende disponibile un kit di potenziamento che porta la potenza a 190 CV e alla Sport 160 viene affiancata la Sport 160S, ancora più sportiva.

Lotus Elise Sport 190 - Non importata ufficialmente in Italia, è un modello ordinabile solo attraverso la divisione aftermarket di Lotus. Si tratta di una versione ultra-alleggerita e sviluppata appositamente per saggiarne compiutamente le caratteristiche solo in pista (al punto che non è omologata all'origine per l'uso su strada). Denudata di qualsiasi ammennicolo inutile (anche il sedile per il passeggero, acquistabile come optional!), la Sport 190 abbina 190 CV di potenza massima dal piccolo motore 1.8 a un peso estremamente contenuto, che le consente di raggiungere un rapporto peso/potenza di oltre 280 CV/tonnellata. Vengono montati ammortizzatori Koni e molle Eibach Le prestazioni sono mozzafiato: da 0 a 100 in 4"4, da 0 a 160 km/h in 10"9.

Lotus Elise Type 49 Gold Leaf - Commercializzata nel febbraio 1999, la Type 49 si abbandona all'Amarcord. La carrozzeria, infatti, ripropone la colorazione bianca e rossa della famosa monoposto di F1 Lotus Type 49, abbinata a ruote in lega dorate. All'interno, la colorazione bianco/rossa è ripresa su volante e sedili. La vettura è disponibile con potenza di 118 Cv o con l'allestimento della 111S (143 CV). Secondo le fonti, la tiratura ha superato di poco i 130 esemplari. La Lotus 49, nata nel '67, ha permesso ha Jim Clark di vincere la sua prima gara nel 1967, e l'ultima nel 1968. Quello stesso anno, Graham Hill vinse il Campionato del Mondo proprio su una Lotus 49, che avrebbe poi continuato onorevolmente la carriera fino al 1970. Le specifiche della Elise Type 49 sono le medesime del modello standard con 118 CV di potenza.

Lotus Elise Type 79 John Player Special - Viene introdotta sul mercato nel luglio 1999 come Elise "Heritage" o Elise 79 (si dice ne esistano circa 100 con guida a sinistra). Si distingue per la colorazione nera con ruote dorate, griglie dorate e sedili in pelle e Alcantara con parte centrale dorata. Abbinamento nero/oro, infine, anche per volante e plancia interna. Solo 150 gli esemplari prodotti, distribuiti tra versione con 118 CV o 143.

Lotus Elise 50th Anniversary - Lanciata nel gennaio 1999 e non importata ufficialmente in Italia, la Lotus Elise 50th Anniversary è stata prodotta con meccanica da 118 CV in solo 50 esemplari, ognuno con vernice verde scuro, ruote di colore oro, tappetini con scritta "Elise", sedili in pelle verde. La personalizzazione è completata dalle serigrafie "Anniversary". I numeri di telaio sono compresi tra 5463 e 5816.

Lotus Elise Millenium - Una piccola serie di circa 50 esemplari (probabilmente tutti con guida a destra e non importati in Italia ufficialmente), viene presentata per la prima volta al Salone dell'Auto di Londra dell'ottobre 1999. Le caratteristiche distintive sono la vernice Atlantis Blue Pearl, i sedili in pelle/Alcantara nero/blu, il volante e gli inserti delle portiere pure in Alcantara blu. Le specifiche tecniche sono quelle del modello base.

Elise 340R - La spasmodica ricerca di chili da eliminare ha portato a una vettura sensazionale che, lo dice il nome stesso, presentava un rapporto peso/potenza straordinario: 340 CV/tonnellata. L'Elise 340R, nuda all'inverosimile, il vero spirito della Lotus fatto auto, pesava appena 570 chili e, grazie al motore con potenza incrementata a 180 Cv, assicurava emozioni straordinarie. Solo 340 gli esemplari prodotti.

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI
Auto specialissima, concepita per il puro divertimento, la piccola Elise è un'auto da studiare nei minimi dettagli prima di potersi ritenere soddisfatti di aver valutato tutte le variabili in gioco. Le quotazioni di quest'auto sono molto variabili, in ragione delle condizioni di utlizzo. Si va da esemplari utilizzati a tutto spiano, magari anche in pista, luogo principe dove poterne saggiare tutte le doti dinamiche, ad altri immacolati, utilizzati "all'italiana", ovvero esclusivamente la domenica, per pochi chilometri e rigorosamente con il bel tempo. Posto che si parla sempre di esemplari rigorosamente originali, i valori di acquisto possono oscillare dai 17 mila ai 18 mila euro per auto molto vissute fino ad auto straordinariamente belle, tenute in condizioni da amatore e sulle quali è stata eseguita tutta la manutenzione seguendo scrupolosamente i dettami della Casa. Per questi si parla di cifre da 25.000 euro a salire. In questo range di prezzo possono rientrare comodamente anche le versioni speciali, per quali non necessariamente è lecito chiedere prezzi più elevati.

