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pubblicato il 17 febbraio 2009

Aiuti all'auto: Bruxelles controlla Madrid

Dopo la Francia, è la Spagna ad essere monitorata contro il protezionismo

Aiuti all'auto: Bruxelles controlla Madrid

La Commissione europea torna a pronunciarsi sui rischi di protezionismo. Oggi la Commissione, che aspetta entro la mezzanotte le risposte francesi ai rilievi sul piano Sarkozy, ha chiesto formalmente maggiori informazioni al governo spagnolo circa il piano da 4 miliardi di euro a sostegno del settore auto. "Una pura misura precauzionale", ha detto Jonathan Todd, portavoce del commissario Ue alla Concorrenza Neelie Kroes. La Spagna figura tra i paesi in cui l'intervento dello Stato è più articolato: si va da prestiti a tasso zero fino a diecimila euro come incentivo alla rottamazione per auto più vecchie di dieci anni o con più di 250mila chilometri, presenza di diversi parametri ecologici, durata fino al 31 luglio 2010 (mentre in Austria, Francia, Germania, Portogallo e Romania ci si ferma a fine 2009).

La Spagna, che a gennaio ha registrato la performance peggiore per immatricolazioni segnando un -41% (a fronte di una media europea del -27%), è intervenuta a sostegno del settore auto stanziando 4 miliardi di euro, di cui 800 milioni concessi fin da subito alle industrie, mentre un miliardo e duecento milioni sarà destinato agli incentivi per gli acquisti. "L'obiettivo del piano per il settore automobilistico è di mantenere attiva la produzione in Spagna", aveva detto poco dopo l'approvazione della misura governativa il ministro all'industria Miguel Sebastián. "Si tratta di una strategia di stimolo della competitività per garantire l'avvenire dell'industria spagnola", aveva aggiunto.

Il comparto automobilistico rappresenta il 6% dell'economia spagnola e impiega 350 mila addetti. Da quando la crisi è esplosa in autunno, però, i tagli alle industrie sono stati molteplici. Per favorire la produzione in tutta la filiera industriale, Madrid ha dunque proposto alle aziende maggiore flessibilità nel versamento dei contributi statali per tutto il 2009. La misura tuttavia non è stata accolta con il favore unanime dei sindacati. Spetterà adesso a Bruxelles pronunciare il verdetto finale.

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Tag: Attualità , unione europea


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