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pubblicato il 19 febbraio 2009

I governi europei rispondono a General Motors

La Svezia non aiuterà Saab e la Germania riflette su Opel

I governi europei rispondono a General Motors

Il futuro e la sopravvivenza di alcuni marchi controllati da General Motors dipende in buona parte dalle decisioni dei governi europei a cui il "Colosso di Detroit" ha chiesto aiuto. GM, dopo aver presentato al Dipartimento del Tesoro USA il proprio piano di riduzione dei costi che prevede un taglio da 1,2 miliardi di dollari per le sue attività in Europa, ha chiesto circa 6 miliardi di dollari a diversi paesi, tra cui Germania, Svezia e Regno Unito, dove, lo ricordiamo, controlla rispettivamente Opel, Saab e Vauxhall.

La Svezia però ha rispedito al mittente la richiesta di General Motors. "In pratica vogliono scaricare Saab nelle mani del contribuente svedese", ha detto "deluso" il Ministro dell'Industria svedese, Maud Olofsson, secondo cui deve essere la stessa GM a salvare dal tracollo Saab. In Germania, invece, il cancelliere Angela Merkel ha precisato che prima di decidere eventuali misure di sostegno vuole prima vedere il piano di risanamento di Opel. E, anche se il Ministro delle finanze Peer Steinbruck si è detto "scettico" su possibili aiuti di Stato al Marchio automobilistico, sembrerebbe che uno spiraglio ci sia. Secondo alcune anticipazioni rilasciate dal mensile tedesco "Manager Magazin" in edicola domani, la divisione finanziaria di Opel avrebbe chiesto allo Stato aiuti per circa cinque miliardi di euro sotto forma di garanzie sui crediti concessi ai clienti per l'acquisto di automobili. Un'indiscrezione che segue di poco la decisione del governo di accogliere una simile richiesta della divisione Volkswagen attiva nel settore del credito, la Volkswagen Bank, che ha ottenuto da Berlino garanzie per due miliardi di euro.

Nonostante però l'aggressivo piano di taglio costi, che si tradurrà in una perdita di 47.000 posti di lavoro, e le ottimistiche previsioni di GM di superare i problemi di solvibilità delle attività europee prima del 31 marzo 2009, l'agenzia internazionale di rating Standard & Poor's continua a non cambiare il proprio giudizio: il rischio di bancarotta resta elevato sia per il 2009 che per il 2010. General Motors e Chrysler, secondo Standard & Poor's, hanno una percentuale di probabilità di chiedere la bancarotta pari al 70%.

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Tag: Mercato , General Motors , unione europea


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