Parliamo, infatti, pur sempre di vetture personalizzate soprattutto dal punto di vista estetico e che, a livello meccanico, offrivano pressoché sempre lo stesso layout dei modelli base. Non si dimentichi che la Casa, stando alle fonti, non ha seguito scrupolosamente il principio della "precisione" nell'ambito del numero dei telai. Né queste auto venivano offerte con certificazione specifica, con numerazione specifica. Le considerazioni sul prezzo giusto, insomma, dipendono dalla singola transazione: da quanto intende realizzare il venditore e da quando il compratore è disposto a pagare per quell'esemplare. L'appassionato che cercasse una Lotus Elise Mk1 dovrebbe innanzitutto avere la pazienza di valutare più esemplari, come se si cercasse un piccolo tesoro: impegno, sacrificio, fatica.

Vale un dettato fondamentale: una vettura seguita sempre dalla rete ufficiale e con una storia documentata "a puntino" offre il massimo delle garanzie sulle sue condizioni. Ciò non toglie che "l'amico meccanico" di un'officina qualsiasi che ha "da sempre" seguito l'auto gode della massima stima ma sono considerazioni evidentemente che attengono alla sfera personale. In tutte le situazioni in cui l'Elise ha viaggiato fuori dalla Rete Ufficiale, andare con i piedi di piombo deve essere un imperativo imprescindibile, onde evitare spiacevoli (e costose!) sorprese. Bisogna cercare di analizzare al meglio le condizioni del telaio, che deve essere perfetto, e della ciclistica, che costituisce la base dell'auto stessa (sospensioni, sterzo...). L'Elise è un'auto che necessità di parecchie cure (non di parecchie spese).

Tenendo presente la periodicità, più che il chilometraggio, la vettura deve essere controllata spesso in quelle zone considerate cruciali per il suo corretto funzionamento (sterzo, sospensioni, gomme, freni). La rete ufficiale, di solito, offre un programma di controlli annuali o ogni 10.000 chilometri. Intervalli che si consiglia di anticipare se l'auto viene portata in pista (cosa alquanto probabile). Un tagliando dei più classici (controllo generico, olio, filtri) ha un costo allineato a quello di un'auto normale: intorno ai 300 euro. Il mercato inglese, il principale per quest'auto, è caratterizzato da un'offerta quanto mai variegata. Ma anche volendo escludere per un momento il problema della guida a destra, non è detto che andare a cercare una Lotus Elise Mk1 in Inghilterra possa essere una mossa intelligente. Per due ragioni: perché gli inglesi, popolo di larghe vedute, utilizzano queste auto molto più di un utente medio e perché l'importazione in Italia obbligherebbe a sostituire molti componenti per l'omologazione, obbligando a una spesa non indifferente.

La vettura, peraltro, all'atto della conversione non riceve nessun certificato ufficiale fornito dalla Casa; la sua originalità, quindi, potrebbe essere compromessa. Di conseguenza, chi si imbattesse in un'auto con guida a destra, arrivata in Italia quasi certamente attraverso vie NON ufficiali, potrebbe trovarsi di fronte a un esemplare con troppi punti interrogativi. Ci sono molti sedicenti "maghi" della meccanica, convinti di avere la bacchetta magica. Figuriamoci nei confronti di un'auto come l'Elise, studiata per offrire massime emozioni, soprattutto in pista, e quindi suscettibile di upgrade alla ricerca delle massime prestazioni possibili in termini di assetto, freni, motore. Non è difficile, in questo caso, incontrare auto "pasticciate" da personaggi di dubbia moralità, che si sono adoperati per modificare il modificabile senza attenersi ad alcun rispetto per la vettura, e che un concessionario ufficiale Lotus potrebbe anche "rifiutarsi" di seguire nell'ambito della manutenzione perché i costi sarebbero insostenibili. Auto del genere, naturalmente, perdono il loro valore collezionistico.

All'altro capo della questione, ovviamente, ci sono quei proprietari che hanno sì effettuato preparazioni sulla loro Elise, ma utilizzando accessori rigorosamente originali (freni, ruote, molle, ammortizzatori, rapporti del cambio, pastiglie...). Interventi che, peraltro, sono tuttora possibili grazie all'ampia disponibilità di ricambi presso dealer ufficiali. Auto così sono senza dubbio da valorizzare, se tenute in buone condizioni.

[ Fine prima parte ]

Autore: Alvise-Marco Seno

Tag: Curiosità , Lotus , guida all'acquisto


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